Naufragio Costa Concordia, parla il Comandante coratino Felice Patruno: «commessi tanti errori»

Salvatore Vernice
Il Comandante Felice Patruno sulla nave con il calciatore Wesley Sneijder e la moglie Yolanthe Cabau

Il coratino Felice Patruno è Comandante di una grande nave da crociera, la "Seven Seas Mariner". Ecco cosa pensa sul naufragio della Costa Concordia

2 3 commenti

Negli ultimi giorni è stata una professione estremamente chiacchierata, non solo in Italia ma in tutto il mondo.

E’ il comandante di nave da crociera, mestiere che costringe a vivere lontano dalla propria casa e dai propri affetti e che dopo il tragico naufragio della Costa Concordia – in cui sono rimasti coinvolti ben 7 coratini, tra cui anche la 30enne Maria D’Introno, tuttora dispersa – è oggetto di discussione in tv, sui giornali e tra la gente.

Pochi forse sanno che anche Corato ha uno dei suoi “figli” che da oltre 35 anni è imbarcato su una grande nave da crociera e che, dopo una lunga carriera sempre ad alti livelli, da qualche anno ha ottenuto il grado di Comandante.

Si tratta di Felice Patruno (nell’immagine in copertina ritratto in una foto ricordo con il calciatore Wesley Sneijder e la moglie Yolanthe Cabau), attualmente al comando della nave da crociera “Seven Seas Mariner” (nella foto in alto), appartenente ad una delle più grandi compagnie mondiali di navi crociera.

In questi giorni il comandante Patruno è a Corato dove ha passato le feste natalizie ma da domani sarà già in viaggio per raggiungere la sua nave, in Cile, per riprendere il proprio lavoro.

Al Comandante Patruno abbiamo chiesto un parere su quanto è successo al largo dell’isola del Giglio.

«Non è facile commentare una simile tragedia – ci dice Patruno – ma la prima cosa che mi sento di dire è che si è trattato solo di un errore umano e, sono certo, non dipendente da una sola persona, ma da diversi errori, forse sottovalutati all’inizio e poi diventati incontrollabili».

Patruno ha solcato tutti i mari del mondo e, di conseguenza, conosce bene anche quella zona di mare in cui sta affondando la Concordia.

«Sì, molte volte ho solcato quei tratti di mare e tutte le carte nautiche riportano gli scogli che quasi affiorano e quindi bisogna tenersi a debita distanza. All’interno del ponte di comando esistono tutte le strumentazioni che aiutano il comandante, o chi per lui, a “guidare” la nave, a cominciare dagli allarmi visivi e sonori che avvisano che un ostacolo è sulla propria rotta.

Forse sarà stato sottovalutato e al momento della collisione, avranno tentato una manovra per evitare lo scoglio, schivando lo scoglio colpito poi sul fianco, nel tentativo di allontanarsi».

Toccherà alle indagini della magistratura chiarire i dettagli della vicenda, ma una cosa appare certa, ovvero che il Comandante della Concordia, Francesco Schettino, ha abbandonato la nave prima di molti passeggeri.

«Questo è inconcepibile – dice il Comandante Felice Patruno – perché il codice della navigazione parla chiaro: “Il comandante deve abbandonare la nave per ultimo, provvedendo per quanto possibile a salvare le carte e i libri di bordo, e gli oggetti di valore affidati alla sua custodia”.

Cosa è successo in quei momenti lo sanno solo loro, noi possiamo solo commentare quelli che sono i fatti riportati dalla stampa e se fosse tutto vero, sarebbe veramente una grande colpa quella del comandante. Forse è andato nel “pallone” e ha avuto paura perché una nave che si inclina di 30 gradi, può mettere paura anche al più esperto uomo di mare.

In ogni caso il suo comportamento sarebbe dovuto essere stato diverso da quello avuto, così come anche dei due suoi secondi che avrebbero potuto anche sollevarlo dall’incarico e prendere in mano le sorti della nave».

La stampa estera, ma anche parte di quella nazionale, sta denigrando gli ufficiali navali italiani.

«Questo non è proprio vero, anzi la nostra scuola di comando è una delle migliori del mondo e, oltre me, sono molti gli italiani che guidano navi da crociera delle maggiori compagnie di navigazione internazionali. Poi anche in questa tragedia, sono molte le testimonianze di passeggeri che sono stati salvati da ufficiali e sottoufficiali italiani, a dimostrazione dell’alta professionalità di questi uomini».

Un incidente accaduto anche per aver fatto il cosiddetto “inchino”.

«Inutile negarlo, purtroppo è una consuetudine che è vietata ma che alcuni eseguono ugualmente. Non credo che questa usanza ora continuerà».

Resta il fatto che la superficialità di alcuni uomini hanno provocato la morte di tredici persone (sino al momento in cui scriviamo) e questo potrebbe influire anche sull’economia che gira intorno al mondo delle crociere.

«Quando ho appreso la notizia, ho sentito subito un grande dolore per quello che era successo, poi quando sono venuto a conoscenza che c’era anche una mia compaesana tra le persone scomparse, lo sconforto è aumentato.

Però devo anche dire che oggi le navi da crociera sono natanti molto sicuri e dotati delle migliori strumentazioni relative alla navigazione e alla sicurezza. Ma come in tutte le cose, la tecnologia può essere la più sofisticata possibile ma dietro ogni macchina c’è sempre un uomo, con i suoi pregi e difetti.

Non credo, però, che questo incidente possa far diminuire la voglia di crociere, così come non sono diminuiti i passeggeri sugli aerei dopo altri incidenti. Ci auguriamo che cose del genere non accadano più per non trasformare una settimana di vacanza spensierata, in un momento terribile».

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Commenti

  • cinghialotto (utente non verificato)

    in effetti michiedevo: un mostro del genere non può essere pilotato da una sola persona, come fosse una utilitaria…gli altri componenti dell’equipaggio, ufficiali, sottofficiali che ruolo hanno avuto nella vicenda, che fine hanno fatto? può mai essere che in sala di comando, questo schettino fosse lì a fare str…upidaggini da solo? senza nessuno intorno? e che tutte le oparazioni relative all’emergenza non potessero essere coordinate da altre persone che non fossero il capitano? mha…

  • Adone (utente non verificato)

    Conosco personalmente il Comandante Patruno e sono stato ospite più volte sulla sua “gigantesca” nave. E’ una persona serissima sul lavoro, metodica, cordiale e puntigliosa. Lui non avrebbe MAI lasciato che questa cosa accadesse! Lui sente la responsabilità delle persone che che trasporta. Ci si può fidare. Sono orgoglioso che Corato abbia un Coratino così!!!

  • attila666 (utente non verificato)

    complimenti ed auguri comandante. Comunque più avanti si scoprirà che Schettino si era chiuso in plancia comando con la ragazza, forse anche con qualche amico, ormai non ci scandalizziamo più! Pensiamo piuttosto alle vittime ed a Maria d’Introno che ci ha lasciati per stupidi individui.