Riordino scolastico, la proposta della Provincia: «Classico e Ipc accorpati in un unico istituto»

Il liceo Oriani

La proposta di riordino, dopo la valutazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, finirà sul tavolo della Regione Puglia che dovrà dire l'ultima parola

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Che si tratti di scuole primarie, secondarie di 1° grado o secondarie di 2° grado, il risultato non cambia.

Così, come accaduto recentemente per l’istituzione dei discussi istituti comprensivi, anche il piano di riordino delle scuole superiori proposto dalla Provincia di Bari fa molto discutere.

Secondo la proposta di dimensionamento delle rete scolastica elaborata dall’ente provinciale nelle settimane scorse, il Liceo Classico “Oriani” e l’Ipc “Tandoi” potrebbero essere accorpati in un unico istituto.

I limiti fissati dalla “legge di stabilità”, infatti, stabiliscono che ad essere accorpati tra loro debbano essere gli istituti che non raggiungono la soglia minima dei 600 studenti.

Stando a queste cifre, a Corato l’unico istituto “sottodimensionato” è l’Ipc “Tandoi”, con 443 studenti.

Tutte le altre scuole della città, in un caso davvero per un soffio, superano infatti la soglia dei 600 alunni. Sono il Liceo Classico “Oriani” con 601 ragazzi, il Liceo Artistico con 723 e l’Itc con 1.038 studenti divisi tra i 607 della sede coratina e i 431 della succursale di Ruvo di Puglia.

L’ipotesi di fusione tra i due istituti coratini fa parte di una serie di accorpamenti – 14 in tutto, per un totale di 28 scuole coinvolte – ipotizzati dalla Provincia di Bari per ridurre costi non più sostenibili.

Manco a dirlo, però, la proposta ha agitato gli animi del mondo della scuola coratino sia dal punto di vista prettamente didattico che da quello relativo agli eventuali posti di lavoro a rischio.

La voce più critica è quella della prof.ssa Angela Adduci, dirigente del Liceo Classico “Oriani”.

«Contestiamo fortemente l’ipotesi di riordino delle rete scolastica elaborato dalla Provincia di Bari – ha detto la prof.ssa Adduci – poiché realizzato secondo un’operazione meramente ragionieristica. Il collegio dei docenti, insieme a studenti, genitori e personale Ata, ha già inviato una comunicazione in tal senso all’Ufficio Scolastico Regionale.

Si tratta di un dimensionamento pensato senza ascoltare i pareri degli organi collegiali degli istituti e disattendendo le linee guida dettate dalla Regione, secondo le quali dovrebbero essere accorpate solo scuole omogenee tra loro. 

Siamo una scuola che sta emergendo e che, tra le altre cose, soddisfa il numero minimo degli studenti previsto, avendo 601 alunni iscritti. Dopo aver cambiato ben 5 dirigenti in soli 8 anni, i docenti si stanno già autotassando per sostenere i costi di un eventuale ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale che eviti nuovi stravolgimenti»

Differente la posizione del dirigente dell’istituto professionale per il commercio “Tandoi”.

«Credo poco nell’identità statica degli istituti e non mi sembra una cattiva idea pensare di realizzare una scuola superiore con più indirizzi», ha affermato il prof. Giovanni Montaruli. «In ogni caso, al momento stiamo parlando solo di una proposta di riordino su cui chi di dovere deve ancora esprimersi».

Da parte sua, il Comune di Corato ha già allegato alla delibera della Provincia di Bari una lettera in cui chiede di lasciare intatta l’attuale organizzazione dei 4 istituti superiori cittadini.

Palazzo di Città chiede per l’ipc “Tandoi” la concessione di una sorta di deroga, motivata con la specifica offerta formativa dell’istituto che consente di servire anche numerosi studenti di diverse città limitrofe.

La proposta di riordino, dopo la valutazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, finirà sul tavolo della Regione Puglia che dovrà dire l’ultima parola in proposito.

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Commenti

  • LuigiIlConsiglier (utente non verificato)

    Non vedo motivo di alzare muri,per quanto riguarda la posizione dei presidi sono più vicino a quella del Preside Montaruli.Tuttavia per dire no bisogna avere motivazioni più sostanziose da quelle che leggo qui. Per quanto riguarda la posizione del comune: le deroghe servono ad eludere le regole e le leggi, come del resto è successo per il riordino delle scuole primarie e secondarie di primo grado di pertinenza del comune di Corato.