Arriva la De.C.O. per valorizzare i prodotti "made in Corato"

Vincenzo Pastore
Una sagra di prodotti tipici su via Duomo

E' la De.C.O., Denominazione Comunale di Origine, istituita in una bozza licenziata nei giorni scorsì dalla commissione Affari Istituzionali del Comune di Corato

3 2 commenti

Un nuovo strumento per valorizzare e tutelare le nostre tradizioni, la nostra storia ed i nostri prodotti tipici.

E’ la De.C.O., Denominazione Comunale di Origine, istituita in una bozza licenziata nei giorni scorsì dalla commissione Affari Istituzionali del Comune di Corato.

Il regolamento che ne disciplina il suo funzionamento, se non interverranno ulteriori modifiche, dovrà prima passare dal prossimo Consiglio comunale per il definitivo via libera.

Costituito da 14 articoli, il regolamento istituisce la De.C.O e ne disciplina gli ambiti di intervento con la finalità di «sostenere il patrimonio di tradizioni gastronomiche e attività agroalimentari o artigianali, nonché i prodotti che rappresentano la tipicità del territorio comunale e quindi meritevoli di essere tutelati e valorizzati».

Come sottolineato dal terzo comma dell’articolo 3, la Denominazione Comunale d’origine «non costituisce marchio di qualità ma, quale attestazione di origine geografica, equivale, negli obiettivi ed effetti, al marchio “Made in Corato”».

Secondo il regolamento, la De.C.O «mira a conservare nel tempo i prodotti che si identificano con gli usi e la cultura  popolare locale, tutelare la storia, le tradizioni, il patrimonio culturale e i sapori legati alle produzioni tipiche locali ed a valorizzare le aziende che ispirano il loro assetto gestionale ai principi della responsabilità sociale d’impresa come integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ambientali».

I prodotti agroalimentari e artigianali che riconosciuti meritevoli della De.Co. dopo la valutazione di un’apposita commissione di esperti e successivamente del Consiglio comunale, saranno inseriti in un registro dedicato e saranno riconoscibili da uno specifico logo, un ovale costituito dall’immagine della Puglia sulla quale campeggia lo stemma del Comune di Corato.

Da un’idea nel 1998 del cuoco ed enologo Luigi Veronelli («come io ammiro Picasso perché lo riconosco, così posso apprezzare un vino o qualsiasi altra cosa che viene dalla terra, se la riconosco. Trovo che questo sia un recupero di civiltà, di intelligenza e di libertà estremamente importante») il progetto si è repentinamente diffuso in tutta Italia grazie al sostegno ed alla promozione dell’Anci.

Nella sola Puglia sono stati riconosciuti ufficialmente come prodotti De.Co. undici specialità come le mandorle ricce di Francavilla Fontana (Br), i fischietti in terracotta di Rutigliano (Ba) o le pizze a “furne apierte” di Biccari (Fg). I comuni italiani a denominazione comunale sono riuniti nell’Asso De.Co allo scopo di coordinarne le azioni di promozione dei rispettivi territori.

avatar

Commenti

  • delconsolegiusep (utente non verificato)

    prima di dare giuduzi sarebbe apportuno leggere tutti i 14 articoli che compongono il regolamento.

  • delconsolegiusep (utente non verificato)

    Prima di dare un giuduzio sarebbe opportuno leggere i 14 artocoli che compongono il regolamento. Per questo chiedo lumi. Da quello che leggo: l’art. 3 (non costituisce marchio di qualità ma, quale attestazione di origine geografica,) presumo ci sia un ente che attesti la vericidità di quanto si affermi cioè che la provenienza sia effettivamente del territorio, se così non fosse tutto ciò che venusse manufatto a Corato, anche se proveniente da altri luoghi, e fossi di qualità qualsiasi può avere il marchio DE.CO.? GRAZIE