“Io Sud” su Palazzo Gioia: «la vicenda giudiziaria non è ancora conclusa, facciamo chiarezza»

La Redazione

«Se il Comune di Corato avrà torto, chi sosterrà i costi relativi al risarcimento danni che ne conseguirà?»

2 commenta

«La vicenda relativa a Palazzo Gioia è ben lungi dall’essere terminata». E’ quanto afferma in una lunga nota la sezione coratina di Io Sud.

Palazzo Gioia, lo ricordiamo, è l’edificio storico al centro di una contenzioso giudiziario da quasi 5 anni, nei quali il Comune di Corato ed un privato cittadino – a suon di carte bollate e sentenze – hanno più volte rivendicato la proprietà dell’immobile.

Lo stabile fu acquistato nel marzo 2007 dal Comune, con l’intenzione di trasformarlo nel contenitore culturale della città, esercitando il diritto di prelazione riservato agli enti pubblici, ma scavalcando l’interesse del signor Giovanni Roberto che aveva precedentemente acquisito l’immobile.

A suon di ricorsi, si arrivò sino al Consiglio di Stato che dette ragione al privato poiché «per esercitare il diritto di prelazione, il Comune avrebbe dovuto indicare nella delibera le specifiche finalità di valorizzazione culturale del bene».

L’amministrazione tornò alla carica per colmare quella lacuna e così, nel dicembre 2010, il Consiglio Comunale approvò una nuova delibera in cui vennero più precisamente indicate le finalità dell’acquisto dell’immobile.

Un provvedimento emesso oltre i tempi previsti dalla legge, secondo il signor Roberto, che impugnò la delibera e promosse un duplice ricorso sia al Tar che al Consiglio di Stato.

Ma i magistrati romani, nella sentenza emanata il 10 marzo scorso, ritennero valida la delibera, indicandola come un provvedimento che in effetti sana il precedente vizio di motivazione e precisando che «ben può l’amministrazione esercitare nuovamente il suo potere emendando l’atto dai vizi che ne hanno determinato l’annullamento».

Ma anche l’ultima delibera comunale, secondo quanto riferisce “Io Sud”, è stata impugnata e se ne attende ancora il giudizio, anche se due mesi fa l’amministrazione comunale ha ufficialmente consegnato i lavori di ristrutturazione dell’immobile.

«Fabula acta est? (La commedia è terminata?, ndr)», si chiede il partito.

«A chi non sia ben informato sullo stato dei fatti, l’intenzione, manifestata dal Comune di Corato, di voler dar corso ai lavori di ristrutturazione di Palazzo Gioia, potrebbe appunto far credere che la questione sia ormai conclusa.

Nulla di più sbagliato. Infatti, sebbene il Sindaco Luigi Perrone, ad un’interogazione posta in Consiglio comunale da parte del Movimento Politico “Io Sud” sulla possibilità di iniziare i lavori di recupero nonostante il giudizio non ancora concluso, abbia risposto che: “i nostri legali non individuano alcun ostacolo al proseguimento dei lavori di recupero”, ci chiediamo: chi può prevedere con certezza il corso della giustizia?

Ed inoltre, se questa azzardata previsione dovesse rivelarsi sbagliata, chi sosterrà i costi relativi al risarcimento danni che ne conseguirà?

Proviamo a fare un po’di chiarezza sulle vicende giudiziarie che contrappongono il Comune di Corato al sig. Giovanni Roberto (il privato cittadino che contende al Comune di Corato la proprietà dell’immobile, ndr).

Non vogliamo certo ripercorrere la vicenda, che ai più dovrebbe essere già nota, ma solo fare alcune precisazioni sulle ultime vicende giudiziarie mai chiarite abbastanza da certa stampa orientata, la quale ha soprattutto enfatizzato le affermazioni dell’Amministrazione Comunale ed in particolare del Sindaco Luigi Perrone.

Il Consiglio di Stato-Sezione VI, con la decisione n.4868/2010, dell’11 maggio 2010, depositata in Segreteria il 26 luglio 2010,accoglieva l’appello proposto dal sig. Giovanni Roberto avverso la sentenza del T.A.R. Puglia-Sede di Bari-Terza Sezione, con la quale annullava i provvedimenti oggetto di impugnazione di primo grado, ritenendo che “il generico riferimento all’intenzione di destinare l’immobile “a contenitore culturale” non soddisfa, a differenza di quanto rittenuto dal T.a.r., il requisito previsto dalla legge, perché non indica una specifica finalità di valorizzazione culturale”, in quanto “espressione generica e astratta, compatibile con una pluralità di utilizzazioni tra loro variegate”, e che, pertanto, “quella formula, contrariamente a quanto la legge prescrive, non è in grado di dare atto di quella che sarà la finalità di valorizzazione culturale in nome della quale viene sacrificato il diritto del privato”.

La sentenza fu spedita per la notifica alle controparti in data 9 agosto 2010. Per quanto riguardava il Comune, la notifica fu effettuata sia presso il domicilio eletto, sia presso la Casa Comunale ai fini della relativa esecuzione. La ricezione della sentenza da parte del Comune di Corato avvenne in data 12 agosto 2010. Avendo il Consiglio di Stato annullato l’atto di prelazione adottato dal Comune di Corato, il sig. Giovanni Roberto offrì formalmente al
Comune di Corato in data 12 ottobre la somma di 820.000 euro quale prezzo afferente l’immobile, a mezzo assegni circolari, richiedendo il rilascio della quietanza della predette somme per poter trascrivere l’immobile in suo favore.

Il Comune di Corato, in risposta alla lettera del sig. Giovanni Roberto, comunicò l’intenzione di voler provvedere “alla rinnovazione dell’esercizio del potere di prelazione in esecuzione della sentenza sopracitata”.

Tale ultima circostanza rese necessaria la promozione da parte del Sig. Roberto di un giudizio(ricorso n. 9887/2010) per l’ottemperanzadella sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, 26 luglio 2010, n.4868. Nel frattempo il Sig. Giovanni Roberto, comunque, impugnava la deliberazione n. 68 adottata nella seduta del 16 dicembre 2010, con la quale il Comune di Corato rinnovava “la volontà di acquistare in via di prelazione ai sensi dell’art. 60 e seguenti del d.lgs. n.42/2004, l’immobile posto in Corato in Largo Plebiscito n. 29, fg.32.part.lle 46-36-50-33”.

In relazione a tale impugnazione pende giudizio in primo grado innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia e non è stata fissata ancora l’udienza di merito.

Il sig. Giovanni Roberto, stante l’illegittimità conclamata ed ormai indiscutibile dei provvedimenti adottati dall’ente Comune ed oggetto delle sentenze del T.A.R. Puglia-Sede di Bari- Sezione Terza n.02541/2008 e del Consiglio di Stato –Sezione VI n.4868/2010 ebbe a notificare nei confronti del Comune di Corato ricorso innanzi al T.A.R. Puglia- Sede di Bari avente ad oggetto azione risarcitoria.

Nelle more è giunta la sentenza del Consiglio di Stato-Sezione Sesta n. 01549/2011 con la quale è stato rigettato il ricorso in ottemperanza promosso dal sig. Giovanni Roberto. Infine il Comune di Corato sta per iniziare i lavori di ristrutturazione aventi ad oggetto una parte di Palazzo Gioia, quella parte già di proprietà GE.NE.SI. S.p.a. ed oggetto dell’acquisto all’asta fallimentare da parte del sig. Giovanni Roberto,non ritenendo opportuno di attendere l’esito in particolare del giudizio di impugnazione della deliberazione n. 68 adottata dal Consiglio Comunale di Corato nella seduta del 16 dicembre 2010 avente ad oggetto la Rinnovazione del provvedimento di prelazione.

La vicenda è ben lungi dall’essere conclusa non potendo dimenticare che il sig. Giovanni Roberto ha già avuto una volta ragione sui deliberati dell’Amministrazione e che l’ultima pronuncia del Consiglio di Stato (n.012549/2010) ha soltanto dato la possibilità all’ente Comune di fare una nuova deliberazione che è stata nuovamente impugnata.

Noi cittadini –
conclude Io Sud – restiamo dunque in attesa di conoscere quale tra i due contendenti avrà la meglio, ben consci che qualunque sarà il risultato della contesa, chi ne pagherà le spese saremo ancora noi!»

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!