Il secondo “quaderno” del museo riscopre le piazze del centro storico
La seconda pubblicazione de “I quaderrni” è stata presentata mercoledì sera presso la sede del museo
Per la prima pubblicazione era stata scelta la mostra “Vexilla Regis”, viaggio nei luoghi sacri del nostro paese.
Il secondo volume è stato invece dedicato alla mostra “Luoghi comuni, oltre la memoria”, una riscoperta delle piazze del centro storico di Corato attraverso foto d’epoca, proiezioni multimediali, opere di artisti contemporanei e visite guidate, che si è svolta presso il museo dal 15 luglio al 12 settembre 2010.
Entrambi gli eventi sono stati realizzati nell’ambito de “I quaderni”, serie di pubblicazioni che intende raccogliere e divulgare le iniziative culturali allestite presso il museo della città e del territorio di Corato e gli approfondimenti di carattere storico-artistico da esse derivanti.
La seconda pubblicazione è stata presentata mercoledì sera presso la sede del museo, alla presenza del responsabile Gianluca Bellucci, che ha sottolineato come «il museo di Corato sia uno dei pochi nella regione che può vantare una produzione editoriale che spesso manca anche ai musei statali. Si tratta di un elemento fondamentale perché i “Quaderni” sono documenti prodotti in maniera accurata con contenuti vagliati in maniera critica».
Presente all’incontro anche il sindaco Luigi Perrone ed il consigliere comunale delegato alla cultura Giuseppe D’introno. Il primo cittadino ha sottolineato quanto la sua amministrazione abbia lavorato per il recupero delle piazze come luogo di aggregazione, salutando l’idea delle pubblicazioni del museo come «impulso alla crescita della città».
Tiziana Monterisi, collaboratrice del museo, attraverso una presentazione multimediale ha poi ripercorso con il pubblico quella che è stata la mostra “Luoghi comuni, oltre la memoria”, un viaggio nella memoria attraverso il significato evocativo della fotografia, una rivalutazione del forte senso emotivo ed emozionale offerto dalle foto.
In chiusura la parola è passata all’architetto Antonella Varesano dell’Ar_Co Architetti di Corato la quale, partendo dal concetto architettonico di piazza come “vuoto” non in senso negativo ma come spazio della trasformazione, come libro aperto che mostra i cambiamenti causati dal passar del tempo, ha analizzato i modi di evoluzione che le piazze hanno avuto durante la storia sottolineando l’importanza che queste “stanze urbane” hanno sempre avuto nello sviluppo delle città perché «come diceva Aristotele, una piazza oltre al senso di sicurezza deve dare felicità, una felicità data dal bello, da luoghi rassicuranti e piacevoli».
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