La Caritas cittadina: «buon Natale sobrio, essenziale, autentico»

La Redazione
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Anche la Caritas di Corato, attraverso il responsabile Corrado De Benedittis, ha voluto porgere alla città i propri auguri. Ve li proponiamo di seguito.

«Un bambino, figlio di nessuno, nasce in un sobborgo periferico, fuori Betlemme, lontano da Gerusalemme, una delle più grandi capitali politiche, economiche e religiose del tempo antico.

Ignorato dal mondo che conta, il Cristo nascente non trova ospitalità: nessuna abitazione, nessun albergo!

Povero, straniero, figlio di due ragazzi senza credenziali e senza ambizioni: ecco il Messia che cambia il mondo.

Che significa questo nascere così provocatorio, tra gli animali di una stalla; questo lasciarsi coccolare dai pastori?!

“Non è qui è risorto (…) e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete” Mt 28, 6-7.

Ecco, ci risiamo, anche il Gesù risorto sta ai margini: in una terra di confine, come la Galilea, crocevia di popoli, lingue, credi religiosi, un posto visto da sempre con sospetto dai centri del potere!

Pochi si accorgono di Lui, la gente “bene” no, troppo impegnata a far girare il mondo dei propri interessi, delle proprie sicurezze, del proprio realismo.

“ … E venne ad abitare in mezzo a noi” Gv 1, 14

Ma dov’è? È fuori dai palazzi dei potenti e dalle logiche del potere secondo cui contano i soldi!

È a Lampedusa; è nelle bidonville dei sud del mondo; è nei bambini soli di fronte alla tv; è nelle famiglie senza lavoro; è nei ragazzi senza sogni.

È un tempo di crisi. Bene, è un tempo di Speranza, purché non si faccia affidamento sui banchieri; purché si sia disposti a cambiare stili di vita; purché si mettano un po’ da parte i soliti interessi egoistici e si rimetta al centro il Bene Comune: meno auto, più bici, più treno e più aria pulita; meno speculazioni con i pannelli fotovoltaici sui campi agricoli e più rispetto del paesaggio che è di tutti; meno arroganza in edilizia e più umiltà di fronte al patrimonio architettonico della città; meno porte blindate e più fiducia negli altri; meno voglia di andare al potere in politica e più gratuità e disinteresse; meno provincialismo e più apertura al mondo; meno soldi in tasca e più solidarietà silenziosa; meno rassegnazione all’evidenza e più fiducia nella bellezza.

Allora, buon Natale sobrio, essenziale, autentico. Meno luci (meno male) nelle strade e più luce rivoluzionaria nella nostra vita.

Soprattutto ai giovani, tanti auguri! Lasciate perdere i discorsi degli adulti, le loro prudenze, il loro sconcertante pessimismo che lega il fare di una vita, studio, impegno, lavoro, al far soldi.

C’è di meglio, c’è la Rivoluzione di un bambino. Facciamola nostra! Altro che perdita di prospettive; altro che crisi. Buon Natale».

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