“Il colore del melograno”, il giudice Scelsi ed il potere catartico dell’arte
Un ritorno nel suo paese d’origine. Questo è stato per il giudice Giuseppe Scelsi l’incontro che si è tenuto giovedì sera al Sevent In per presentare il suo primo romanzo intitolato “Il colore del melograno”.
Ad introdurre la presentazione è stata la prof.ssa Cecila Petta, insegnante del Liceo Scientifico di Bitonto.
La vicenda è tratta da una storia vera di un traffico d’armi che parte dall’Albania sino in Italia e vede come protagonista un sergente albanese, Filip Galimuna, fortemente impregnato di ideologia comunista che, dopo la caduta del regime comunista, si rende conto di essere stato abbandonato dai suoi soldati, preferendo il miraggio di una fuga verso l’Italia, e la sua donna, Iliria, negandogli quel conforto che egli cercava, si allontana da lui innamorandosi di un uomo i cui traffici di quei momenti hanno reso uomo di successo.
In preda alla più cupa disperazione, Filip si fa coinvolgere in un traffico di armi, il cui ricavato però finisce nelle mani sbagliate e fa crollare le sue ultime illusioni e speranze. Ma l’arrivo in Italia riaccende la speranza: Filip riscopre la sua vera passione, la musica, vista come sinonimo di pienezza, creatività e strumento per ricostruire il passato, un riscatto di una vita fortemente segnata dal disincanto e dal dolore. Emerge uno scenario di ricordi e nostalgia, soprattutto nella scelta di inserire riflessioni e sequenze narrative all’interno della narrazione.
Con questo primo romanzo, Scelsi ha dato prova e testimonianza della sua volontà di trasformare un mondo fatto di sconfitte e cattiverie in un mondo più giusto e perfetto, attraverso il potere catartico dell’arte.
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