Manovra “salva Italia”, l’Anci Puglia: «eccessivo il contributo richiesto agli enti locali»
Il Comitato Direttivo dell’ANCI Puglia, in una riunione estesa per l’occasione ai sindaci e agli amministratori dei Comuni capoluogo, ha affrontato il tema della “Manovra salva Italia” varata dal Governo e approvata dalla Camera.
I sindaci pugliesi hanno espresso forte preoccupazione per l’enorme stato difficoltà in cui si troveranno i Comuni e i cittadini, già gravati dai tagli delle precedenti e numerose manovre succedutesi da luglio 2010 ad oggi, a cui si aggiungono quelli previsti dal Decreto Salva Italia.
La situazione è divenuta insostenibile e ingestibile, i Comuni chiedono la eliminazione dell’ulteriore taglio ai trasferimenti per gli anni 2012 e seguenti di 1.450 milardi (che innalza, a partire dall’anno 2012, per i Comuni della Puglia il contributo in termini di manovra finanziaria complessiva, a 500 mln di Euro circa, dai precedenti 388 mln).
La manovra Salva Italia genera nei fatti l’assoluto blocco generalizzato dei pagamenti dei Comuni e la ulteriore drastica riduzione di circa 16 % della spesa corrente con pesanti implicazioni sull’erogazione di servizi essenziali per i cittadini (servizi pubblici e assistenza sociale), il tutto poi peggiorato dal taglio che subiscono Ministeri e Regioni, che si trasformerà nella drastica riduzione di quei trasferimenti fino a ieri garantiti ai Comuni per alcune funzioni delegate (istruzione, trasporti, protezione civile, ecc.).
Anche la previsione della clausola di salvaguardia, (che permetterebbe di compensare il mancato gettito nei Comuni dove la nuova IMU – 100% del gettito sulla prima casa e 50% di quello degli altri immobili) non é soddisfacente in quanto non riesce a garantire i livelli di finanziamento attuali. Le stime del Governo sulle risorse che la nuova IMU è in grado di produrre non sembrano attendibili. Da una prima analisi dell’IFEL, emerge infatti una stima più prudente di tali entrate tributarie che si attesterebbe a 2 Mld di Euro in meno di quelli calcolati dai tecnici del Governo. Questo per le amministrazioni locali, significherebbe un ulteriore taglio delle risorse rispetto ad oggi.
Ancora, bisogna sottolineare le ripercussioni in termini di cassa della nuova IMU: sicuramente per effetto delle novità che saranno introdotte, i Comuni inizieranno ad incassare la nuova imposta a 2012 inoltrato, lasciando così la “cassa comunale” sguarnita di importati risorse finanziarie. La manovra, inoltre, incide ulteriormente sul tetto di spesa del personale comunale in rapporto alle uscite correnti, e conferma l’obbligo di Unioni obbligatorie.
I Comuni pugliesi ribadiscono con forza la necessità di una nuova architettura del Patto di Stabilità e Crescita, questa deve essere una delle priorità fondamentali della politica finanziaria del Governo per il rilancio del Paese.
L’ANCI Puglia ha esplicitato più volte, con varie note e nelle sedi opportune, l’insostenibilità del Patto di Stabilità anche per i Comuni con i “conti in ordine”, oltre all”improrogabile necessità di una totale revisione dello stesso Patto. E’ indubbio che i Comuni devono e dovranno sostenere lo Stato nel faticoso percorso di “rigore” sui Conti Pubblici per il rientro dal notevole indebitamento del nostro Paese, ma è altrettanto importante che i Comuni che hanno Opere Pubbliche finanziate con fondi propri o dell’U.E., dello Stato o della Regione, che hanno disponibilità di cassa, che hanno una bassa incidenza delle spese del personale sulle spese correnti e ancora, un basso livello di indebitamento, un buon livello di servizi e bassa pressione fiscale, possano e debbano essere liberi di completare e/o avviare i propri programmi.
In sostanza si chiede che i Comuni per essere in regola dovranno preoccuparsi, come accade per lo Stato, dell’equilibrio di bilancio. Se un Sindaco bravo a gestire il proprio bilancio, ha anche i soldi in cassa per fare investimenti o per offrire maggiori e migliori servizi ai propri cittadini, potrà spenderli senza blocchi imposti per compensare i “debiti” contratti da altre amministrazioni o da livelli di governo diversi. Sicuramente tutto ciò dovrà essere possibile e quindi attuato con neutralità sul complesso della Finanza Pubblica. Se ciò accadrà, con lo sblocco dei fondi in cassa, ad esempio, i Comuni potranno pagare i propri fornitori, molto spesso di tratta di piccole se non micro imprese, e ciò darà anche impulso all’economia locale e dell’intero Paese in termini di maggiori consumi e quindi, anche di maggiori entrate fiscali sia erariali che locali.
Il Comitato Direttivo ANCI Puglia quindi ha concordato le seguenti proposte urgenti di intervento normativo:
• I Comuni pugliesi ribadiscono con forza la necessità di una nuova architettura del Patto di Stabilità e Crescita, o in subordine l’attenuazione che preveda, ad esempio, la eliminazione dai saldi del Patto di Stabilità del Cofinanziamento ai fondi strutturali UE, delle spese per adeguamenti e miglioramenti edilizia scolastica e degli investimenti inerenti sicurezza e ambiente;
• Attenuare le ripercussioni negative, almeno in deroga temporanea, delle sanzioni previste in caso di mancato rispetto del Patto di Stabilità per l’anno 2011. Se si considera, ad esempio, che una delle sanzioni prevede la riduzione dei trasferimenti pari allo sforamento dello stesso Patto di Stabilità nella misura massima del 3% delle entrate correnti, questa comporterebbe un taglio dei trasferimenti nel 2012, rispetto a quelli dell’anno 2010, che per alcuni Comuni può arrivare fino al 40%, con la conseguente impossibilità di predisporre il Bilancio di Previsione 2012;
• IMU – La nuova base imponibile prevede un incremento del 60% delle attuali rendite catastali. L’incameramento da parte dello Stato del 50% dell’IMU sugli immobili diversi dalla prima abitazione toglie ossigeno ai bilanci comunali in quanto tende ad assorbire la totalità delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione del “Federalismo Fiscale Municipale”, trasferendo al contrario, ai Comuni il ruolo di “esattore”. Per quanto sopra esposto si chiede con forza l’introduzione di una reale clausola di salvaguardia che disponga l’invarianza di risorse nel passaggio dal vecchio al nuovo regime fiscale (da ICI a IMU). Al tal fine si renderebbe necessario introdurre delle variazioni alla normativa relativa al Fondo Sperimentale di Riequilibrio previsto appunto dal federalismo fiscale municipale. Si evidenza inoltre l’assoluta incertezza del quadro operativo a partire dal 1 gennaio 2012 sulla materiale capacità di riscossione da parte dei Comuni, stante la cessazione per legge, del servizio svolto da Equitalia.
• Sui piccoli Comuni, il Comitato direttivo ANCI Puglia ribadisce la richiesta di soppressione dell’ art. 16 della manovra di “Ferragosto”; ci sono diverse Regioni, tra cui la Puglia, che si sono rivolte alla Consulta aderendo all’invito dell’ANCI di impugnare detta norma. Le relative disposizioni, oltre a creare reali difficoltà applicative tecniche e pratiche sono palesemente lesive dell’autonomia locale sancita dalla Costituzione. Inoltre, il direttivo ANCI Puglia, facendosi interprete delle numerose istanze ricevute, chiede la proroga dei termini previsti dall’art. 14 D.L. 78/2011, (che prevede l’obbligo, per i Comuni con popolazione compresa tra 1.000 e 5.000 abitanti, di procedere all’esercizio associato di almeno due funzioni comunali fondamentali entro il 31/12/2011 (per poi raggiungere la gestione associata di almeno 4 funzioni entro il 31/12/2012 e tutte le 6 funzioni comunali entro il 31/12/2013 (ulteriori modifiche dei termini stabilite con l’art. 20 D.L. 98/2011 e l’art. 16 L. 148/2011). Questo, in considerazione dell’approssimarsi della scadenza, delle reali difficoltà applicative della norma e della necessità di definire con serenità e razionalità i nuovi modelli organizzativi e gestionali visto il particolare contesto normativo ed economico attuale. (In Puglia sono in tutto 85 i piccoli Comuni, di cui 6 con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti e 79 con popolazione compresa tra 1.000 e 5.000 abitanti) .
«Il contributo richiesto al comparto degli enti locali – ha dichiarato il presidente di ANCI Puglia Luigi Perrone – è assolutamente sproporzionato rispetto al peso reale dei Comuni sul debito totale della Pubblica Amministrazione. Considerato che ai Comuni è attribuito solo il 2.7% del totale debito della pubblica amministrazione mi chiedo, assieme a tutti i Sindaci pugliesi, in cosa consiste e dove può essere ricercato lo spreco di cui gli stessi Comuni sono accusati.
Sui piccoli Comuni riteniamo fondamentale comunque, che si proceda il prima possibile all’approvazione della Carta delle Autonomie, per definire l’architettura dello Stato, le funzioni da attribuire agli enti locali, per l’attuazione del federalismo istituzionale, passo indispensabile verso il federalismo fiscale, che per i Comuni significa maggiore autonomia e responsabilità amministrativa.
L’ANCI Puglia – ha concluso Perrone – ha intrapreso una nuova fase nei rapporti con le istituzioni, con le rappresentanze socio economiche del territorio pugliese, e in ogni occasione fornisce e, continuerà a fornire, il proprio contributo in termini di proposte e idee per assicurare ai Comuni il fondamentale ruolo attributo dalla Cositituzione».
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