Biomasse, il Comune incontra il comitato del “no”. «Valuteremo il progetto per tutelare il territorio»

La Redazione

Nella mappa in 3D ecco l’esatta ubicazione del sito individuato per la possibile costruzione della centrale

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Incontro lunedì sera a palazzo di Città tra l’amministrazione comunale ed il comitato “Salute & Ambiente – No biomasse Corato-Ruvo” per discutere sull’impianto di produzione di energia elettrica da biomasse che il Molino Casillo intende realizzare in contrada “San Cristoforo”, a confine con l’agro di Ruvo di Puglia.

In apertura dell’incontro il presidente del comitato, dr. Luciano Piccarreta, ha evidenziato i rilievi critici al progetto, che saranno formalizzati ufficialmente nell’ambito della procedura di verifica di assogettabilità a valutazione di impatto ambientale tuttora in corso. 

«In primis ci sembra inopportuna la scelta del sito individuato per l’intervento – ha detto Piccarreta – in zona agricola, già interessato dalla presenza di un impianto fotovoltaico di circa 5 mw, caratterizzato dalla presenza di attività legate all’agricoltura e di abitazioni rurali, oltre che da un valore urbanistico, paesaggistico ed ambientale rilevante.

Peraltro – ha proseguito il presidente – il processo ed il ciclo dell’attività provocherebbe un complessivo e significativo impatto sul territorio per il quale auspichiamo fortemente che venga scongiurato il rischio della realizzazione di questa tipologia di impianto, nell’interesse della nostra comunità fortemente legata alla tutela del suo territorio ed ai valori che ancora oggi esprime».

Dopo l’intervento di altri esponenti del comitato, il dirigente del settore ambiente del Comune, Gianrodolfo Di Bari, ha illustrato la normativa nazionale e regionale vigente in materia, che considera tali impianti opere di interesse pubblico, urgenti ed indifferibili e le condizioni di ammissibilità per la loro realizzazione nonché le competenze dei diversi Enti interessati al procedimento di autorizzazione unica a cura della Regione.

«L’enorme dimensione dell’impianto, la sede scelta per la sua costruzione, la gran quantità di biomasse da utilizzare, la movimentazione e l’origine non territoriale delle stesse, la incertezza sui danni alla salute dei cittadini sono solo alcune delle ragioni che comporteranno uno stravolgimento dell’assetto ambientale, turistico, economico, sociale e sanitario di un territorio vocato all’agricoltura di pregio, alla residenza diffusa, agli insediamenti agrituristici», ha aggiunto il vice presidente del comitato, prof. Onofrio Caputi Iambrenghi.

«Ci sono grossi problemi sull’impatto ambientale che, minimizzati nella stesura del progetto, sono al contrario considerati dal Comitato estremamente critici: su di essi il Comune è stato chiamato ad esprimersi in maniera decisiva.

Sottolineamo come il Consiglio Comunale di Ruvo di Puglia si sia già espresso in maniera chiara e inequivocabile, all’unanimità, per una Valutazione di Impatto Ambientale del progetto in cui venga attivamente coinvolto il Comune di Ruvo di Puglia, a tutela degli interessi dei tanti cittadini ruvesi che verrebbero lesi dalla installazione dell’impianto».

E’ stata poi la volta del sindaco Luigi Perrone il quale ha rimarcato «l’attenzione dell’amministrazione comunale a valutare scrupolosamente il progetto presentato e la sua ricaduta sul territorio comunale, evidenziando la decisa volontà politica di tutelarlo.

Per questo, invito gli Uffici comunali competenti ad espletare tutti gli approfondimenti necessari. L’amministrazione comunale è convinta che sia necessario coniugare lo sviluppo delle fonti alternative di energia con la tutela del paesaggio agricolo, che esprime un autentico valore identitario di questa comunità».

Perrone ha inoltre letto una nota del 3 dicembre scorso, sottoscritta in qualità di Presidente di Anci Puglia ed indirizzata al Presidente della Regione ed agli assessori all’Urbanistica, all’Ambiente ed allo Sviluppo Economico, per fare il punto della situazione.

«Egregio Presidente – ha scritto Perrone nella lettera – in qualità di Presidente Anci Puglia, sottopongo all’attenzione della S.V., unitamente ai Signori Assessori che leggono per conoscenza, la preoccupazione diffusa in numerosi Comuni della Puglia relativa alla presentazione di progetti per la costruzione di impianti di energia da fonti rinnovabili (centrali a biomasse, impianti eolici e fotovoltaici), con particolare riguardo alla concentrazione di tali impianti in una medesima zona, peraltro incidenti su aree urbanisticamente tipizzate come zone agricole.

Si tratta di un fenomeno da tenere in debita considerazione, per il quale vanno ricercate idonee soluzioni che contemperino l’esigenza di incentivare il ricorso alle fonti alternative di energia con quella di tutelare il paesaggio e le caretteristiche peculiari del nostro territorio. Fermo restando che esiste una recente legislazione regionale in materia, ritengo opportuno segnalare l’opportunità di pervenire in tempi brevi ad un aggiornamento del P.E.A.R., nel quale contingentare o comunque razionalizzare meglio la localizzazione distributiva degli impianti di che trattasi.

In sostanza, si tratterebbe di assicurare un ordinato ed equilibrato sviluppo di tali fonti alternative di energia nel rispetto delle caratteristiche ambientali, paesaggistiche ed urbanistiche del territorio pugliese, che costituiscono la traccia identitaria della nostra Regione, come efficacemente simboleggia il nostro stemma. All’uopo, Anci Puglia assicura la già nota disponibilità alla convocazione di un tavolo tecnico con tutte le Istituzioni interessate, al fine di giungere in maniera corale e responsabile ad un risultato condiviso da tutti e che contemperi in maniera ottimale tutti gli interessi rappresentati».

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Commenti

  • LuigiIlConsiglier (utente non verificato)

    E’ una posizione fortemente ipocrita che da un colpo al cerchio del comitato e l’altro alla botte degli interessi di chi vuol costruire.Credo che non ci resti che seguire le orme dei molto più saggi e disinteressati amministratori ruvesi. Il Consiglio comunale di Corato deve prendere l’iniziativa tenendo presente che il PDL di Perrone non si muoverà o farà ostruzionismo. Comunque quelli del comitato hanno ragioni da vendere e speriamo siano ascoltati. Sul territorio agricolo occorre incentivare le coltivazioni tipiche e non forme di speculazione pseudoambientaliste.

  • rimbambito (utente non verificato)

    mi sa mi sa che ce qualcuno che fa boun viso a cattivo gioco