Il Partito Socialista conferma all’unanimità il Comitato Direttivo

La Redazione

E’ stata questa la decisione finale dell’Assemblea coratina del Partito Socialista convocata in vista del Congresso nazionale straordinario che si terrà il 2, 3 e 4 Dicembre a Fiuggi

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Conferma all’unanimità per il Comitato Direttivo eletto all’indomani della ricostituzione della sezione del partito seguita all’adesione al Pd di un gruppo di iscritti e del Consigliere comunale Francesco Edmondo Stolfa.

E’ stata questa la decisione finale dell’Assemblea coratina del Partito Socialista convocata in vista del Congresso nazionale straordinario che si terrà il 2, 3 e 4 Dicembre a Fiuggi.

«Sarebbe stato utile e comodo al tempo stesso anche per noi, e per quanti altri hanno dichiarato fedeltà ad un “simbolo” e a una storia – ha esordito il Presidente Giacomo De Lillo –  trasmigrare in un altro “largo” partito di sinistra, per godere dei vantaggi di una organizzazione efficiente e della presenza di autorevoli figure, istituzionali e non.

Abbiamo preferito restare in una casa semidistrutta, la casa dei nostri avi, per tentare di ricostruirla giorno dopo giorno, pietra su pietra, in modo che possa accogliere le nuove e le future generazioni che si riconoscono e si riconosceranno nei valori del socialismo riformista.

Intanto ci sono Associazioni nazionali di ispirazione laica, liberalsocialista, ambientalista, repubblicana e socialdemocratica che hanno manifestato interesse ad un percorso comune. C’è stato un primo parlamentare, il Sen. Carlo Vizzini, che ha formalmente e coraggiosamente aderito al Partito ed altri ancora, dopo il certificato fallimento dell’eterogeneo sistema bipolare e dell’antidemocratico sistema elettorale, si aggiungeranno.

A Corato, socialisti ieri avviliti e scoraggiati, giovani e donne hanno riscoperto la militanza, pronti a discutere, a dialogare con la gente, a proporre soluzioni per il governo della città».

E l’Assemblea congressuale è stata ricca di interventi, di approvazione ma anche di critiche ad alcuni aspetti delle scelte del Partito centrale.

Il Segretario politico, Avv. Grazia Balducci, ha illustrato i temi che sono al centro dell’attenzione dell’ormai imminente Congresso nazionale, da quello della crisi economico-finanziaria a quello del nuovo assetto politico-istituzionale sul quale condurre il Paese, dal contrasto alle illegalità e all’evasione fiscale alla flessibilità nel mondo del lavoro che non deve trasformarsi in precarietà, e non può diventare un ostacolo permanente all’acquisizione di diritti. «La flexsecurity – ha sostenuto Grazia Balducci – può rappresentare il rimedio alle storture introdotte dalla liberalizzazione a senso unico del mercato del lavoro».

Nel corso del suo intervento, il Segretario del Psi ha trattato anche il tema della Giustizia «che con otto milioni di procedimenti arretrati costituiscono una vera ingiustizia” oltre a quello di una nuova legge elettorale “necessaria per dar vita ad un bipolarismo politico, non coatto ma di stampo europeo” e ai rapporti tra Stato e Chiesa cattolica, al valore della laicità, alla scuola, con i socialisti che “ intendono la laicità come rispetto di ogni religione e scelta di fede, nella separatezza, tuttavia, tra libertà dello Stato e libertà della Chiesa».

Particolarmente accorato l’appello del Segretario alla difesa del territorio, alla necessità di prevenire i molteplici rischi naturali, di combattere incuria e abusivismo, di tutelare paesaggio e beni culturali.

Ricco di interventi il dibattito che è seguito. Particolarmente appassionato quello di Giuliana Piccarreta che ha contestato l’orientamento, quasi generale, a modificare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

«Non possiamo – ha sostenuto – confondere il diritto al lavoro con il mercato del lavoro, senza rischiare di compromettere la nostra stessa natura di forza politica di sinistra. La certezza del posto di lavoro, quando non venga meno per giusta causa o per giustificato motivo, è, per il lavoratore, l’unico “patrimonio” sul quale costruire la propria esistenza, il proprio futuro e quello dei propri figli.

Il lavoratore tutelato dai licenziamenti arbitrari ha la forza di reclamare il rispetto di tutti i suoi diritti (di scioperare o di reagire a rappresaglie o a comportamenti discriminatori) e di tutte le sue libertà: da quella sindacale a quella politica a quella religiosa. D’altra parte i casi in cui è data facoltà all’imprenditore di licenziare sono già previsti, disciplinati e largamente utilizzati. I socialisti che sono i padri dello Statuto dei lavoratori non possono non considerare l’attualità della funzione dell’art. 18 che è stata e rimane quella di deterrente contro lo strapotere del datore di lavoro».

Non tutti si sono detti dello stesso avviso, ritenendo che le mutate condizioni del mercato del lavoro, nell’economia globale, può consentire strade diverse in funzione di una più estesa, dignitosa occupazione.

Non sono mancate, infine, da parte degli intervenuti, considerazioni «sullo stato della città e sui disagi che i cittadini sono costretti a vivere per effetto delle condizioni disastrose delle strade, soprattutto quelle a percorrenza ridotta, per la scadente nettezza delle aree pubbliche, per la perdurante carenza di segnaletica stradale legata alla estenuante attesa del più volte annunciato Piano urbano del traffico, per lo scorretto comportamento di molti automobilisti, motociclisti e ciclisti (mai rilevato e sanzionato dalla vigilanza urbana)».

Critiche vibrate sono state rivolte «alla gestione delle opere pubbliche: da un lato al Teatro Comunale che, a distanza di oltre tre anni dalla data prevista per l’ultimazione dei lavori e con una spesa quasi raddoppiata rispetto a quella di aggiudicazione della gara, rimane, ad oggi, un’opera incompiuta e, dall’altro, al Palazzo Gioia che rischia di essere destinato all’alienazione per contribuire ad alleviare il debito pubblico, ma che continua ad essere alimentato, in vista di una sua problematica ristrutturazione, da incredibili e generosi finanziamenti pubblici».

Stupore è stato espresso «per gli incomprensibili ritardi che sta registrando la definizione del PUG (Piano Urbanistico Generale) il cui iter ha avuto inizio fin dal 2007. Critiche sono state mosse anche al Piano di riordino della scuola che sarebbe stato condizionato dall’eccessivi peso dato alla scuola privata a scapito di quella pubblica. Solidarietà nei confronti del mondo dell’agricoltura che rimane ancora la cenerentola della nostra economia per assenza di iniziative volte alla valorizzazione dei nostri prodotti tipici e ad un’equa remunerazione dei loro costi di coltura, produzione e trasformazione».

Parimenti aspre le critiche nei confronti del settore socio-sanitario pubblico locale «che registra, da parte della sua dirigenza, indolenza e tolleranza nei confronti di scandalose pratiche burocratiche e mediche che costringono a umilianti liste d’attesa di durata anche semestrale, nonché a file di pazienti , davanti a presidi socio-sanitari, che cominciano a formarsi, addirittura, fin dalle ore quattro del mattino».

Particolarmente interessanti, sui temi di cui innanzi, gli interventi di Paolo D’Imperio, Tommaso Piarulli, Paolo Strippoli, Gino Como, Luigi Di Gennaro, Giovanni Mazzilli, Simone Grosso, Ettore Ferrante, Alfonso Scaringella e Franco Vitale.

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