Basket, il senior coach Mele: «contro Reggio la vittoria del collettivo»
Lo sport nella sua imprevedibilità sa regalare emozioni indimenticabili rovesciando sul campo qualsiasi pronostico già scritto alla vigilia. Nella storia ormai cinquantenaria dell’A.S. Basket Corato il successo colto nell’ultima giornata di campionato contro la super favorita Viola Reggio Calabria occupa una piccola ma significativa pagina da ricordare.
«Mi rifarei ad una certa filmografia di stampo americano – commenta il Senior Coach della Granoro Corato Michele Mele – dove la squadretta di provincia, poco considerata, circondata dalla sfiducia, dileggiata da coloro che stanno solo e sempre dalla parte dei vincitori, ed anche con la velenosa insorgenza di qualche tensione interna, compie il miracolo! Quello che accade solo nei film dove viene facilmente coinvolto e commosso l’ingenuo spettatore, questa volta è stato semplicemente realtà. Attribuire questo risultato ad un solo fattore sarebbe riduttivo ed ingiusto. La prima cosa che mi viene in testa è che è scattato qualcosa nelle menti e nei cuori dei giocatori che, per loro merito, hanno trovato compattezza sia difensiva che offensiva.
Cito solo un dato statistico: sette giorni prima a Scauri la squadra ha collezionato solo 1 assist, in questa partita 17! Ancora, l’analisi della gara non può prescindere dall’aspetto psicologico. Quando, dopo i primi minuti di gioco, ci siamo ritrovati in netto vantaggio siamo andati tutti con la mente a quello che era accaduto troppe volte e cioè ottima partenza per poi scioglierci come neve al sole alla prima difficoltà. Ma così non è stato. La Liomatic Reggio Calabria, che ha comunque giocato una ottima gara, ha subito lo sbigottimento di chi si aspetta tutt’altro avversario, duro e tenace in difesa, lucido e cinico in attacco.»
Una vittoria scaccia crisi che ha, tra i tanti risvolti positivi, quello di rilanciare il morale di una squadra penalizzata da troppi risultati negativi, spesso non veritieri dei valori espressi in campo: «A giudicare dalla incontenibile gioia che pervadeva tutti noi a fine gara – continua coach Mele – potrei affermare che il peggio è passato, ma questo non è vero, anzi sarebbe estremamente pericoloso farsi illusioni.
Siamo gli stessi che sette giorni prima hanno subito una umiliante sconfitta. Noi, come staff tecnico, non siamo certamente quelli che hanno compiuto il miracolo, visto che, tra l’altro, ci siamo allenati per tutta la settimana in nove! Ripeto, non so se siamo usciti dal tunnel, ma se l’abbiamo fatto non l’abbiamo fatto piano piano, ma…. di colpo! Da un punto di vista tecnico direi che l’insistenza con la quale perseguiamo certi obiettivi nel gioco di squadra sta dando buoni frutti. Frutti che, è bene ribadirlo, cominciavano a vedersi già da diverse partite, ma che mancavano di continuità e venivano dissolti dalla mancanza di fiducia.»
Due punti che rilanciano con convinzione le ambizioni salvezza della squadra neroverde in un campionato ancora tutto da decifrare da metà classifica in giù: «La rinuncia di tantissime squadre alla DNB ha determinato la confluenza e quindi la concentrazione dei migliori giocatori in tutte quelle squadre che hanno potuto permetterselo (salvo poi a mantenere gli impegni). Questo ha determinato un’impennata nel livello del campionato. Sicuramente, però, Agrigento, Martina, Reggio Calabria e Rieti (anche se quest’ultima sembra essere attanagliata da una crisi di nervi) hanno le carte in regola per aspirare alla promozione. A queste seguono altre sei sette squadre tutte in grado di raggiungere posizioni nobili nella griglia dei play-off.
La lotta per la salvezza sarà durissima, quasi un miracolo, ma noi nel campo dei miracoli ci stiamo facendo una certa esperienza. Molti imprecano contro un calendario sicuramente antipatico ma penso che i rapporti di forza non possano essere modificati dalla semplice composizione di un calendario. Per quanto riguarda le prospettive future dirò qualcosa di originale: giocare domenica per domenica senza guardare la classifica, poi tireremo le somme. Chi sottolinea, infine, che nella nostra squadra ci sono 8 giocatori su 12 che provengono dalla C2 non percepisce che, per noi, questo non è occasione per piangerci addosso ma al contrario è un grande motivo d’orgoglio.»
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