Giovane membro dell’osservatorio “Andromeda” terzo alle Olimpiadi Internazionali di Astronomia in Kazakistan

La Redazione
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Prestigioso riconoscimento per uno dei membri dell’osservatorio astronomico coratino “Andromeda”.

Nel corso delle Olimpiadi Internazionali di Astronomia che si sono svolte nei giorni scorsi in Kazakistan, l’andriese Roberto Ribatti – 16 anni compiuti proprio il giorno dell’equinozio di autunno – si è classificato al 3° posto a livello globale nella competizione che vede ogni anno partecipi ragazzi provenienti da ogni angolo del mondo.

Già nella passata edizione delle suddette olimpiadi vinse, sempre a livello globale, l’argento in competizione con i suoi coetanei, ma anche con ragazzi più grandi.

«È motivo di grande orgoglio per noi dell’Osservatorio Astronomico Andromeda, avere nel nostro staff una figura così giovane e così importante allo stesso tempo – commenta lo staff – non tanto per il titolo meritato alle Olimpiadi, quanto per la sua competenza nell’ambito astronomico e la passione che mette nel condurre tutte le attività dell’Osservatorio che richiedono pazienza e dedizione. Caratteristiche queste difficilmente riscontrabili nei ragazzi in un argomento così delicato ed ampio allo stesso tempo.

Il risultato conseguito in questi due anni è inequivocabile e pone le basi per una strada che conduce inesorabilmente al successo che noi dello staff auguriamo a Roberto in questo ambito e nella vita in generale, perché non c’è nessun risultato conseguito senza sforzo.

Ci auguriamo, a fronte di questa vittoria, che qualcosa cambi nel panorama dell’istruzione e della ricerca, ma ancor più nel pregiudizio.

Perché (senza fare distinzioni di colore politico) quando un italiano, ancor più un giovane italiano, riesce a portare la nostra bandiera a testa alta, dimostrando che anche noi siamo in grado (come abbiamo fatto nel passato) di puntare in alto in competizioni important,i allora la fiducia da parte delle istituzioni non ha più scuse per puntare tutto su chi costruirà il futuro e impegnarsi affinché non solo alcuni tristi costumi, noti alle cronache nazionali ed internazionali, contraddistinguano la nostra gente ma anche tutto ciò che di buono vi è presente, qui in Italia e qui al sud».

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