«Adesione trasversale contro il “porcellum”». L’abolizione della legge elettorale passa da Corato

Vincenzo Pastore

Una corsa contro il tempo per arrivare al referendum e tentare di abrogare la legge elettorale vigente, il cosiddetto “porcellum”. Le firme si raccolgono anche a Corato presso la sede Dc

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Un mese per arrivare alla fatidica quota di 500mila firme, la soglia minima prevista dalla Costituzione italiana per poter indire un referendum.

E’ una lotta contro il tempo quella del comitato promotore per abrogare il cosiddetto “porcellum” la legge elettorale attualmente in vigore e denominata una “porcata” dal suo stesso ideatore, il ministro Calderoli. Una battaglia illustrata nella conferenza tenutasi lunedì sera presso la sala del “Sevent I”n e organizzata dalla Dc Libertas Puglia congiuntamente all’Unione Popolare.

«Qui è in ballo la regola fondamentale della nostra democrazia, che va oltre i colori politici», ha esordito Aldo Zucaro, membro della locale sezione democristiana e moderatore dell’incontro.

L’11 Luglio sono state presentate presso la Cassazione due richieste di referendum abrogativo per la cancellazione della legge Calderoli. Due quesiti promossi da numerosi costituzionalisti e, tra gli altri, dall’Idv, Sel, Pli e dall’Unione Popolare, rappresentata nell’incontro di lunedì da Maria Di Prato, segretaria nazionale del partito.

«C’è nel paese il desiderio di mettere un punto e ricominciare un percorso democratico», ha spiegato durante la conferenza.

«Ho riscontrato un trasversalismo straordinario nell’aderire alle proposte referendarie dai sindaci, dai consiglieri comunali. Questo Parlamento decide in base a quello che decidono cinque o sei leader nazionali. Riusciremo a raccogliere le firme necessarie, nonostante il referendum sia molto osteggiato da una certa nomenclatura oligarchica».

Nel corso dell’incontro ci sono state le dichiarazioni di assenso alla sottoscrizione referendaria da parte del Movimento Rinnovamento Corato, dell’UDC, di Io Sud, dell’Associazione Comunità Braccianti e di alcuni componenti del Partito Democratico e di tante espressioni di comuni cittadini.

Ci sono stati gli interventi dei consiglieri comunali Amorese, Mazzilli Cataldo, Francesco Edmondo Stolfa, Luigi Patruno e Salvatore Vernice.

Hanno dichiarato ampia condivisione anche Peppino Scaringella in quanto politico e Presidente generale della Comunità Braccianti, Salvatore Mascoli rappresentate della Puglia per Vendola, del mondo associativo e sindacale ed Attilio De Palma per l’Udc.

Non sono neppure mancate presenze di espressioni non coratine come Raffele Lisi per la città di Lecce e Presidente regionale della DC Libertas Puglia, Filippo Ventrella per la città di Modugno, Pinuccio Summo per la città di Ruvo e il Stanislao Mangiatordi per la città di Terlizzi.

Tra i sostenitori dell’iniziativa anche Italia Futura, un’associazione che fa riferimento a Luca Cordero Di Montezemolo e che, tramite l’intervento di Nico Pannoli, ha garantito il pieno appoggio alla battaglia referendaria.

Una dettagliata analisi giuridica della materia è stata offerta da Sergio Quatela, portavoce della Dc Puglia, scagliatosi contro una legge che blocca le liste e impedisce le singole preferenze.

«Questo non è più uno Stato di diritto ma antidemocratico. Non ci sarà una seconda occasione, nell’anno che precede le elezioni non ci può essere attività referendaria», ha tuonato Quatela, che ha invitato i consiglieri comunali presenti ad attivarsi per l’autenticazione dei modelli con le firme.

A sgombrare il campo da ogni dubbio, precisando punto per punto le ragioni dei promotori, ci ha pensato Andrea Morrone, docente universitario di Diritto Costituzionale e presidente del comitato referendario.

«Il domani è già adesso» è stato il leit motiv del suo intervento, a conferma del tempo sempre più risicato per la raccolta delle firme. I quesiti referendari in oggetto sono due: il primo abroga totalmente la legge numero 270 (il “porcellum”, appunto), il secondo cancella le singole disposizioni della legge Calderoli.

Altro nodo in esame è il premio di maggioranza: l’attuale legge elettorale ne assegna uno nazionale alla Camera ed uno regionale al Senato, con la conseguenza concreta di ritrovarsi due maggioranze diverse in Parlamento (come avvenne con l’Unione di Prodi nel 2006).

«E’ un’impresa disperata ma non impossibile, ora raccogliamo le firme poi dal 1° ottobre discuteremo. Oggi corriamo il rischio di votare con questa legge nel 2013», ha esortato Morrone, che ha poi auspicato un ritorno del Mattarellum, la legge elettorale in vigore negli anni Novanta all’indomani di Tangentopoli con la presenza dei collegi uninominali e del voto di preferenza.

«L’articolo 48 della Costituzione sancisce il diritto al voto, un diritto a poter scegliere. La legge “porcata” impedisce una scelta, recide il collegamento tra territorio e cittadino consegnando a pochi uomini di partito la selezione della classe dirigente. Vogliamo invece una norma che permetta la scelta del candidato e della maggioranza di governo», ha concluso Morrone, denunciando infine il silenzio mediatico dei grandi organi di informazione sull’iniziativa referendaria.

La raccolta firme si terrà presso la sede della Dc di Corato, in via De Gasperi 44 dalle 19 alle 21 di tutti i giorni feriali, oltre che presso tutte le postazioni mobili che verranno posizionati in diversi punti della città.

Il termine ultimo per la presentazione delle 500mila firme, così come previsto dalla legge, è fissato per il 30 settembre.

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Commenti

  • Fatmah47 (utente non verificato)

    Nessuno ha avuto il coraggio di riferire al prof. Morrone, però, che con l’uninominale (tanto auspicato) noi abbiamo eletto la Carlucci! C’è stato pure qualcuno che non avendo nulla da dire (e togliendo tempo al prof. Morrone) lo ha detto ad alta voce. Si è registrata anche una certa nostalgia per i bei tempi di Lattanzio.

  • romanticamentelui (utente non verificato)

    Ottima iniziativa, bravo Mascoli!! Firmiamo per il referendum abrogativo numerosi. La vittoria elettorale deve essere diretta verso chi guadagna più fiducia popolare, verso chi è più suffragato non passare attraverso i noti capilista “mangioni, consuetudinari ed universali”…