Basket, la Granoro ufficializza lo staff tecnico. Con coach Mangione ci sono Mele e Andreula

La Redazione
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Quanti chilometri percorsi da appassionato di quella canotta nero-verde, tanto amata e tifata. Quanti sogni guardando quella panchina….Pensava: “Un giorno, chissà, sarò io a difendere i colori della città di Corato, di quella palla a spicchi che non mi fa dormire la notte”. Quanti sacrifici, errori, nottate e rinunce. Ma c’è un tempo per tutto.

Oggi quel sogno, per Roberto Mangione, quel ragazzo che sognava di chiamare un time-out nella partita di B più importante dell’anno dell’A.S. Basket Corato, è diventato realtà.

Sarà lui, infatti, a guidare la formazione nero-verde in quel campionato di B2, oggi Divisione Nazionale B, tanto amato e sognato. Una grande possibilità, una grande responsabilità, voluta e condivisa dalla società e dal giovane allenatore coratino, che guiderà i colori nero-verdi in una nuova grande avventura.

Diverse le esperienze maturate in questi anni (prima la trafila dal minibasket poi in panchina nel settore giovanile neroverde, con risultati invidiabili come due titoli vinti under 19 ed under 17, conditi da esperienze affianco a maestri del nostro sport come Tonino Bray, Franco Gatta, Massimo Meneguzzo e Francesco Raho). Poi l’esperienza nel basket femminile con l’Olimpia Corato in serie B D’Eccellenza, (con una lusinghiera salvezza raggiunta e i playoff disputati).

Oggi per coach Mangione la chiamata sulla panchina del PalaLosito è la degna consacrazione di una gavetta nonostante la sua giovane età.

“Sono contento ed orgoglioso di questa scelta – commenta Roberto Mangione – che per me vale molto visto il mio passato nella società ed il mio legame con la famiglia Samarelli. Sarà un anno durissimo e faticoso vista la riforma del campionato ma, assieme allo staff, da me composto e con i componenti della squadra, lavoreremo duro sin dal primo giorno, guadagnando la fiducia dei tanti tifosi che ci seguiranno partita dopo partita. Starà a me con umiltà meritare questa chiamata.

Il mio impegno sarà totale. Il confronto con coloro i quali andrò a collaborare ma anche quelli che affronterò mi aiuteranno nel mio miglioramento personale. Gli allenatori con cui ho lavorato mi hanno insegnato una cosa importante: tanto ma tanto lavoro in palestra”.

Come in ogni grande avventura, a condividere gioie e dolori non si è mai da soli: c’è sempre un saggio compagno pronto a condividere, a consigliare, a fare in modo che “la barca possa navigare in acque sicure”. Anche lui ha ancora vivo il ricordo di quella stagione indimenticabile degli anni ‘80, in cui le lacrime di gioia per la vittoria di un campionato il epico.

Lui, il coach di quella stagione indimenticabile, terminata in tripudio nel PalaMaggiò di Caserta, si ritrova oggi con l’entusiasmo e l’amore per il basket immutati. Ancora oggi l’allenatore ad aver vinto il campionato più alto a Corato oltre ad altri successi in altre città cestistiche. Si tratta di Michele Mele, figura storica della pallacanestro neroverde e pugliese, fortemente voluta da Mangione: Michele Mele, chiamato a rivestire il ruolo di Senior Coach, ovvero un supervisore tecnico, ruolo già molto in voga oltre oceano e che si sta diffondendo sempre più nel basket italiano. Mele metterà a disposizione la sua navigata esperienza in panchina a disposizione per l’Head Coach, affiancandolo nella stesura del programma tecnico, nella sua attuazione, nella gestione dello spogliatoio e nella conduzione delle gare.

«In un primo momento ero combattuto – spiega Michele Mele – ma quando ho saputo che era stato proprio Roberto Mangione a volermi, ho accettato con entusiasmo. Quando ci siamo incontrati ho capito la volontà di Roberto. Mi ha colpito la sua determinazione, il suo coraggio, la sua umiltà in questa che può essere a tutti gli effetti un’impresa. Rispetto alle ultime annate quest’anno non ci sarà quella qualità d’eccellenza che ha sempre contraddistinto la squadre del Corato ma piuttosto si è valorizzato quello che si aveva in casa. Il mio incarico di Senior Coach non altererà le prerogative tipiche dell’allenatore, ossia la scelta delle decisioni finali e la relativa responsabilità che ne deriva».

Un ritorno più che una novità dopo la parantesi con coach Meneguzzo, che dal suo primo anno lo scelse personalmente e lo investì come suo primo assistente. Ultime annate lontano dalla prima squadra dopo la richiesta della Società di
lasciare spazio a Marco Verile, al tempo assistente esordiente proprio di Meneguzzo.

E’ un gradito ritorno anche quello di Filippo Andreula, primo assistente di Mangione. Il tecnico molfettese torna a Corato, con cui ha collaborato per parecchi anni sia per la prima squadra che per le giovanili, dopo l’esperienza a Bisceglie in cui si è diviso tra settore giovanile e l’Ambrosia in A Dilettanti. Con Mangione hanno già condiviso un ottima esperienza in Serie D con la Nuova Pallacanestro Corato.

Non poteva mancare per festeggiare questi 50anni, come sempre, Savino Albanese, storico massaggiatore della società che ha confermato il suo impegno, la sua dedizione ed il suo amore per la squadra e l’attaccamento alla società anche quest’anno.

Per “combattere” una battaglia lunga e stressante, c’è bisogno che muscoli e cervello vadano in campo nella maniera migliore: anche in questo settore la società ha scelto un altro valido e giovane: si tratta del molfettese Domenico De Gennaro. Cresciuto sotto la guida di due illustri predecessori a Corato, Silvio Barnabà e Giuseppe Lopetuso: con Barnabà ha condiviso l’esperienza a Molfetta in A Dilettanti, prima di approdare lo scorso anno nel basket femminile con l’Olimpia Corato. Proprio come fu per Silvio Barnabà anche per lui il passaggio dalla femminile alla maschile coratina è un augurio di buon auspicio per Domenico. Rivestirà tale ruolo anche con la Virtus Pallacanestro Molfetta in DNC (l’ex C Dilettanti) ma la sua prioritaria resterà per il Basket Corato.

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