Politici di maggioranza in Consiglio Pastorale. Dc: «e i cattolici degli altri partiti?»

La Redazione

«Ci permettiamo allora di chiedere: con questa operazione non si rischia di generare un effetto contrario rispetto allo spirito lodevole dell’iniziativa?»

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Nei giorni scorsi abbiamo dato notizia di un Consiglio Pastorale convocato dal vicario zonale don Cataldo Bevilacqua per discutere sul ruolo dei laici nella chiesa e nella società.

Vista la particolare tematica, all’incontro erano stati invitati alcuni politici della nostra città, in rappresentanza dei cittadini, ovvero il vice sindaco Beniamino Nocca e gli assessori Franco Caputo, Luca Cifarelli e Carlo Roselli, Pino Roselli.

Oggi la Dc Libertas di Corato, pur definendo lodevole l’iniziativa, esprime alcune perplessità.

«Quello che ci lascia perplessi – spiegano dalla segretaria del partito – è la scelta di invitare politici di una sola parte (il Pdl e suoi surrogati) senza estendere l’invito formale ai cattolici che militano in altri partiti politici e li rappresentano nelle istituzioni.

Ci piacerebbe capire i motivi che hanno spinto l’autorità ecclesiale a fare una tale scelta: escludiamo che si tratti di una semplice svista, cosi’ come escludiamo che si sia optato per l’invito ai soli assessori, perchè siamo certi che l’autorità ecclesiale sia consapevole che, al pari degli assessori, tutti i consiglieri comunali rappresentano i cittadini.

E allora: perche’ non sono stati invitati il presidente del consiglio comunale e/o qualche consigliere comunale di maggioranza e opposizione, per le quali lavorano molti cattolici?

E ancora: perche’ non sono stati invitati i rappresentanti di istituzioni che si distinguono per la loro azione, anche all’interno della giunta, come per esempio il super assessore Mazzilli?

Chiacchierando per la città, in molti sono rimasti perplessi circa la scelta di invitare il potere e non la rappresentanza.

Senza considerare che per qualcuno, una scelta così netta, possa generare un effetto identificazione della chiesa con una sola parte politica, peraltro minoritaria, a noi resta un’altra perplessità. Questa decisione può ulteriormente portare una grossa parte del mondo cattolico, quella che non ripone fiducia nei partiti invitati e in molti loro rappresentati, a sentirsi estranea e non coinvolta.

Ci permettiamo allora di chiedere: con questa operazione non si rischia di generare un effetto contrario rispetto allo spirito lodevole dell’iniziativa?»

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Commenti

  • FrancescoStolfa (utente non verificato)

    Condivido le perplessità della DC e soprattutto la preoccupazione finale, che ciò qusta identificazione fra Chiesa e Potere possa piuttosto disincentivare l’impegno dei cattolici. Tra l’altro non mi sembra questo lo stile che emerge nei documenti ufficiali nè della nostra Diocesi nè della CEI. E allora perchè il nostro Vicario a Corato segue un’altra strada?

  • LuigiIlConsiglier (utente non verificato)

    Inserisci un nuovo commento…Questa querelle ripropone il mai risolto problema della separazione tra religione e politica ovvero ripropone il tema della laicità della politica. Che squallore e che arretratezza culturale sconsolante.Poveri noi.Luigi Pareuno.