Al tenore Aldo Caputo il premio “Coratino nel mondo”. Oggi la consegna ufficiale a Torino
Va al tenore Aldo Caputo ed alla sua voce l’ottava edizione del premio “Coratino nel mondo”.
A partire dal 2004 il riconoscimento ha premiato generali, astronomi, uomini e donne di scienza nati a Corato che si sono fatti strada nel resto del mondo, tenendo alto l’onore della loro città natale. Nel 2010 il premio era andato a Mariateresa Padula, brillante scenografa ed insegnante dell’Accademia di Brera di Milano
«Ogni anno – spiega Giuseppe De Palma, presidente dell’Associazione “Quattro Torri – Coratini in Piemonte” – organizziamo qui a Torino l’assegnazione di questo premio. Per noi è un modo per far conoscere i nostri concittadini e dar loro il nostro sostegno.
Come noi, anche loro hanno dovuto sacrificarsi, lasciare la propria terra d’origine per intraprendere un percorso professionale. Noi sappiamo quanta sofferenza possa comportare una scelta del genere e quanto sia difficile a volte, riuscire a far valere il proprio pensiero fuori dalle mura della città d’origine».
Eppure Torino pare faccia sentire a casa molti coratini. La pensa così anche Aldo Caputo: «Torino è una città a me molto cara. Ho cantato qui durante le Olimpiadi Invernali del 2006 e la porto nel cuore per la sua bellezza, la sua eleganza.
Si avverte di essere in una città che è stata capitale d’Italia. Tutto questo attribuisce al premio un valore ancora più speciale. La serata di oggi sarà un modo per sottolineare ancora una volta l’attaccamento alla mia Corato, ed al suo Santo patrono, e per valorizzare un genere di musica tutto da amare».
Progetti futuri?
«Il 18 di questo mese parto per San Pietroburgo. Sarà per me un debutto importante. Vado lì come ambasciatore della musica italiana all’estero. Sarò diretto dal talentuoso maestro Fabio Mastrangelo nell’Elisir d’amore di Donizzetti».
Questo primo fine settimana di giugno, rientra nel più ampio programma “Pugliesi sotto la mole”, organizzato dalla Federazione Pugliesi nel Mondo, e celebra il nostro santo patrono, San Cataldo.
«Anche noi qui a Torino – racconta entusiasta De Palma – abbiamo la statua lignea del Santo vescovo di Taranto e siamo gli unici a portarla in processione nel centro della città. Diversamente rispetto a Corato, qui c’è solo un’altra processione, quella della Consolata, il 20 giugno. San Cataldo ed i nostri festeggiamenti sono molto ben accolti dai torinesi. Invitiamo anche l’amministrazione comunale ed in molti ci assicurano la loro presenza.
Spesso, anche quest’anno, ci raggiunge una delegazione dei Coratini di Grenoble. Interesse e meraviglia si riscontrano nei turisti: Torino sta diventando sempre più meta di viaggio, e le manifestazioni pugliesi riscuotono sempre notevole attenzione».
Felice coincidenza del weekend coratino a Torino, sarà l’arrivo della mostra multimediale itinerante “Visioni d’Italia”, accompagnata dall’assessore Elena Gentile. La mostra racconta i 150 anni dell’Unità attraverso cinquecento fotografie e spezzoni di film ricercati in collaborazione con Teche Rai e Cinecittà Luce. La mostra, allestita su un treno merci di nove vagoni, è stata inaugurata a Bari il 10 maggio.
Il suo viaggio ufficiale è partito da Lecce ed è arrivato a Foggia passando per Brindisi, Taranto e Bari. Si concluderà simbolicamente a Torino, con una lunga sosta nella stazione di Porta Nuova, da oggi fino al 7 giugno.
Sempre sul tema dell’Unità d’Italia, si svilupperà la cerimonia di premiazione, prevista per questa sera, presso il Teatro Educatorio della Provvidenza di Torino. La serata musicale prevede la partecipazione del soprano russo Oxana Mochenets, del corpo di ballo Hora Basarabici, della pianista russa Olga Litviscò e del tenore Aldo Caputo.
Non mancheranno le sfilate d’alta moda a cura della Boutique Palais Royal. La giornata di domani sarà invece dedicata alla processione del simulacro di San Cataldo e alla Celebrazione Eucaristica nella Chiesa di Santa Teresa.
Il 23 ottobre, nel Borgo Medievale del Valentino, si concluderanno i festeggiamenti pugliesi che, in modo nuovo, hanno permesso alla Puglia di conquistare la rocca e far parlare si sé.
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