Da barista a giocatore professionista di Texas Hold’em. Storia di Giuseppe, asso coratino del poker

Domenico Piccione

Giuseppe Gagliardi, ventisei anni, gioca una media di dieci ore per 70-80 tornei al giorno. Meno di quindici giorni fa ha vinto una sponsorizzazione da diecimila euro

3 18 commenti

Più che asso, è il re coratino del poker. Re inteso come “kappa” accompagnato da un “sette”, entrambi di fiori, le sue carte preferite, quelle per cui volentieri rischia qualche fiches in più.

Lui è Giuseppe Gagliardi, ventisei anni, barista di professione fino a quattro anni fa quando, probabilmente, la sua vita è cambiata.

Giuseppe non ha lasciato il bar di famiglia ma ha cominciato una carriera importante, remunerativa e senz’altro particolare: quella del giocatore professionista del Poker Texas Hold’em, la variante più diffusa del poker tradizionale, esportata ed esplosa anche in Italia e a Corato dove gli appassionati del “texano” crescono esponenzialmente.

Un fenomeno talmente in ascesa che spopolano le figure di coloro che insegnano (coaching) venendo ben pagate. A Bari, ad esempio, ce ne sono diverse.

«E’ successo tutto per caso – racconta Gagliardi – quattro anni fa in un locale in cui stavano giocando e per curiosità restai ad osservare. C’era posto per giocare, mi accomodai al tavolo e vinsi al primo colpo.

Mi appassionai e cominciai a frequentare il locale con più frequenza e per passatempo ho cominciato a giocare on-line provando diverse piattaforme prima di stabilizzarmi su Power Poker. Cominciai a partecipare ad alcuni tornei e vincendo cresceva la voglia di partecipare ad appuntamenti importanti come i tornei della Domenica che avevano un montepremi interessante».

Attraverso i tornei settimanali (i cosiddetti satelliti) riuscì a guadagnare i pass per l’evento domenicale e l’esordio fu col botto: due sesti posti consecutivi, un consistente bonus in denaro e una chiamata che non tardò ad arrivare.

«Partecipavo a 30-40 tornei al giorno in modalità “Sit & Go” ossia tornei brevi fino a quando ho ricevuto la chiamata del responsabile di Power Poker, Michele De Lucia, per complimentarsi per i risultati ottenuti e per stringere collaborazioni pokeristiche che si sono rivelate importanti nella mia seppur breve carriera. Non percepisco uno stipendio fisso ma delle percentuali per ogni torneo effettuato, quindi più gioco e più ho la possibilità di guadagnare ma anche di perdere».

Halons (questo il suo nickname, un nomignolo che gli è stato affibbiato dai tempi dell’istituto tecnico perché aveva il vizio di salutare in questa maniera) entrava così nel mondo del lavoro virtuale anche se il riscontro con la realtà famigliare non è stato proprio agevole.

«Per un genitore, specialmente mio padre che è contro il gioco, capire una dinamica simile non è semplice poi con il tempo si è convinto, anche grazie ai risultati. All’inizio mi ha dato del pazzo poi quando è arrivata la chiamata e la firma del contratto si è reso conto e convinto che è un lavoro a tutti gli effetti».

Non solo tornei in rete ma anche “live” (tornei dal vivo) di una certa importanza tra Svizzera e Slovenia, laddove meno di quindici giorni fa Giuseppe Gagliardi ha vinto una sponsorizzazione da diecimila euro.

«Il mio primo live è stato in Svizzera nel 2009 durante “La notte degli Assi”, poi nel Giugno dello scorso anno ho disputato la prima tappa del Ppc (Power Poker Championship, circuito di cinque tappe) a Portorose in Slovenia.

Durante la quarta tappa, il 22 Gennaio 2011, ho preso parte (e trionfato) al Sit & Go High Stakes, tavolo che vedeva la presenza, tra gli altri, del coratino Savino Frualdo e di giocatori italiani affermati come Caramatti, Fantini e Annese. Il 16 Maggio a Nova Gorica, invece, mi sono classificato secondo al tavolo finale vincendo una sponsorizzazione annuale dal valore di diecimila euro».

Fortuna? Carte giuste? Lui non la pensa proprio così.

«Nel Texas Hold’em, secondo me, c’è l’85% di bravura e il restante 15% di fortuna, ovviamente importante in tutte le mani. Sembra strano ma dietro questo gioco c’è tanto studio, strategia, è fondamentale la posizione nel tavolo, c’è psicologia nel modo di comportarsi e nello studiarell’avversario, è un gioco di pazienza e calma, probabilmente in questo devo migliorarmi maggiormente soprattutto nei momenti di tilt».

Raggiungere una media di dieci ore al giorno, 70-80 tornei quotidianamente, (con picchi di 15-16 ore) rappresenta uno sforzo fisico e mentale notevole ma quello che spinge Giuseppe è il divertimento.

«Io mi diverto ancora altrimenti avrei lasciato perdere. Non mi reputo un drogato del poker anche perché faccio tanto altro in maniera molto tranquilla, nella mia vita non c’è solo il poker».

Nel futuro c’è un sogno chiamato Las Vegas, un sogno che potrebbe essere vicino a tramutarsi in realtà.

«Prima di arrivarci ho ancora voglia di perfezionarmi e fare esperienze per poi affrontare un torneo che dura circa venti giorni con una media di 12 ore al giorno, quindi bisogna essere preparati anche fisicamente».

Pronto un all-in americano made in Corato.

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Commenti

  • kdgmc (utente non verificato)

    Sarà… Io rispetto tutte le scelte, purché oneste, quindi contento lui, contenti tutti. Però spero che i miei figli si trovino un lavoro vero. Il gioco d’azzardo è una brutta bestia, credi di dominarla ma vince sempre, ti prende l’anima. Comunque auguri a questo ragazzo, che sappia prendere solo il positivo,

  • TARTA73 (utente non verificato)

    Ciao aldo , se tu intendi come gioco di carte quello da bisca assolutamente non lo condividerei, ma se intendi il poker come una passione o gioco sportivo come lo è oggi nel mondo ne sarei orgoglioso, guarda che mica tutti possono diventerare doyle brunsun ( informati su chi è !)!!!Cmq posso dirti che sarei orgoglioso di mio padre qualunque mestiere lui facesse !!! Cmq io gioco perchè mi diverto a farlo se poi vinco spesso e arrotondo tanto meglio nooo!! Ho la mia professione e ovviamente non la lascerei per giocare on line a poker perchè per me il poker è un divertimento e non un lavoro!! ciao e prova anche tu ad avvicinarti a questo mondo come una passione e un divertimento e vedrai che la penserai come me e tanti altri che considerano il poker un gioco di abbilità e non un gioco d’ azzardo!!!

  • aldo1975 (utente non verificato)

    TARTA73, rispondi anche tu alla mia domanda.
    saresti orgoglioso se tuo padre credesse di portare avanti la tua famiglia giocando a carte?
    rispondi a questa domanda please

  • TARTA73 (utente non verificato)

    ciao halons84, ciao the paradase4 dovete mettervi nei panni di chi non gioca e non conosce questo mondo e non sparate anche voi a zero sugli altri dicendo che sono ignoranti e non condividono la ns passione !!!!
    Fa un po invidia quello che sta facendo giuseppe perchè non tutti ci riescono ma in tanti vorrebbero diventare professionisti del poker!! anche io sogno las vegas come tanti anche qui a Corato!!! Ciao halons ci vediamo su GD provalo se non l’ hai fatto cè tanta gente in gamba se ti piace la sfida e non giocare con polli!!!

  • annamaria70 (utente non verificato)

    faccio una domanda a te SPERANZA75 che credi in questi “guadagni facili”:

    se tu fossi un bambino di 5 anni, e tuo padre giocasse a poker per mantenere la vostra famiglia, ne saresti orgoglioso?

    fa benissimo giuseppe a giocare se si diverte, ma spero per la sua vita che non creda si possa andare avanti solo con le carte.

  • theparadise4 (utente non verificato)

    grande giuseppe anche se nn ti conosco di persona…amo questo gioco e so che è semplicemente un gioco, che come nel caso di uno sport, può diventare professione anche. Purtroppo ai tanti “benpensanti” dei commenti precedenti piacere sparare a zero, piace parlare per partito preso o per luoghi comuni…dimostrando un cervello e un’apertura mentale da caprone. aNCORA auguri!

  • HALONS84 (utente non verificato)

    purtroppo non potete capire!!!L’ignoranza è una brutta bestia….e specialmente in questo campo… ciao e grazie!!!

  • aldo1975 (utente non verificato)

    ciao TARTA73, hai scritto bene, il poker come “DIVERTIMENTO”.
    questo ragazzo invece crede che sia un lavoro.

  • TARTA73 (utente non verificato)

    avete tutti ragione, ma solo chi gioca e considera il poker come un divertimento o uno sport può capire halons74 infatti se seguite il poker o inizierete a farlo constaterete che a vincere sono sempre ( o quasi) gli stessi, questo per dimostrare che il poker non è fortuna ma sopratutto tecnica ,strategia e studio molto studio. ciao

  • aldo1975 (utente non verificato)

    se mio figlio, o mio padre mi dicessero che giocano a poker come lavoro, mi vergognerei..
    trovati un lavoro serio e pensa a farti una famiglia

  • negoziatore (utente non verificato)

    speranza75, non si devono esprimere le proprie opinioni, sminuendo il valore del pensiero altrui…..anche perche in molte nazioni il poker texano è ufficialmente ritenuto “gambling”, azzardo, e come tale non può essere praticato nella legalità.

  • negoziatore (utente non verificato)

    credo che sia poco opportuno inserire una notizia come questa, soprattutto perche’, se non interpretata nel giusto modo, potrebbe essere un incentivo per molti ragazzi…….o padri di famiglia………spinti dal ” guadagno facile”…a commettere “gravi errori”.

  • speranza75 (utente non verificato)

    Maledetta ignoranza ! Perchè prima di aprire bocca, anzi di scrivere non vi documentate a dovere ? Il poker texano è uno sport a tutti gli effetti non è assolutamente un gioco d’ azzardo. Eruditevi prima di fare i saputelli ….complimenti a questo ragazzo ! Bravo !

  • HALONS84 (utente non verificato)

    salve…intervengo solo per dirvi che il texas holdem non è un gioco d’azzardo,ma uno sport a tutti gli effetti…..infatti viene più comunemente chiamato “poker sportivo”… Infatti si paga una quota d’iscrizione x parteciparvi e quando sei out(hai perso tutte le fiches) il tuo torneo è finito…e quindi hai perso solo i soldi dell’iscrizione….
    purtroppo la gente,e,sopratutto a corato,quando sente la parola poker,la associa al gioco d’azzardo….
    Ho già ricevuto molte critiche che a me interessano relativamente poco!!!

  • cinghialotto (utente non verificato)

    …come non averci pensato prima: PIU’ POKER PER TUTTI!!!! A te Giusè i migliori auguri, per il coraggio della scelta! mi raccomando u’frat, non farti prendere la mano! in bocca al lupo!

  • tigrotta82 (utente non verificato)

    io eviterei di pubblicizzare positivamente questo tipo di attività. Sicuramente il nostro Giuseppe Gagliardi non è un “drogato del poker”, ma il gioco d’azzardo è una brutta bestia e su 1000 forse uno non si fa prendere dalla voglia di vincere (o perdere come dicono gli esperti)!Troppe persone, leggono coratolive e sarebbe bene evitare di illudere la gente: 70-80 tornei al giorno, una media di 10 ore, viaggi e sponsor…ragazzi si perde anche tanto e c’è gente che si rovina seriamente!

  • isabellastellina (utente non verificato)

    Non mi sembra il caso di presentare questo ragazzo come un eroe dato che il gioco d’azzardo rovina migliaia di famiglie ogni anno..non credo sia bello far passare il messaggio del poker come buon lavoro che ti rende ricco e famoso subito..non mi pare un buon insegnamento per i giovani che devono lottare duramente per trovare un lavoro serio e impegnativo anzichè starsene a giocare a carte tutto il giorno!

  • aldo1975 (utente non verificato)

    ciao tarta.
    non sono daccordo su tutto, ma su gran parte di quello che hai detto sì.
    ad esempio quando dici che il poker è un divertimento e non un lavoro, e che non lasceresti mai la tua professione per dedicarti solo al poker.
    è questo che vorrei cercare di far passare come messaggio.
    un ragazzo qualsiasi che legge questo articolo potrebbe pensare di poter vivere con questo gioco, mentre non immagini quanta gente si rovina.
    voi fate i complimenti a gagliardi e lo eleggete come eroe ed esempio da seguire e questo per me è davvero INACCETTABILE