Patruno: «favorevoli alle piste ciclabili, ma contrari al modo in cui sono state realizzate»
Il consigliere del Pdl torna sul tema piste ciclabili e chiarisce il pensiero di chi ha sottoscritto la mozione per l’abolizione delle corsìe blu
La discussione in Consiglio comunale è partita dalla mozione di cui lui è primo firmatario con è stata chiesta l’abolizione delle corsìe blu. Così il consigliere Pdl Luigi Patruno torna sull’argomento e chiarisce il pensiero di chi ha chiesto l’abolizione delle piste ciclabili.
«Come primo firmatario della mozione – spiega Patruno – sottolineo che tutti i Consiglieri comunali che l’hanno sottoscritta sono favorevoli alle piste ciclabili, ma nettamente contrari alle attuali piste, così come volute e realizzate dal Sindaco».
L’amministrazione comunale, infatti, deve sempre mirare ad un’azione d’informazione, di sensibilizzazione della cittadinanza e di condivisione delle scelte. La realizzazione delle attuali piste ciclabili, punto qualificante e condivisibile del programma di questa maggioranza, non ha seguito questo modello.
Queste piste sono state un’imposizione. Non si è considerato il ruolo dei cittadini, delle associazioni, delle consulte comunali e dei rappresentanti politici. Già nel novembre del 2010, nel corso di un incontro pubblico, Legambiente ed il Movimento Coratini Attivi, affermavano: “nessuna condivisione con la cittadinanza, un’imposizione. Occorrono pianificazione e progettualità”. Questo appello fu ignorato.
Anche in sede politica non si è voluto affrontare l’argomento. Le attuali ed infelici piste ciclabili sono un prodotto di questo metodo personalistico e padronale. Infatti, le attuali piste ciclabili si sono rivelate inadeguate per l’assenza di uno studio preliminare e perché è mancato un adeguato periodo di preparazione, atto ad affermare la cultura della bici come mezzo di decongestionamento del traffico e di riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico. Non c’è stato un adeguato e necessario periodo di sensibilizzazione e preparazione dei potenziali utenti, in presenza di piste che offrano garanzia di sicurezza stradale.
E’ inoltre mancata, nella realizzazione di queste piste ciclabili, un’attenta analisi costi-benefici: i disagi vissuti dalle attività economiche,da molti cittadini e residenti e la sottrazione di oltre cinquecento posti parcheggio non hanno ricevuto la giusta valutazione nell’ottica di una diversa localizzazione del progetto.
E’opportuno richiamare il regolamento che disciplina la materia e che dovrebbe essere oggetto di riflessione. Il D.M. n. 557 del 30 Novembre 1999, regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili, detta, all’art. 1, le linee guida per la progettazione degli itinerari ciclabili che sono finalizzate al raggiungimento degli obiettivi fondamentali di sicurezza e sostenibilità ambientale della mobilità:obiettivi che devono essere perseguiti in maniera organica, valutando di volta in volta le strategie e le proposte che meglio rispondono agli stessi.
In particolare la relazione tecnica redatta in previsione della realizzazione del PUT( 28-02-2008), prevede la realizzazione delle piste ciclabili in sede propria, a doppio senso di marcia, separate fisicamente dalla sede relativa ai pedoni ed ai veicoli a motore.
La larghezza dello spartitraffico fisicamente invalicabile che separa la pista ciclabile dalla carreggiata dei veicoli a motore, non deve essere inferiore a 0,50 m. si prevede inoltre l’introduzione di attraversamenti ciclabili rialzati in corrispondenza delle intersezioni con la viabilita’ principale sia sul corso che sull’estramurale, che costrigano i veicoli a motore a rallentare. le attuali piste non corrispondono a questi requisiti di sicurezza e dunque sono pericolose per l’icolumita’ degli utilizzatori.
L’art. 2: finalità e criteri di progettazione di un itinerario ciclabile, prescrive che nella definizione di un itinerario ciclabile si debba: a) “favorire e promuovere la mobilità ciclistica e pedonale con preminente riferimento alla mobilità lavorativa, scolastica e turistica; b) puntare all’attrattività, alla continuità ed alla riconoscibilità dell’itinerario ciclabile, privilegiando percorsi più brevi,diretti e sicuri, secondo i risultati di un’indagine sull’origine e destinazione dell’utenza ciclistica; c) valutare la redditività dell’investimento con riferimento all’utenza reale e potenziale ed in relazione all’obiettivo di ridurre il rischio di incidentalità ed i livelli d’inquinamento atmosferico ed acustico; d) verificare l’oggettiva fattibilità ed il reale utilizzo degli itinerari ciclabili da parte dell’utenza secondo le diverse fasce d’età e le diverse esigenze.
L’art. 3: strumenti di pianificazione, prevede che, per i comuni ( come quello di Corato) che devono predisporre il Piano Urbano del Traffico (PUT), ai sensi dell’art. 36 del D. lgs. 285/92, il piano della rete ciclabile deve essere inserito,in maniera organica, quale piano di settore, all’interno del PUT. Il PUT non risulta, ad ora, essere stato approvato dal nostro comune.
L’art. 4: ulteriori elementi di progettazione, al comma 3, afferma che per la progettazione degli itinerari ciclabili devono essere tenuti inoltre presenti, in particolare, la segnaletica e l’illuminazione stradale e le attrezzature: rastrelliere per la sosta dei velocipedi, panchine e zone d’ombra, ecc.
L’art 5: fattibilità tecnico-economica, afferma che è opportuno, specialmente per i finanziamenti ed i contributi esterni concessi all’ente proprietario dell’itinerario ciclabile, che il progetto sia corredato da analisi di fattivita’ tecnico-economica ( rapporto tra investimento ed entità dell’utenza). A tale analisi concorrono anche i risultati di specifiche valutazioni della redditività degli interventi previsti. non risulta essere stata effettuata.
L’art. 11: aree di parcheggio, al comma 1, afferma che ogni progetto di pista ciclabile deve essere corredato dall’individuazione dei luoghi e delle opere ed attrezzature necessarie a soddisfare la domanda di sosta per i velocipedi.
L’art. 12: superfici ciclabili, afferma che sulle piste ciclabili deve essere curata al massimo la regolarità delle superfici per garantire condizioni di agevole transito ai ciclisti, specialmente con riferimento alle pavimentazioni realizzate con elementi autobloccanti( Non può dunque rientrare in queste caratteristiche il basolato lavico dello Stradone), con esclusione di griglie di raccolta delle acque meteoriche( che invece sono presenti sul percorso delle attuali piste ciclabili).
Il Consiglio comunale, grazie a questa mozione, può finalmente discutere e deliberare sul merito di una questione cittadina importante, su cui non ha avuto un ruolo. E’ stato più volte affermato dal Sindaco, anche in questa sede, che le piste sono sperimentali. Queste affermazioni sono state veritiere? Purtroppo la risposta è negativa.
La delibera di G.C. N. 89 del 19/6/08 avente ad oggetto: istituzione piste ciclabili. Direttiva, afferma che la giunta comunale “delibera di istituire sul territorio cittadino le piste ciclabili così come previsto nel PUT redatto da azienda specializzata e che viene fatto proprio nelle more dell’approvazione da parte del Consiglio comunale e limitatamente all’istituzione delle piste stesse”. Non c’è traccia della sperimentalità neppure nella ordinanza dirigenziale N 37 del 29-6-2010 avente ad oggetto l’istituzione e la disciplina delle piste ciclabili nel centro abitato.
Dunque è certo che queste piste non sono sperimentali, ma definitive. Si aggiunga che la stessa delibera afferma che si ritiene opportuno adottarle così come previste nel nuovo PUT, nonostante che il PUT non sia stato ancora approvato da parte del Consiglio comunale. Questa presunta sperimentazione, di cui non c’è traccia nei documenti ufficiali, ci è costata cara, oltre 230.000,00 euro,presi dal cap. 5399 del bilancio comunale 2008. Un caso esemplare di improvvisazione e di sperpero di denaro pubblico, che tutti noi abbiamo pagato.
Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Pertanto, per le numerose ed inoppugnabili motivazioni sopra esposte, parte integrante e sostanziale di quest’intervento, riteniamo indispensabile che il Consiglio comunale prenda atto della grave situazione generata dalle attuali piste ed approvi questa mozione per la loro abolizione immediata, affinchè non determinino ulteriori danni e pericoli alla cittadinanza. Ciò in attesa della discussione e dell’approvazione del PUT.
E’ necessaria, infatti, una progettazione condivisa, più adatta alle abitudini del cittadino e all’urbanistica della città, inserita organicamente in una programmazione della mobilità urbana sostenibile».
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