Basket: Martina, la vittoria degli esterni
La storia sportiva, recente e passata, insegna che nella lotteria dei play-off si dimostrano decisive le prime estrazioni, quando la serie è al meglio delle tre partite solitamente gara uno pone una serie ipoteca sul passaggio di turno.
Lo avevamo scritto nel pezzo di presentazione, probabilmente potremmo essere smentiti da questi quarti di finale per l’accesso in A Dilettanti. La motivazione è semplice ed è stata sviscerata nel primo atto di Martina – Corato.
Per oltre metà gara la Granoro ha dettato legge, invertendo non solo i pronostici e la dichiarata superiorità jonica, mettendo alle corde la Due Esse colpendola nella sua peculiarità, la difesa, da sempre marchio di fabbrica impresso da Massimo Meneguzzo. Si fa fatica a ricordare, specialmente nell’ultimo esaltante periodo, un Martina così in difficoltà, impegnata a raccogliere troppi palloni dalla retina arancioblue .
Analizzando gli ultimi due mesi ci si accorge di un dato lampante, quello di una difesa ermetica : a corazzate come Capo d’Orlando e Reggio Calabria (le prime della classe) sono stati concessi rispettivamente 56 e 61 punti, alla Mens Sana Campobasso 54, al Ragusa addirittura 51.
Al minuto numero ventitre i neroverdi avevano già scritto a referto la bellezza di 51 punti, erano avanti di otto lunghezze, intenti nel regalare momenti di buona pallacanestro prima di pigiare l’interruttore e spegnere speranze, difesa (14 punti subiti in 5 minuti) e attacco (2 punti in 5 minuti) subendo il decisivo break di 14-2, da 43-51 a 57-53.
Decisivo poiché da quel momento qualcosa si è rotto e non è stato possibile poi riparare.
Cosa è mancato? Come il pane son mancati i punti di Marcello Cozzoli, incappato nella tradizionale serata negativa. Il ragazzo che ha disputato il miglior campionato da quando è approdato nella città delle Quattro Torri viaggiando sui 16 punti di media a partita conditi da tanta sostanza e carisma.
Un meno due di valutazione eloquente ma una giornata no può capitare anche a lui, atteso a gara due per il riscatto. Son sembrati pochi i minuti concessi a Mariani (7 punti, 6 rimbalzi e 9 di valutazione in 17 minuti) e Infante (2 punti, 2 rimbalzi, 3 di valutazione in soli 6 minuti), un maggiore minutaggio avrebbe permesso a Storchi di arrivare a fine gara più fresco e lucido.
Atteso da una stagione intera è Giampaolo Nardin, l’ombra sbiadita del giocatore applaudito nelle stagioni passate. Tre punti e quattro tiri in ventisei minuti sono decisamente poca roba in una stagione da dimenticare in fretta dalla guardia romana. Specialmente nella partita in cui gli esterni avrebbero dovuto fare la differenza al cospetto della super batteria di lunghi martinesi.
Temi i centimetri e i chili di Dip, Serino e Simeoni, vieni invece colpito mortalmente da Desiato, Bazzoli e Magnani pilastri del reparto esterni, ampiamente all’altezza di quello coratino. L’equilibrio sotto i canestri è simboleggiato anche nel pareggio a rimbalzo (34 per entrambe le formazioni), influente è stata la voce “tiri liberi” con Martina presentatasi ben 39 volte in lunetta (79% realizzati) contro i 28 effettuati da Corvino e soci.
Corvino, appunto. Ancora una volta è facile tessere le lodi del Pupo Nero, giocatore straordinario per tecnica,intelligenza e furbizia sportiva. Comprensibili i fischi del pubblico della Valle d’Itria, è un giocatore che fa paura. Note positive da un piccolo Pupo Nero come Roberto Clemente. Sfrontato, smaliziato, esplosivo: il futuro è suo, testa permettendo.
Discorso valido anche per la Granoro, decisa ad allungare il discorso e vivere un’altra Domenica martinese.
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