Corato al tempo dei social network

Flavia Ferrante e Marzia Ferrante

Come appare la nostra città vista attraverso Facebook e Twitter?

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Corato e i social network… il nostro paese nel mondo virtuale di facebook

«Non sei su Facebook? Ma allora non esisti!»

Così la comica Caterina Guzzanti ironizza sulla tendenza delle nuove generazioni a basare la maggior parte delle proprie amicizie e dei propri impegni sulla piattaforma virtuale che negli ultimi tre anni è diventata il maggior luogo di incontro e di comunicazione del web.

Secondo le statistiche, Facebook è il secondo sito più visitato al mondo e, secondo i dati forniti dal sito stesso nel 2010, il numero di utenti ha raggiunto e superato quota 500 milioni in tutto il mondo.

Quando nel 2004 Mark Zuckerberg creò Facebook, non aveva certo idea di quello che sarebbe poi diventato. Nato come un progetto per mettere on line i profili degli iscritti ad Harvard (in gergo “facebook” indica infatti la foto di ogni singolo studente che compare negli annuari che i college statunitensi pubblicano e distribuiscono all’inizio di ogni anno accademico), il social network ha avuto inaspettatamente una crescita esponenziale in tutto il mondo.

Facebook è oggi il modo preferito per comunicare, tanto che la prima cosa che si chiede alle nuove conoscenze non è il numero di telefono ma il “contatto FB”.

E noi coratini non siamo da meno.

Attraverso una ricerca fatta sul social network, abbiamo rilevato che il numero stimato di coratini sul portale è di 7.380, di cui 3.740 uomini e 3.560 donne, numero non effettivamente attendibile in quanto rilevato attraverso il luogo in cui l’Ip dei computer si trovava al momento dell’iscrizione, non contando quindi i vari coratini fuori sede.

Come in tutta Italia, anche a Corato, negozi, cinema partiti politici, gruppi musicali e istituzioni hanno creato delle pagine personali o delle fan page, ossia applicazioni attraverso cui l’utente cliccando il tasto “Mi piace” può esprimere il suo gradimento per persone o attività commerciali.

Non è raro che un utente coratino abbia tra le amicizie politici nostrani – tanto della maggioranza che dell’opposizione – i quali, attraverso i propri profili, mantengono contatti con l’elettorato e forniscono informazioni sui propri programmi, servendosi, talvolta, di persone esterne per la gestione del proprio profilo.

Inserendo i termini “Corato o coratini” nel motore di ricerca (tra gruppi, persone e pagine) i risultati sono innumerevoli, e purtroppo non c’è un modo per contarli in maniera precisa.

Al contrario su Twitter, che a livello mondiale è uno dei principali rivali di Facebook , Corato è quasi del tutto assente.

Ma cosa fa o può fare un utente su questo così popolare sito? Facebook si può definire una piattaforma di aggregazione sociale e il suo punto di forza è proprio la capacità di collegare. I principali amici su Facebook sono gli amici di sempre, compagni di classe, amici d’infanzia, a anche persone conosciute durante viaggi, conoscenze all’estero, perché in genere (ma ovviamente ci sono le dovute eccezioni) c’è un aggancio alla vita e alle relazioni reali.

La chat, i messaggi privati o quelli lasciati in bacheca sono classici mezzi per comunicare, chiacchierare, mettersi d’accordo su cosa fare la sera, oltre che condividere gusti musicali e interessi attraverso la pubblicazione di link.

In particolare il sito rappresenta uno strumento utile per consolidare rapporti che a causa della distanza o per altri motivi rischiano di indebolirsi, oppure per recuperare rapporti che la vita ha allentato, come con tutti i coratini che per studio o per lavoro sono lontani. A riguardo si trovano su Facebook numerosi gruppi o pagine dedicate proprio ai coratini “spatriati”: “Coratini Intheworld” e “Coratinopoli Coratinidok”, “I Coratini”, “Corato e coratini nel mondo”, “Coratini che vivono a Roma” e molti altri ancora.

La crescita di questi “spazi chiusi” (gruppi, pagine) riservati a piccoli gruppi di persone che hanno qualcosa in comune o comunque selezionati in base a qualche criterio è un fenomeno più recente su Facebook, nato per creare uno spazio in comune solo con quelle determinate persone con cui si condivide un interesse.

Diffusissimi sono infatti i gruppi di questo tipo creati da coratini che, ad esempio, frequentano la stessa scuola di ballo, la stessa palestra, lo stesso gruppo parrocchiale, la stessa scuola, tifano per il Corato calcio o il Corato basket, e via dicendo.

Tramite il gruppo si può inviare un messaggio a tutti i membri o anche costruire un evento a cui invitare amici e iscritti. Oggi usare Facebook per darsi un appuntamento “reale” è una pratica che si sa diffondendo quasi in sostituzione di telefonate o sms.

A riguardo si può ricordare che tramite Facebook a dicembre scorso si è organizzato un flash mob (raduno con la finalità comune di mettere in pratica un’azione insolita) in piazza Cesare Battisti durante il quale i partecipanti sono rimasti immobili per qualche minuto in posizioni che ricordassero il Capodanno.

Inoltre creare un “evento” su Facebook è una delle migliori forme per pubblicizzare e far conoscere l’evento al maggior numero di persone. Infatti questo strumento è largamente utilizzato a Corato anche da attività commerciali, locali, associazioni, partiti politici, gruppi privati, gruppi musicali, per promuovere delle iniziative (feste, incontri, concerti, promozioni, e così via).

Di contro i cittadini su Facebook hanno così modo di conoscere giorno per giorno se c’è qualche iniziativa interessante a cui partecipare e spesso poi sapere chi i ha partecipato è facilissimo: le foto e i tag (nomi che si associano alle foto e che rimandano al profilo del soggetto) sono ormai un’abitudine diffusissima e portare la macchina fotografica per le “foto-facebook” è quasi d’obbligo.

Quindi, come chi non è iscritto potrebbe immaginare, Facebook non è un semplice sito di chat o una community come in un primo tempo si pensava, il sito fornisce incontri, informazione, linea diretta tra persone lontane.

E’ una piattaforma versatile e in continua evoluzione che si adegua anche alle esigenze degli utenti, quindi probabilmente rappresenta un fenomeno che va ben al di là di una semplice moda del momento. E il fatto che anche la nostra città sia massicciamente presente, non solo a livello di semplici cittadini, ma anche a livello commerciale, istituzionale, politico ne è una dimostrazione.

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