“Fermiamo il nucleare”, un video in ricordo di Chernobyl
In occasione del 25° anniversario del disastro di Chernobyl, il comitato cittadino “Fermiamo il nucleare” continua l’opera di informazione e sensibilizzazione.
Questa sera alle ore 19.30 presso la sede cittadina della Caritas in via Don Minzoni (ex Chiesa del Sacro Cuore), si terrà la proiezione del video “RBMK Chernobyl vent’anni dopo”, realizzato da Legambiente in occasione del ventennale dall’esplosione nucleare, e la proiezione di una presentazione sulle “10 Bugie sul nucleare”.
«Circa 7 milioni di persone sono ancora oggi esposte al rischio contaminazione da isotopi a lungo decadimento – scrive il comitato – e gli effetti ambientali rimangono pressoché immutati dal 1986, a causa dell’inadeguatezza delle precauzioni adottate per ridurre l’esposizione ambientale e sanitaria e i gravissimi ritardi del progetto di messa in sicurezza dell’impianto atomico di Chernobyl.
A 25 anni dall’incidente di Cernobyl, il nucleare pone ancora gravi problemi di sicurezza. La centrale di Cernobyl ha cessato la sua attività il 15 dicembre del 2000, ma ancora oggi le conseguenze sono gravissime. Il fall-out radioattivo, infatti, ha interessato oltre 150mila chilometri quadrati di territorio tra Bielorussia, Ucraina e Russia, coinvolgendo più di 3 milioni di persone.
Dopo 25 anni, il disastro Giapponese ci riporta a questa drammatica realtà. Infatti, in questi giorni l’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale del Giappone ha alzato da 5 a 7 il livello di gravità della crisi nell’impianto nucleare di Fukushima Daiichi, che è ora lo stesso di quello del disastro di Chernobyl, cioè di “grande emissione di materiale radioattivo, con diffusi rischi per la salute e per l’ambiente”.
Lo tsunami giapponese sembra avere colpito anche il risorgimento nucleare italiano, infatti solo alcuni giorni fa il governo, in occasione dell’approvazione del decreto omnibus, è stato costretto ad una rovinosa ritirata rinunciando di fatto all’intero programma nucleare. Questa decisione, che assume la parvenza di una rinuncia consapevole ad una scelta sbagliata, in realtà risponde ad una chiara logica di opportunismo politico.
Non correre il rischio di una sconfitta al referendum, indebolire lo straordinario movimento referendario che si sta attivando e scongiurare il raggiungimento del quorum per far saltare i quesiti sull’acqua, sono in realtà le vere ragioni di questa retromarcia. Il Governo che continua a truccare le carte per confondere l’opinione pubblica».
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