Basket, per la Granoro Corato Catanzaro è quasi una formalità

Domenico Piccione

Intanto la Granoro Corato aderirà alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla F.I.P. “Vorrei la pelle Nera”

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Le motivazioni nello sport e nella pallacanestro specialmente sono elemento imprescindibile.

A Benevento, se ce ne fosse stato bisogno, si è avuta un’altra palese dimostrazione di questo concetto. Sanniti ormai retrocessi, neroverdi assetati di vittoria, risultato più che scontato.

Una situazione facilmente replicabile nel prossimo e ultimo turno di regular season. La sconfitta della Mens Sana Campobasso (formazione che era appaiata ai coratini ma vantava la differenza negli scontri diretti) ha offerto sul piatto d’argento la possibilità di confermare il quinto posto.

Catanzaro vittima sacrificale? No, ma con poche, pochissime speranze. In teoria i calabresi possono ancora ambire ad un posizionamento play-off, l’ultimo ancora non assegnato. In pratica la musica cambia.

Ai giallorossi di Antonello Restivo non basterebbe il colpaccio del PalaLosito ma dovrebbero sperare nell’impresa del Benevento sul parquet di Ceglie Messapica, proprio la squadra che (a pari punti con la Nautica Alcaro Catanzaro) contende l’ottavo posto a Cattani, Mlinar e company.

Tradotto è qualcosa di impossibile soprattutto quando ci si ritrova di fronte due squadre che attraversano un buon momento di forma (due vittorie nelle ultime tre partite per Corato e Ceglie). Sulla carta la Granoro potrebbe chiudere addirittura al quarto posto : in questo caso a vestire i panni di James Bond in Mission Impossible sarebbero Onetto e soci, di scena a Francavilla.

Infatti la vittoria del Melfi in terra brindisina consegnerebbe la quarta piazza (con conseguente fattore campo nell’eventuale gara tre) ai coratini, scenario assai improbabile dato che successo o sconfitta non cambiano di una virgola la classifica dei lucani, condannati alla lotteria dei play-out.

Morale della favola senza azzardare più di tanto non si prevedono scossoni per una classifica ormai stilata. Parquet permettendo.

E intanto il centro nero-verde Andrea Storchi carica la squadra per apprestarsi nel migliore dei modi ai playoff:

«Il momento è positivo, l’ambiente sereno, il gruppo compatto. C’è da lavorare ancora anche perché nei playoff potremmo essere davvero una sorpresa. Ce lo meriteremmo: in primis noi come squadra, poi staff tecnico, società e pubblico. Ora non dobbiamo commettere l’errore di sentirci appagati. Dobbiamo continuare a lottare per arrivare più in alto possibile».

Intanto la Granoro Corato aderirà alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla F.I.P. “Vorrei la pelle Nera”, un’idea nata dopo gli insulti razziali ad Abiola Wabara, giocatrice della Bracco Sesto San Giovanni e della Nazionale: partendo dalla piena solidarietà ad Abiola, la FIP vuole chiarire a voce alta che è contro ogni tipo di razzismo. Il basket è sempre stato caratterizzato dalla multirazzialità. I giocatori stranieri e di altre etnie hanno, nel tempo, permesso al nostro sport di crescere e di affermarsi.

La FIP ha chiesto a tutte le componenti del movimento e agli appassionati, nella prossima giornata di campionato, di colorare la propria pelle con un segno nero, ben visibile, in rappresentanza dei colori di tutte le etnie, per sentirsi tutti uguali. La Granoro, con i suoi atleti e lo staff tecnico, scenderà in campo con un segno nero sul corpo.

Dirigeranno l’incontro i signori Vittori Marco di Castorano e Pierantozzi Marco di Ascoli Piceno con palla a due prevista per le ore 18.

MEDIA:
Diretta audio del match in diretta su www.basketcorato.it: collegamento dalle ore 17.50 con le voci di Rino Porro, Vincenzo Pastore e Corrado Spataro.

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