«In pensione senza neppure una stretta di mano». In una lettera aperta l’amarezza di un ormai ex vigile urbano
«Poco considerato dopo il pensionamento». E’ l’opinione di Domenico Rutigliano, vigile urbano in pensione da qualche mese che, per esprimere il proprio rammarico, ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera aperta indirizzata a Sindaco, Segretario generale, Dirigente ed Assessore della Polizia Urbana, che riportiamo qui di nseguito.
«Signori Sindaco, Segretario, Dirigente, Assessori – scrive Domenico Rutigliano – a tre mesi dal mio pensionamento ho sentito il dovere di scrivere queste poche righe a Lei ed ai Suoi collaboratori.
Il pensionamento è un momento davvero importante nella vita di una persona. Sin da piccolo ho imparato a guardare sempre avanti per cercare di imparare, crescere e migliorare. E’ pur vero, però, che la vita impone dei momenti in cui non è possibile non voltarsi indietro e pensare a quanta strada si è fatta. Il pensionamento è uno di quei momenti.
Ho indossato la divisa di vigile urbano con onore per oltre trent’anni con la consapevolezza di voler svolgere il mio dovere per la mia città, la città in cui sono nato e cresciuto ed ho creato la mia splendida famiglia. La mia precedente esperienza nella Polizia di Stato mi ha dato questa consapevolezza, mi ha aiutato ad operare al meglio e ad ottenere i numerosi riconoscimenti che riempiono il mio fascicolo personale. Non mi dilungo oltre perché potrei peccare di presunzione.
Ho fatto solo il mio dovere ma sono più che mai orgoglioso del mio valore e del traguardo raggiunto. Tuttavia, a questo mio orgoglio ha fatto da contraltare, almeno in un primo tempo, l’amarezza di non aver ricevuto da parte Loro alcun cenno di riconoscenza per il servizio svolto all’Istituzione.
Nessuna stretta di mano ha accompagnato l’ultimo mio giorno di servizio presso il Comando Polizia Municipale di Corato e, tanto più la gente comune che incontro per strada mi dimostra ancora il rispetto e l’affetto guadagnato con tanto sacrificio e dedizione, tanto più sento questa amarezza.
In tre mesi ho riflettuto molto ed alla fine la mia soddisfazione ha superato di gran lunga la mia amarezza. Sono giunto infatti alla conclusione che non si può contestare all’Istituzione l’incapacità di chi la rappresenta. In fondo si tratta di uomini e gli uomini purtroppo sbagliano.
Il proprio modo di essere non cambia, però, dall’oggi al domani e siccome per oltre trent’anni mi è stato chiesto di proteggere la gente, di contribuire a rendere la loro vita più sicura e quindi migliore, cercherò di farlo ancora una volta, adesso, in una maniera diversa dal solito, rendendomi portavoce di tanti colleghi dipendenti comunali che, come me, hanno provato la stessa amarezza. I riconoscimenti alla carriera dei dipendenti comunali, in quanto interni, avrebbero sicuramente meno rilevanza politica di una cerimonia di consegna di medaglie ad insegnanti ma di certo avrebbero una forte rilevanza sul piano umano.
Chiedo pertanto a Lei Sig. Sindaco, per tutti, di meditare su queste mie parole e di mostrare una maggiore sensibilità d’oggi in poi verso le persone che ogni giorno cercano di servire l’Istituzione esattamente come Lei. Adesso è iniziata una nuova fase della mia vita che sono entusiasta di affrontare e che auguro a tutti di poter vivere come la sto vivendo io. In questo momento guardo mio nipote che non vede l’ora di giocare con me. Ho tanto da insegnargli. Oggi gli parlerò dell’onore e del rispetto».
Commenti
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Conosco il sig. Rutigliano, e vi posso dire che è veramente una brava persona. Tanti auguri Mimmo.
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su questi episodi ci sarebbe veramente da scrivere tanto.Voglio solo ricordarti un proverbio: “fai bene e scordati, fai male e pensaci”: loro dovranno sempre pensare, credimi.
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Egregio Sig. Domenico Rutigliano: hai raccolto quello che hai seminato, cosa pretendevi?
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ciao domenico, sono una collega, innanzitutto faccio gli auguri per il tuo pensionamento; hai ragione ad essere amareggiato , ricordati che non viene prememiato chi lavora, ma chi ……….., ignorali. Goditi la pensione con la tua famiglia.
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Ogni giorno c’è gente che lavora sotto tacito ricatto, ogni giorno c’è gente che lavora col fiato sul collo, ogni giorno c’è gente che lavora 10 ore al giorno senza retribuzione di straordinario e con una paga che non basta da sola per campare una famiglia, ogni giorno c’è gente che per prendere un giorno di ferie deve piangere in cinese, ogni girno c’è gente che si fa un mazzo così lavorando nel privato, ogni giorno c’è gente che dopo tutto questo non vede l’ora di andarsene in pensione!!!! Il TFR? lasciamo stare.
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Ciao Mimmo,
uomini si nasce non si diventa,goditi il meritato riposo e non ti curar di loro.Lalisa
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Caro Mimmo,con il tuo pensinamento il Corpo perde uno dei 3-4 “storici” e validi agenti di riferimento per la sicurezza della Ns città.La prospettiva futura non è tra le più rassicuranti…
Sono sicuro che sarai sempre “vigile” anche da nonno. -
tanti auguri per il tuo pensionamento ke dio ti benedica . non preocuparti della gente, lo sanno tutti ke sei stato un bravo vigile e lo resterai per sempre ciao mimmo goditi la vita.
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domenico, la gratidudine non è di questo mondo
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….che strano….eppure era l’autista del Sindaco!! Mah…
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a Quarat s disc : chiss sond l mlun d Vlas. Traduzione: a Corato si dice: questi sono i meloni di Biagio. Ci mancherai molto Mimmo.







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