Mobilitazione contro il precariato, Giovani Democratici: «un’occasione per protesta e proposta»

La Redazione

Il Partito Democratico, su proposta dei Giovani Democratici, ha presentato la proposta di legge “Precarietà zero”

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Oggi scendono nelle piazze molti giovani precari di ogni settore: industria, scuola, terzo settore. Tutti con la speranza di riprendersi il proprio futuro, con la speranza di poter affrontare le esosi spese che la famiglia, che ancora non si è avuto il coraggio di formarsi, comporta.

Il Partito Democratico e i Giovani Democratici di Corato sostengono questa forma di protesta.

«Mentre l’economia ristagna – spiegano – la disoccupazione giovanile a livelli da record ormai tocca un ragazzo su tre, 1.400.000 i lavoratori atipici, 2.500.000 quelli a tempo determinato e in somministrazione, 500.000 gli stagisti e 400.000 le false partite IVA che nascondono altri lavori, il Partito Democratico, su proposta dei Giovani Democratici, ha presentato la proposta di legge “Precarietà zero”.

Proposta lungimirante per impedire che i periodi di formazione siano usate dalle aziende per coprire gratis buchi di organico, la proposta prevede che i tirocini non possano durare più di 9 mesi, che non possano essere usati per sostituire personale, che siano vietate attività manuali.

Agli stagisti deve essere riconosciuta una borsa di studio che sia pari almeno al 30% dello stipendio di un lavoratore del settore e comunque non meno di 400 euro al mese, più le spese di trasporto, i buoni pasto e l’assicurazione infortuni.

La proposta di legge prevede di istituire il contratto di tirocinio, in cui sono riportati il progetto formativo e le condizioni dello stage, da comunicare al sindacato. Violazioni gravi del contratto comportano la trasformazione del tirocinio in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

La proposta inoltre mira a regolamentare anche la pratica professionale, con un contratto di praticantato e compenso equo, destinata ai 300mila praticanti che devono sostenere ogni anno esami di stato.

Per garantire una maggiore e migliore occupazione occorrono politiche economiche, industriali, fiscali e sociali "incisive" su cui, purtroppo, il nostro paese attualmente non può contare.

Per garantire uno slancio duraturo bisogna rispondere ad un mondo del lavoro che pone in primo piano la necessità di un nuovo sistema delle opportunità: avere forme di tirocinio e formazione al lavoro corrette ed efficaci; dare sostegno alla regolarità e stabilizzazione del lavoro; dare riconoscimento sociale alla propria identità lavorativa; sostenere i percorsi di formazione continua; incentivare l’accesso e l’avvio alla professione anche quando non sia nell’ambito delle professioni tradizionali; avere specifiche reti di protezione sociale dentro e fuori il lavoro, a prescindere dalla modalità d’impiego».

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