“Rivoluzione”, otto i morti negli ultimi sei anni. E’ ora che la Provincia intervenga

La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati il conducente della Suzuki Swift, il 22enne terlizzese Mirko Parisi. L’ipotesi di reato è omicidio colposo plurimo

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Ora basta. Certamente gli automobilisti ci mettono del loro con alta velocità e distrazione. Ma ormai è un dato di fatto che la sp. 234, – o “rivoluzione”, se preferite – sia una strada altamente pericolosa.

Il terribile incidente che solo due giorni fa ha provocato quattro vittime ed un ferito grave è solo l’ultimo in ordine di tempo che ha riproposto un copione sul quel tratto di strada vissuto sin troppe volte e fatto di auto ribaltate, lamiere contorte, muretti sfondati, ambulanze, vigili del fuoco e carri funebri.

La cosiddetta “rivoluzione” è una strategica arteria che nasce dalla ex statale 98 nei pressi di Ruvo di Puglia e si congiunge con la via per Castel del Monte. Un rettilineo di pochi chilometri, lungo il quale vige un limite di velocità di 50 km/h che quasi nessuno rispetta, pericoloso soprattutto per i numerosi incroci a raso che si affacciano su entrambi i lati.

Due in particolare – quelli con via San Magno e via Gravina – le intersezioni a ridosso delle quali si sono verificati gli incidenti più gravi, spesso mortali.

Otto i morti negli ultimi sei anni ma, andando ancora più indietro nel tempo, l’elenco potrebbe solo aumentare.

Dopo il tragico schianto di domenica scorsa, l’ultimo scontro mortale si è verificato il 25 aprile di due anni fa. Una mancata precedenza e poi l’inevitabile scontro che in un giorno di festa coinvolse tre biscegliesi a bordo di una Ford Fiesta ed una coppia di ruvesi su una Fiat Panda.

Persero la vita in due: il 41enne biscegliese Pietro Lacavalla e sua moglie Paola Belsito, insegnante biscegliese di 37 anni, che morì dopo un mese di coma.

Non meno pericoloso, spostandoci solo di qualche chilometro, l’incrocio tra la “rivoluzione” e via Gravina. Anche in questo caso, negli ultimi sono stati anni davvero tanti gli scontri con feriti, ma non sono mancati pure quelli mortali.

Il 1° dicembre 2008 nell’impatto tra una Ford Fiesta che viaggiava sulla sp. 234 in direzione Bari ed una Lancia Y10 che stava per immettersi sulla provinciale, ebbe la peggio l’anziano coratino Giovanni Di Mauro, morto dopo otto giorni di ricovero in ospedale.

Era mattina presto, invece, il 23 luglio 2005, quando il 70enne coratino Alfonso Fabiano da viale Monte Cotugno, poche centinaia di metri dopo via San Magno, stava attraversando la “rivoluzione” a bordo del suo ciclomotore. Il casco ben allacciato non riuscì a salvarlo dal tremendo impatto con una Fiat Punto che lo investì in pieno.

In questo racconto, tanto simile ad un bollettino di guerra, tralasciamo tutti i sinistri che hanno provocato “solo” feriti.

Eppure, solo nel maggio scorso, si parlava di realizzare delle rotatorie proprio in corrispondenza di questi incroci pericolosi, in particolare quello della sp. 234 con via Gravina, via San Magno e via Castel del Monte.

Se nel caso di via Gravina la rotatoria è stata effettivamente realizzata, nel caso degli altri due incroci non è stato ancora avviato alcun lavoro di sistemazione, a parte il miglioramento della segnaletica orizzontale e verticale.

Ma evidentemente non basta e oggi un immediato intervento della provincia di Bari, sotto la cui competenza si trovano queste strade, sembra ormai davvero improcrastinabile.

Intanto la Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati il conducente della Suzuki Swift, il 22enne terlizzese Mirko Parisi, rimasto praticamente illeso e ricoverato  in stato di shock con un piccolo trauma cranico, una forte contusione al ginocchio e qualche livido presso il reparto di chirurgia dell’ospedale “Umberto I” di Corato con una prognosi di dieci giorni.

L’ipotesi di reato è omicidio colposo plurimo.

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Commenti

  • dantes (utente non verificato)

    Non dimenticate mai le campagne elettorali per il Consiglio provinciale. C’è stato un candidato coratino socialista che ha sempre ritenuto una priorità l’eliminazione degli incroci a raso sulla Rivoluzione. Non è stato nè eletto nè ascoltato dagli eletti. E questi sono, purtroppo, i tragici risultati delle miopi politiche di investimento del precedente centrosinistra e del centrodestra in carica. I cittadini, insomma, non possono dirsi immuni da responsabilità..elettorali.