«Nel Pdl coratino mancano democrazia e rispetto della dignità»
Luigi Patruno: «il gruppo consiliare Pdl si esprima»
Torna a parlare il consigliere comunale del Popolo della Libertà di Corato Luigi Patruno dopo la querelle nata nelle settimane scorse all’interno del partito.
Patruno, come si ricorderà, aveva denunciato il fatto di essere stato messo alla porta dal Pdl con la motivazione di non riconoscerne la linea politica.
Conseguenza immediata del suo allontanamento era stato il divieto di partecipare alle riunioni del partito ed agli incontri del gruppo consiliare. Da parte sua il Sindaco e reggente del PdL Luigi Perrone aveva replicato che, dichiarando di non riconoscersi nel partito, era stato lo stesso consigliere Patruno a farsi da parte.
Successivamente, una nota inviata dal capogruppo PdL Pasquale Pomodoro sul rapporto tra gruppi consiliari e partiti politici, sottolineava chi è eletto sotto il simbolo di un partito ne accetta automaticamente la linea politica e si impegna a seguirla nei confronti degli elettori. Altrimenti si “tradiscono” elettori e partito.
Oggi Patruno scrive «per evidenziare come la condizione attuale, di mancanza di dialettica democratica nel partito coratino, non consente ai Consiglieri comunali di esercitare in modo adeguato le prerogative previste dalla normativa al riguardo: la legge 267 del 2000, lo Statuto del comune ed il Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale.
Questa situazione altera la rappresentanza politica ed il rapporto tra eletti ed elettori e fa saltare il potere di controllo politico-amministrativo del Consiglio comunale. La presa di coscienza degli attori può riequilibrare la corretta dialettica democratica e ripristinare l’azione di controllo e d’indirizzo dell’organo consiliare».
Patruno si domanda «se è possibile svolgere il ruolo di Consigliere comunale nel PDL di Corato dove una sola persona comanda e decide».
«E’ opportuno – scrive oggi Patruno – riepilogare le prerogative di legge dei Consiglieri comunali, eletti dai cittadini. L’art. 43 del D. Lgs. 18 Agosto 2000, n. 267, al comma 1 afferma che i Consiglieri comunali hanno diritto d’iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del Consiglio comunale. Essi hanno diritto di richiedere la convocazione del Consiglio e di presentare interrogazioni e mozioni. L’art. 11 comma 1 dello Statuto comunale afferma che i Consiglieri comunali rappresentano l’intera comunità ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato.
Lo stesso art. 11 dello Statuto comunale al comma 8 ribadisce quanto specificato dall’art. 43 del D. Lgs. Del 2000, sugli enti locali. Il Regolamento del Consiglio comunale art. 28 VIETA IL MANDATO IMPERATIVO per i Consiglieri comunali ed al comma 1 dello stesso articolo dice che il Consigliere RAPPRESENTA LA COMUNITA’ CITTADINA ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Il comma 2 dell’art. 28 del Regolamento del Consiglio comunale afferma che nell’adempimento delle funzioni connesse alla carica elettiva, il Consigliere comunale ha piena libertà d’iniziativa, di opinione e di voto. I Consiglieri comunali del PDL di Corato ritengono di esercitare le suddette prerogative?
Non me ne vogliano i miei colleghi Consiglieri, ma bisogna essere intellettualmente onesti ed ammettere che i Consiglieri comunali PDL non hanno esercitato che in minima parte tali prerogative, come si evince chiaramente dai dibattiti del Consiglio comunale e da quelli delle Commissioni consiliari, chiamate quasi esclusivamente a ratificare o a inutilmente discettare. Ragion per la quale ho preferito dimettermi dalla presidenza della commissione cultura, nella totale indifferenza del partito, che anche in questo caso ha accuratamente evitato di entrare nel merito del problema. Perché finora è avvenuto ciò e perché questa mancanza d’iniziativa e di dibattito caratterizza la vita del PDL coratino?
Perchè in questo partito non ci sono le condizioni di democrazia e di rispetto della dignità che consentono ai Consiglieri di esercitare la loro piena e legittima funzione e di entrare nel merito delle decisioni, come pure è loro diritto e loro dovere. Ricordiamoci che non può esistere disciplina o linea di partito che si sostituisca o prevalga sul mandato di rappresentare la cittadinanza, che l’eletto riceve direttamente dall’elettore. Quanto ha influito il Consigliere PDL sulla composizione del programma elettorale? Quanto ha potuto dibattere e influire sulla realizzazione delle costose e deserte piste ciclabili, diventate vere corsie preferenziali di sorpasso e di sosta per autoveicoli, che stanno provocando danni alle attività commerciali?
Con quanta consapevolezza il Consigliere PDL ha potuto fare le sue scelte sulla questione importante di Palazzo Gioia, dove non gli è stato consentito di prendere visione, nei modi e tempi dovuti, come suo diritto, di documenti importanti, prima di votare? Quando e come ha potuto dibattere e aver voce in capitolo sulla costosa e poco oculata gestione del verde pubblico, che incide pesantemente sul bilancio comunale? Quando ha potuto entrare nel merito della realizzazione del parcheggio interrato di Piazza Vittorio Emanuele? Quale contributo politico hanno potuto dare i Consiglieri PDL alla redazione dei bilanci preventivi annuali, ovvero agli atti di programmazione più importanti dell’ente, che il Consiglio è chiamato ad approvare? In definitiva, quanto e quando ha inciso sulle scelte politiche il Consigliere comunale PDL?
La risposta è sempre: poco o nulla. Una situazione frustrante e poco gratificante per degli amministratori pubblici! Sarebbe importante, per i cittadini, conoscere in proposito il pensiero di questi Consiglieri. Spero che essi abbiano la volontà di esprimersi in proposito, uscendo dal loro abituale riserbo. Se non ci saranno adeguate risposte, vorrà dire che la mia tesi è confermata. Siamo stati eletti dai cittadini, non siamo stati nominati. Un po’ d’autostima non guasta. Siamo stati noi Consiglieri PDL a raccogliere molti dei voti che hanno consentito al Sindaco d’essere ri-eletto.
Ritengo che far parte di un gruppo consiliare non significhi rinunciare a queste prerogative o sottometterle alla rigida disciplina di un partito, ma significa armonizzarle ed integrarle in esso, senza rinunciare all’iniziativa individuale. Si può far parte di un partito o di un gruppo consiliare esprimendo, quando necessario, anche il proprio pubblico dissenso. Il partito non è una caserma ed il dissenso non deve essere considerato bestemmia. Il PDL padronale di Corato, invece, pretende di imporre la censura al Consigliere e limitarne le prerogative.
Pur riconoscendo il ruolo del partito in cui ciascun Consigliere è stato eletto, non è consentito censurare o espellere chi la pensa diversamente, perché la diversità e la libertà d’opinione sono una ricchezza per un partito democratico e la ragione per far partecipare i cittadini e soprattutto i giovani alla vita di un partito. Ciò non avviene e non potrà avvenire nel PDL di Corato fino a che perdurerà questa situazione. Non mi fa piacere fare queste affermazioni perché ho creduto in questo partito che mi ha dato la possibilità di candidarmi, ma è necessario dire la verità, perchè la critica fa crescere e migliorare. Non date retta a chi afferma che non mi sono mai riconosciuto nel PDL!
E’ un’accusa falsa ed interessata che serve a togliere credito a chi dissente. La verità è che prendo le distanze da questo modo personalistico e padronale di far politica, non dal PDL. A chi giova questo metodo autocratico? Non certo agli interessi dei coratini! Serve un radicale cambiamento per evitare di disperdere un patrimonio e per evitare che la città subisca gravi danni che in futuro saranno difficili riparare.
Del resto se non avessi creduto nel PDL non solo non mi sarei ri-candidato con esso, ma non avrei neppure operato per convincere un altro Consigliere, nel Luglio del 2009, a non abbandonare il partito, di cui non condivideva questi metodi. Dunque libero Consigliere in libero e democratico partito, come del resto vorrebbe il nome (partito liberale e popolare). Il Sindaco-padrone ha esercitato un abuso di potere decretando la mia esclusione dal gruppo consiliare con effetto immediato e senza nessun’espressione di volontà del gruppo stesso. Questo fatto evidenzia ulteriormente la deriva autoritaria e l’assenza di regole democratiche nel PDL di Corato. Come si fa ad accettare una situazione umiliante per la dignità personale? Il gruppo consiliare PDL si esprima.
Come Consigliere comunale PDL continuo a svolgere il mio ruolo secondo il mandato elettorale, senza rinunciare alla mia libertà d’iniziativa, d’ opinione e di voto, anteponendo gli interessi della mia comunità cittadina, alla quale devo rendere conto del mio operato».
Commenti
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Sono convinto che il consigliere Patruno conosca il film di Dino Risi intitolato Il muro di gomma e il libro di Miguel de Cervantes Saavedra Don Chisciotte della Mancia e nonostante tutto non demorde: onore e rispetto per questa voce solitaria. Un appello agli Yes-Man del PDL e dintorni: quando un piccolo rigurgito di dignità (se vi ricordate cos’è)?
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Caro consigliere Luigi Patruno,sono amareggito dal comportamento E dai modi molto spiccioli del sig.sindaco,il sindaco dovrebbe essere un buon padre di famiglia,ma al quanto leggo sui giornali non riesce ad affrontare la situazione con diplomazia,ed usa la violenza psicologiaca per far valere solo le sue ide.da cittadino dico,non e un buon messaggio sia per la politica sia per la città di corato, caro consigliere diceva il giudice falcone un uomo giusto e un uomo solo.anche se i tuoi colleghi ti abbandonano, vai avanti a nome di tutti i cittadini onesti.la giustizia esiste,le tue parole sono giuste vai avanti e soprattutto credici.un abbraccio v.m.







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