Intitolazione del nuovo Liceo, «ingiustamente dimenticato il preside Domenico Simeone»
Otto giorni fa, dopo anni di discussioni e valutazioni differenti, il collegio dei docenti ed il consiglio d’istituto del Liceo Artistico di Corato hanno raggiunto un verdetto definitivo sulla intitolazione della scuola, convergendo sulla figura di “Federico II di Svevia stupor mundi“, l’ispiratore di Castel del Monte.
Tante, secondo quanto fatto sapere dallo stesso istituto, le “candidature” proposte nel corso del tempo: dal famoso architetto Giò Ponti allo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini, per continuare con il pittore ruvese Domenico Cantatore, la straordinaria pittrice Artemisia Gentileschi, il disegnatore e pubblicitario Boccasile, il noto uomo politico Schiralli, l’illustre artista barese Stifano, il celebrato pittore terlizzese De Napoli, il matematico Fibonacci e Picasso. Non sono mancati neppure candidati coratini come Patroni Griffi ed i fratelli Ferrara.
Nonostante la varietà delle proposte c’è stato chi, scorrendo questi nomi, ne ha cercato uno in particolare e, non trovandolo, ha deciso di rendere pubblico il proprio malcontento, spiegandone le motivazioni.
Così la professoressa Chiara Simeone, figlia di Domenico Simeone, ha rivendicato per suo padre, ex preside della scuola venuto a mancare ormai 36 anni fa, «un trattamento più rispettoso».
«Come più volte tentato di far notare negli anni all’Ufficio di Presidenza dell’Istituto – spiega Chiara Simeone – l’intitolazione a Domenico Simeone, coratino per scelta lavorativa ed affettiva, e dei docenti di questa scuola che con lui ne hanno fatto la storia, sarebbe stata sicuramente più opportuna.
Ovviamente la mia personale opinione, in quanto figlia, è supportata dall’affetto ma, soprattutto, da concrete ed oggettive prove a supporto delle affermazioni, condivise da quanti lo hanno conosciuto e sono stati testimoni del suo operato sia a Corato che fuori».
Domenico Simeone, nato a Taranto nel 1931 e morto a Corato nel 1974 a soli 43 anni, apprezzato scultore e ceramista, è stato insegnante di Modellato presso la Scuola D’Arte di Grottaglie, Taranto, diventando dall’età di 23 anni Preside negli Istituti d’Arte di Cerreto Sannita (Benevento), Isernia, Corato, Bari e nel Liceo Artistico di Taranto.
Durante la sua presidenza – durata 5 anni, nel periodo dal 1968 al 1974 – la Scuola d’Arte di Corato si è arricchita del biennio superiore diventando Istituto d’Arte, vincendo numerosi primi premi e menzioni speciali in prestigiosi concorsi internazionali della Ceramica d’arte contemporanea (Faenza), istituendo la sezione Metalli ed Oreficeria, aprendosi già nel lontano ’70 alla introduzione di procedimenti creativi di disegno industriale.
«La tua scuola è stata pane, è stata aria di casa, è stata vita – dice poi Chiara Simeone rivolgendosi idealmente a suo padre -. E’ stata Leonardo Scelsi, Franco D’Angeli, Ciro Scatigna, Luigi De Savino, Ciccio Annichiarico, Vincenzo Terregna, Antonio Antonazzo, Enza Vurro, Liliana Danese, Rosaria Mangione, Rosa Mazzilli.
E’ stata gli studenti che la affollavano di pomeriggio, quando non c’era lezione ma un laboratorio – e voi eravate lì – era sempre aperto a chiunque volesse capire, provare, imparare. E’ stata i tanti che ancora ricordano e mi stringono quando li incontro, perché io sono te, e tu sei ancora loro».
«E’ con estrema amarezza che scrivo – conclude Chiara Simeone – nella speranza che quanto detto induca ad una riflessione in merito. Alla amarezza si aggiunge, inoltre, il dispiacere di vedere chi tanto ha fatto per la scuola è stato dimenticato e rimosso nei ricordi e nella storia del suo Istituto».
Commenti
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Sicuramente chi ha deciso ha conosciuto poco vostro padre, il quinquennio conclusosi con noi, senza presunzione, è stato l’ultimo buono, lo hanno detto anche i professori che hai citato,e vostro padre aveva trasmesso in noi la voglia della scuola e dell’imparare. Comunque sia la firma ed il segno il Preside Simeone la ha lasciata, ricordo i lunghissimi studi che ci fece fare sulla “sezione aurea” ed ora è rimasto come logo.Quanta amarezza e dispiacere staranno provando i professori che hai citato, ma aggiungerei anche altri scomparsi come il, grande ” Marino Todisco, il grande Luigi Ciotola ed altri…
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capisco benissimo il risentimento della prof.ssa Simeone ma penso che gli unici, tra la rosa di nomi dell’articolo, ai quali si poteva intitolare la Scuola sono i fratelli Ferrara che hanno saputo guardare lontano. Comunque “Federico II” va più che bene.
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I fratelli Ferrara hanno affittato i locali dove sorgeva la vecchia sede della scuola. Questo non vuol dire guardare lontano. il Preside Simeone ha messo in piedi una scuola che non esisteva e ha dato a noi alunni fiducia e desiderio di tirare fuori il meglio di noi. Io c’ero e lo ricordiamo tutti così.







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