Contro la riforma Gelmini, i docenti coratini creano il “comitato cittadino per la difesa della scuola pubblica e della cultura”

Il comitato intende agire «contro i tentativi di demolizione dell’istruzione pubblica e l’esaltazione dell’ignoranza tacitamente accettata dalle forze sociali»

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Occupati il Colosseo, la torre di Pisa e la Mole Antonelliana, presi di mira a Roma Montecitorio e Palazzo Madama, cariche a Firenze, Bologna e Torino.

Mentre in questi giorni da nord a sud la protesta degli studenti contro la riforma della scuola proposta dal ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini sta facendo il giro dell’Italia, a Corato sono i docenti a scendere sul sentiero di guerra dando vita al “comitato cittadino per la difesa della scuola pubblica e della cultura”.

Costituito presso l’aula magna dell’Istituto Professionale di “Luciano Tandoi” il 17 novembre scorso in occasione dello sciopero nazionale della scuola, il comitato intende agire «contro i tentativi di demolizione dell’istruzione pubblica e l’esaltazione dell’ignoranza tacitamente accettata dalle forze sociali», come si legge nel primo documento stilato dal direttivo.

«Il comitato – spiega la portavoce Chiara Simeone, docente presso l’Ipc di Corato – è stato simbolicamente costituito il 17 novembre, poiché in questa data viene celebrata la giornata mondiale del diritto allo studio.

E’ trasversale, apartitico e apolitico, nasce in difesa della scuola pubblica come agenzia formativa e della cultura come bene comune di una società che ha rinnegato se stessa e mira a coinvolgere chi gravita intorno al mondo della scuola e crede ancora nel ruolo della istruzione pubblica e della cultura».

Del comitato fanno parte personale docente e non docente appartenente al mondo della scuola coratino e solo in parte aderente a sigle sindacali, peraltro estremamente eterogenee fra loro. Sinora sono state accolte le adesioni di diverse decine di insegnanti fra scuole materne, elementari e superiori, ma anche di personale Ata.

«Siamo aperti agli operatori del mondo della scuola, ai genitori, agli alunni e a chiunque voglia protestare contro la riforma e la rottamazione del mondo della formazione», sottolinea la portavoce, che annuncia le prime inizitive in calendario.

«Della riforma Gelmini discutiamo soprattutto il fatto che, attraverso l’indiscriminato taglio dei formatori, venga colpito un settore pubblico che funziona, che paga la tasse e che produce menti critiche. Vorremmo che gli studenti avessero libero accesso alla conoscenza e per questo motivo pensiamo di scendere in piazza e allestire degli stand attraverso i quali informare, raccogliere adesioni e ricucire il rapporto con quella parte di società civile che non crede più nella scuola.

Su queste idee non cerchiamo scontro ma convergenza. Invitiamo genitori, studenti, docenti, personale Ata, e tutti coloro i quali credono alla importanza della scuola pubblica – conclude Chiara Simeone – a manifestare il proprio dissenso nei confronti della politica scolastica attuata da decenni nei confronti dell’istruzione e a prendere contatti con noi per concordare forme di protesta incisive e condivise».

Per ulteriori informazioni e adesioni è possibile scrivere all’indirizzo di posta elettronica comitato_cittadino@virgilio.it , fornendo il proprio recapito.

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Commenti

  • pippuzzo1968 (utente non verificato)

    Andate a lavorare, andate a lavorare!!!!