Corato celebra in musica Santa Cecilia

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Dopo due anni, torna anche nel nostro comune il “Concerto di Santa Cecilia”. Nella cornice della Chiesa Collegiale di “Santa Maria Maggiore”, nota a tutti come Chiesa Matrice, sabato sera sette cori parrocchiali hanno reso possibile un momento di comunione e ascolto.

Senza la pretesa di prestazioni professionali ma, animati dallo spirito di preghiera, tutti i coristi si sono piacevolmente esibiti in brani di musica sacra. Decisamente nutrita e partecipe la platea degli uditori.

Sacra Famiglia, San Giuseppe, Sacro Cuore, San Domenico, San Francesco, Santa Maria Maggiore, Maria SS. Incoronata: queste le comunità intervenute con i propri cori nella serata dedicata alla protettrice della musica.

Nei testi, diverse lingue e diversi stili hanno reso possibile un repertorio variegato in cui, a fare da collante, è stato il tema: la missione. Una scelta tematica non casuale. Il 20 ottobre scorso infatti, l’arcivescovo Giovan Battista Pichierri, nella Cattedrale di Trani ha dato ufficialmente inizio alla Missione diocesana dal titolo: “Parrocchia missionaria: casa e scuola di comunione”. Si tratta di un evento che vede coinvolte nell’annuncio cristiano le 65 parrocchie della diocesi, nonché i gruppi, i movimenti e le associazioni ecclesiali.

Proprio nella giornata di oggi, 22 novembre, la Chiesa Cattolica celebra Santa Cecilia: è incerto il motivo per cui Cecilia, donna vissuta tra il II e il III secolo dopo Cristo, sia diventata patrona della musica, dei musicisti e dei cantanti. Nel tardo medioevo si attestarono dei collegamenti espliciti tra Cecilia e la musica. Nel 1800 nacque il Movimento Ceciliano, diffuso in Italia, Francia e Germania. Vi aderirono musicisti, liturgisti e altri studiosi, con l’intento di restituire dignità alla musica liturgica, sottraendola all’influsso del melodramma e della musica popolare.

Sotto il nome di Santa Cecilia sorsero scuole, associazioni e periodici. In questi giorni, si moltiplicano in tutta Italia e non solo, eventi collegati al nome della Santa: incontri, dibatti e tanta musica. Un messaggio di fondo in tutte le iniziative sparse per l’Italia riporta l’attenzione sull’identità dei cori: devono essere un sostegno alla liturgia e non uno spettacolo, perché, «chi canta, prega due volte», come suggerisce Sant’Agostino.

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