Basket, Olimpia: con Senigallia sarà battaglia sportiva

La Redazione
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Per i romani “Unus pro omnibus, omnes pro uno” era una parola d’ordine. A distanza di secoli resta, probabilmente, uno dei motti più utilizzati, specialmente nello sport.

Di certo è quello più applicato nel branco famelico dell’Olimpia. Quattro successi su cinque partite disputate non hanno reso affatto sazie le biancoverdi di Mangione, decise a confermarsi matricola terribile e outsider numero uno fino al termine del torneo. Sulla salvezza la RBM ha messo un’ipoteca importante (+8 su Perugia e Pescara) ma guai a perdere di vista l’obiettivo.

Lo staff e le ragazze lo sanno bene ma non vogliono accontentarsi, soprattutto ora che il calendario traccia un percorso in salita (Senigallia, Bari e Monopoli).
L’ambiente resta molto tranquillo come ci conferma Giorgia Uniti.

«Conoscevo già molte di loro per averci giocato insieme quindi fare gruppo, fare spogliatoio è stato molto facile. Stiamo molto bene insieme, in campo e fuori, quando ci sono delle tensioni vengono subito risolte perché tra di noi c’è grande comunicazione e rispetto. Ma soprattutto voglia di divertirci e ci riusciamo alla grande!».

L’andamento e la posizione in classifica ha sorpreso tanti, un po’ meno lei. «Sinceramente molti all’inizio erano sfiduciati ma vedendo l’intensità e il tipo di lavoro che ogni giorno facciamo in palestra ero sicura dei frutti che col passare del tempo avremmo raccolto».

Non solo lavoro tattico e tecnico ma anche sulla “testa” che molte fa la differenza. «Stiamo lavorando sulla mentalità – spiega e chiude Uniti – sul non mollare mai, sulla voglia di crederci e credere ancora di più in quello che facciamo. Mettendoci sempre il cuore».

Percorso ripido per la RBM, si comincia dall’ex capolista Senigallia, la squadra più profonda e completa dell’intero girone. Niente paura, nessuna pressione : se la Vitalcare Senigallia vorrà trafugare le tavole del PalaLosito dovrà dare anima, corpo e qualcosina in più. E allora tutti in piedi ad applaudire.

Il countdown dopo la sosta è finalmente terminato. Parola, ops palla, al campo. Un solo grido, tutti per uno.

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