La Regione dice sì alla condotta sottomarina per i reflui a Molfetta. Servirà anche Corato
Il progetto dovrebbe servire in tutto cinque comuni: Molfetta, Bisceglie, Corato, Ruvo e Terlizzi
Una condotta sottomarina per lo smaltimento dei reflui.
E’ stata prevista dalla regione in territorio di Molfetta, in luogo dell’attuale sbocco sul litorale di Ponente. Un progetto ancora tutto da approntare, perchè coinvolge vari attori.
Il progetto dovrebbe servire in tutto cinque comuni. Oltre a quelli costieri di Molfetta e Bisceglie, anche Corato, Ruvo e Terlizzi, che scaricano a mare sulle nostre coste.
Attualmente, i liquami provenienti da Corato confluiscono a Bisceglie in località Cala Pantano, mentre quelli raccolti in territorio comunale biscegliese vengono riversati nel vecchio depuratore di zona S. Francesco, mai dimesso. Dopo di che risalgono, per mezzo di un impianto di sollevamento, fino al depuratore in Lama di Macina, dove confluiscono tutte le acque reflue del territorio e di qui vengono sversate in mare in zona S. Francesco.
Con il nuovo collettore le acque non devieranno più per il vecchio impianto. Difatti il progetto prevede che le acque vengano convogliate insieme a quelle provenienti da Corato verso il territorio di Molfetta, dove è prevista la costruzione della condotta sottomarina in cui in futuro confluiranno anche le acque reflue di Ruvo e Terlizzi, oltre quelle molfettesi.
Il progetto non è andato finora in porto per la criticità rappresentata dalla Rete Ferroviaria Italiana. Nei disegni originali, il nuovo collettore avrebbe tagliato i binari, per cui si attendeva il parere dell’Acquedotto Pugliese.
Nella conferenza di servizi del 2008 tra regione, acquedotto e comuni interessati, si era deciso che l’Aqp avrebbe aggiornato il progetto per poi trasmetterlo all’Autorità di bacino, che ne avrebbe quindi valutato la fattibilità.
Con la conferenza di servizi tenuta nello scorso ottobre, la regione ha espresso il suo parere favorevole al progetto, pur facendo richiesta all’Acquedotto di integrazione documentale. L’innovazione apportata dal nuovo collettore si spera possa essere determinante per la salute delle zone dichiarate per anni non balneabili per la presenza degli scarichi.
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