Registri scolastici antichi alla Cifarelli. Caputo: «li sistemeremo, ma ora ci sono altre priorità»

Comune e Sovrintendenza si sono accordati sulle modalità di sistemazione dell’archivio ma il problema, come spesso capita, sono i soldi

4 11 commenti

Giacciono da anni nel seminterrato della scuola primaria “Cifarelli”, all’interno dei locali che un tempo ospitavano la caldaia.

Sono circa settecento registri di classe di tutte le scuole elementari cittadine, il più antico dei quali risale addirittura all’anno scolastico 1870/1871, nel periodo immediatamente successivo all’unità d’Italia.

Senza dubbio un enorme patrimonio storico, culturale e sociale per la città di Corato, ancora “parcheggiato” nelle viscere dell’istituto nonostante i diversi appelli che si sono susseguiti nel tempo.

Ora il dirigente scolastico Isa Balducci  torna segnalare la vicenda, sperando in un epilogo differente.

«Forse non si è ben compresa la grande valenza di questi preziosi documenti attraverso i quali passa la storia della nostra città – racconta la direttrice – visto che dopo tanti anni i registri sono ancora lì a prendere umidità. L’unica cura avuta sinora è stata quella di impacchettarli con dei fogli di giornale, grazie al lavoro effettuato dall’allora laureanda coratina Rossella Maldera nel corso di uno stage presso la Sovrintendenza dei beni culturali».

Centinaia i registri ritrovati – quasi tutti in buone condizioni nonostante l’incuria – tra cui 276 di classi femminili, 397 maschili e 16 che si riferiscono agli esami.

A parte il documento più antico, come detto risalente al 1870, i registri ritrovati partono con sistematicità dal 1880 ed arrivano ininterrotti sino al 1915.

Ci sono poi 15 anni di vuoto, fino al 1930, dovuti probabilmente alla devastazione di un incendio, come testimonia anche una missiva ritrovata fra gli stessi registri, tra il Sindaco dell’epoca e l’allora direttore della scuola. L’archivio riparte poi con regolarità dal 1930 sino agli anni più recenti.

Registri, inutile sottolinearlo, dal grande valore storico, sociale e culturale e contententi dati estremamente accurati ed utili per osservare lo spaccato degli anni cui si riferiscono.

Nei documenti più antichi, per ciascun allievo sono riportati il nome ed il cognome dei due genitori, se fossero viventi e quale fosse la professione del padre.

Ed allora scopriamo che alla fine dell’800 uno dei mestieri più in voga era quello del cocchiere, seguita dal sensale (o mediatore), poi “zappatore”, sarto, calzolaio e falegname. Diversi anche i “proprietari”, ovvero coloro che possedevano anche un piccolo appezzamento di terreno.

Veniva indicato anche l’indirizzo dell’allievo, con il particolare del piano cui si trovava l’abitazione. Ovviamente si trattava quasi sempre di “piano terreno”.

Le classi, come gli stessi registri, separavano uomini e donne. L’orale si chiamava verbale, mentre pesava sul voto finale e sulla eventuale promozione l’igiene personale dell’allievo, con unghie sporche e pidocchi sul banco degli imputati.

Tanta la dispersione scolastica: leggendo molti documenti ci si rende conto di come le classi partissero numerose in prima elementare per poi arrivare dimezzate alla quinta. Diversi gli studenti morti o che si dedicavano al lavoro.

«Ho voluto preservare almeno il registro più antico, risalente al 1870 – aggiunge la direttrice – incorniciandolo e custodendolo in presidenza. Non voglio abbandonare questo patrimonio nel cortile dell’istituto, come ho provocatoriamente minacciato di fare, ma è indispensabile trovare una collocazione dignitosa che consenta alla cittadinanza di poterne fruire».

Negli ultimi due anni Comune di Corato e Sovrintendenza si sono accordati sulle modalità di sistemazione dell’archivio ma il problema, come spesso capita, sono i soldi.

«Dare a quei registri una giusta sistemazione era e resta un obiettivo dell’amministrazione comunale» afferma l’assessore alla pubblica istruzione Franco Caputo.

«Occorre, però, che vengano restaurati e custoditi in armadi adeguati. Cosa che faremo non appena le casse comunali lo consentiranno. In questo momento – conclude Caputo – la crisi finanziaria degli enti locali ci impone di fare delle scelte e i servizi agli studenti hanno la priorità».

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Commenti

  • ilgrillo (utente non verificato)

    Gent.le Ass. Caputo se trova in cassa 100,00 euro non di più è a noi gradita la sistemazione del cancello della Luisa Piccarreta. Non a norma e per di + Pericoloso. Se qualcuno si facesse male allora si dovranno riempire altri Registri. Le Pare? Alla Direttrice comunico che colgo l’occasione di questo articolo per far pubblica la mia richiesta a Lei inoltrata tempo fa. Saluti. Spero che qualche Animo si commuova!!!

  • tecno3000 (utente non verificato)

    Assessore CAPUTO è ora che ritorni nella tua città “Spinazzola” forse lì potresti risolvere qualche problema “autonomamente”

  • vespapa (utente non verificato)

    …continua. Cito la Sua frase ora e dico che in un Comune, quando c’è crisi come quella che stiam purtroppo vivendo, o c’è il patto di stabilità che rompe le scatole, l’Amministratore cerca di far vivere bene i cittadini, NON DI PENSARE A FESTE IN GRANDE E CANTANTI. Con meno ci si diverte comunque. Quando è crisi è crisi per tutti ;-).

  • vespapa (utente non verificato)

    Gentile sig. Sansone, premesso che non voglio alimentare polemiche nè, come già detto, chiedere che si faccia qualcosa in fretta (ho infatti detto che cosa importante sarebbe solo metterli in sicurezza, all’asciutto), Lei ha perfettamente ragione, ma non dimentichi un particolare molto molto importante e cioè che a parte quest’anno che è stato più magro, negli anni addietro moltissimi, troppi (e il troppo storpia), son stati i soldi spesi per feste, cantanti e cose simili….continua

  • sansone (utente non verificato)

    Tanto di cappello ai registri e alla storia,ma qui siamo nella m…più profonda!Se n’è accorto qualcuno?
    Un’idea potrebbe essere quella di cercare sponsor tra industriali e banche,oltre al fatto che dovrebbe essere di competenza del ministero dei beni culturali e non della pubblica istruzione!
    Prima dei registrida salvare, lo sapete che mancano asili nido,scuola bus,scuole materne e relative mense? e perchè no, il tempo pieno perchè non decolla?

  • sansone (utente non verificato)

    Bravo,Caputo!Cosa si può rispondere a chi si ostina a non tenere i piedi per terra?Ma ci si rende conto che nelle scuole mancano i banchi ,i gessi,la carta,ecc.i detersivi sono centellinati e non esiste una sedia che non faccia sfilare calze a bambine e maestre?Che io sappia ,quando in casa non ci sono entrate ,il capofamiglia cerca di rimediare pranzo e cena,NON DI PENSARE ALLE VACANZE A CORTINA…a meno che non sia fuori di testa!Meditate gente,meditate.

  • driver1020 (utente non verificato)

    Ora Franco Caputo parla di casse comunali vuote……peccato che non abbia vinto al superenalotto come tanto desiderava lui. Chissà quanti regali e quante migliorie avrebbe portato a Corato.

  • MIFADEBE (utente non verificato)

    Se capisco bene l’assessore Franco Caputo ci informa che le casse comunali sono vuote? Non ci vogliono milioni per salvaguardare questo piccolo patrimonio storico. Certamente abbiamo fatto le cicale sciupando soldi in….”casate” trascurando anche la NOSTRA STORIA.

  • vespapa (utente non verificato)

    Son sicuro però che il Comune non abbia problemi a sistemare adeguatamente tale patrimonio.
    Una volta messo in sicurezza, possono passare anche altri 30 anni (mi auguro di NO ovviamente) prima di sistemarli e renderli disponibili per la consultazione.

    Ma per cortesia, non lasciateli all’umidità!!

  • ketsuicide (utente non verificato)

    Dura la vita di un’amministrazione comunale quando il Papi nazionale decide di tagliare l’ICI, eh Caputo?

  • sansone (utente non verificato)

    cara vespapa,il mio era solo un riferimento al buon senso che regola l’amministrazione di ogni famiglia,non intendevo minimamente difendere le scelte economiche fatte in passato dall’amministrazione (che peraltro in altre sedi non ho affatto condiviso)!Osservo e commento esclusivamente l’oggi e l’ora:è un momento nero,nero,nero e chi inoltra toli richieste dovrebbe ben saperlo e dare giustamente la precedenza al diritto allo studio,che, vi assicuro ,viene garantito solo in parte!