Basket, Verile: «recitiamo il mea culpa»

Domenico Piccione
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All’indomani di Corato-Reggio Calabria, in attesa delle decisioni del giudice sportivo, è coach Marco Verile a fare il punto in casa Granoro.

«Vorrei fare una premessa. Abbiamo assistito ad una partita giocata ad alto livello, Reggio Calabria ha espresso una buona pallacanestro, ben allenata e con forti individualità con Ruggeri e Grasso in particolar modo. Noi dal nostro canto abbiamo espresso quello che è il nostro credo cestistico solo per una quindicina di minuti, non abbiamo avuto un approccio positivo alla gara che ci è costato un ritardo di 17 punti costringendoci così ad una rimonta molto dispendiosa ma allo stesso tempo molto entusiasmante.

Sono contento nel dire che da molti anni non notavo una cornice di pubblico così numerosa e allo stesso tempo molto partecipe perché credo veda una squadra giocare con impegno, entusiasmo e molto ardore agonistico, onorando la maglia e la città per cui giocano. Questo ci rende molto felici, lo sono i giocatori in particolar modo e siamo tutti orientati a continuare su queste direttive».

Il tecnico neroverde cerca di spiegare cosa è successo negli ultimi concitati minuti di “gioco”.

«E’ stata una partita sostanzialmente corretta, diretta bene dagli arbitri ed è stata decisa da episodi. Negli ultimi minuti dopo che Reggio per alcune nostre disattenzioni si è trovata sul +5, la gara si è indirizzata su binari per noi sfavorevoli dopo un contatto probabilmente fortuito in cui Andrea (Storchi, ndr) ha riportato un taglio all’arcata sopraccigliare. A mio modesto avviso visto la sfortunata avventura nell’amichevole con Matera (gomitata ricevuta da Storchi e diversi punti di sutura) ha innescato in Andrea la paura di un nuovo un infortunio che poteva essere ben più grave perché avvenuto vicino l’occhio.

Ragion per cui senza assolutamente inveire ha solo stretto la mano al giocatore avversario rimproverandolo perché lo riteneva responsabile dell’infortunio. Al che noi abbiamo protestato, esagerando, perché comunque ritenevamo ingiusta l’espulsione e altrettanto ingiustificato il comportamento di Lorenzetti durante la partita. Per queste proteste abbiamo il tecnico successivo a Valerio (Corvino, ndr) che ha causato tiri liberi possesso palla e partita chiusa. Successivamente l’espulsione di Clemente e la mia hanno ulteriormente aperta la forbice del risultato».

Già, l’ingresso di Roberto Clemente. Ma cosa è successo tra il giovane barese e il casertano?
«Il cambio di Clemente è giustificato dal problema fisico accusato da Dario Puglia durante il match. Nel marcare Lorenzetti pare sia stato provocato, insultato e anche lui, ingiustamente, ha reagito. Ci siamo ritrovati di fronte all’espulsione di Clemente, alla mia successiva, e quindi nella ovvia impossibilità di lottare per la vittoria. Una vittoria meritata da Reggio Calabria ma, senza questi episodi, poteva essere giocata fino alla fine da ambo le squadre».

Non cerca giustificazioni un Marco Verile che recita, ancora una volta, un doveroso "mea culpa".

«Di fronte a questi episodi noi abbiamo fatto già ampiamente un mea culpa, non giustificando il nostro comportamento nei confronti della nostra società che tanti sacrifici sta facendo per la squadra, nei confronti del pubblico, dei tifosi sempre a noi vicini e verso i bambini che sono accorsi numerosi anche Domenica. Questo è un comportamento da non avere più ma allo stesso tempo mi sembra giusto evidenziare che è bello giocare avendo sempre un comportamento nel rispetto degli avversari e del pubblico per poter dire alla fine che ha vinto la squadra migliore. Il nostro atteggiamento sarà per noi un’ulteriore sprono a giocare onorando la società e la città di Corato».

Verile parla di un gruppo profondamente dispiaciuto, ma altrettanto carico per domenica.

«La squadra è ovviamente molto dispiaciuta prima di tutto per la sconfitta, perché voleva regalare una vittoria particolare in una giornata particolare. E’ ancor di più dispiaciuta, al pari di tutto lo staff tecnico, per il comportamento e per la reazione che abbiamo avuto cadendo alla provocazione. Ma è altrettanto carica e vogliosa, di tornare a giocare in quel di Bari una partita all’insegna dei valori dello sport».

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Commenti

  • instabile06 (utente non verificato)

    si, coach o.k., ma che provocazione ha avuto CLEMENTE? è possibile saperlo?

  • commandos (utente non verificato)

    Infatti Instabile06! Clemente appena entrato, in pochi secondi sarebbe stato insultato e provocato al punto tale da giustificare l’entrata da ariete su lorenzetti? (lorenzetti con la l minuscola è il minimo che possa dire senza essere censurato per le parolacce che si merita). Cmq sia apprezzo il mea culpa del coach e spero che tutto questo ambaradam serva da lezione! Mai piu una cosa simile per amore di questo sport e per la società basket Corato!