Dalla Caritas di San Giuseppe un aiuto per il Kosovo

La Redazione
4 9 commenti

Il Kosovo chiama, la Caritas risponde.

E’ quanto è successo a Corato, presso la Caritas Parrocchiale di San Giuseppe che nelle settimane scorse ha risposto alla richiesta di aiuto della popolazione kosovara giunta attraverso l’Arma dei Carabinieri in missione in quel paese.

Beni di prima necessità, viveri e indumenti sono stati raccolti in città e donati da privati, aziende e supermercati.

«Ringrazio di cuore tutta la comunità di San Giuseppe e tutti coloro che, a vario titolo, si sono resi sensibili alla richiesta di aiuto della popolazione kosovara», hanno affermato il parroco Don Gianni Cafagna e gli operatori Caritas.

«E’ stato un grande segno non solo di sensibilità umana, ma anche di grande carità Cristiana e di fratellanza. Vivere la logica evangelica vuol dire non conoscere barriere, dogane, confini, ma guardare alla necessità della persona umana che, per chi crede, significa guardare alla necessità di suo fratello.

Cogliamo l’occasione per invitare quanti vogliono prestare il loro servizio volontario presso il centro Caritas della Parrocchia di San Giuseppe, a rivolgersi direttamente a Don Gianni Cafagna o al referente Michele De Lucia».

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Commenti

  • ALDO65 (utente non verificato)

    Ma scusate, ma per le persone che non possono
    mangiare a CORATO CHE NON SONO MICA POCHE,
    COSA SI Fà??????????????????????????????????

  • ALDO65 (utente non verificato)

    NIENTE

  • sorridi (utente non verificato)

    Aldino perchè non ti affacci al centro Caritas il giorno della distribuzione, così potri vedere di persona cosa si fà per i coratini e non….! “NIENTE” mi sembra una BESTEMMIA!!!!

  • pippuzzo1968 (utente non verificato)

    Concordo pienamente con “Sorridi”

  • VICO2005 (utente non verificato)

    Sono certo che la caritas parrocchiale di San Giuseppe e quanti si sono resi disponibili ad accogliere la richiesta del popolo kosovaro, lo abbiano fatto volentieri, senza tanti perché. Inoltre, lo stesso gruppo caritas si adopera con lo stesso entusiasmo di carità cristiana, così come tutti gli altri gruppi caritas, al fine di poter soddisfare le esigenze di prima necessità provenienti dal popolo coratino e di altra nazionalità inserito nella nostra cittadina. Perciò, chi vuole …..

  • VICO2005 (utente non verificato)

    Scusate e termino. Specifico che, a parere mio, chi vuole veramente rendersi utile per gli altri le occasioni non mancano per farlo e, sono alla portata di tutti. Quindi, l’invito rivolto da don Gianni offre l’opportunità a tutte le persone di operare nel bene al servizio di chi (indistintamente da nazionalità e/o colore della pelle), in questo momento è nello stato di bisogno.

  • pravda (utente non verificato)

    la caritas è l unico gruppo laico religioso che fà qualcosa di buono a corato!Non solo si prodigano a fare qualcosa di concreto per il prossimo,ma fanno iniziative, incontri, dibattiti.Questi si che sono PERSONE DI BUONA VOLONTA’!….il resto…..solo chiacchere!

  • vanessa (utente non verificato)

    niente agli italiani non li pensa nessuno, figuriamoci all’estero, ci butterebbero a mare…mandate, mandate tanto la roba sapete che fine farà? E se mandate soldi peggio, vanno a finire in tasche di qualcuno del posto…sentito con le mie orecchie!!!

  • vanessa (utente non verificato)

    del posto comunque, intendo del posto dove si mandano i soldi, africa, Kosovo, albania, sud America etc. etc. non appena arrivano soldi e derrate alim. vanno a finire nelle grinfie delle mafie indigene…e noi paghiamo poveri stolti! La fame non la leveremo mai dal mondo, almeno non così!