Contro la Lettonia, Italia dilagante. La speranza è azzurra
La squadra italiana si è imposta per 109-93
L’impresa non era battere la Lettonia, per lo più la si poteva considerare una missione, poi compiuta senza affanni. L’impresa dell’Italbasket è stata invece mantenere viva la speranza per una qualificazione ritenuta impossibile dopo la seconda giornata.
Verde il colore della speranza? Errato, è l’azzurro dell’Italia dei canestri. Concedete almeno questo a coach Pianigiani e alla sua banda, da subito bistrattata, specialmente dai media, capace di rialzarsi e combattere per un’utopia. Ora non lo è più.
E’ questo il riscatto di un gruppo in crescita e con ampi margini di miglioramento. Nel mirino di Bargnani e compagni c’è ora la fredda Finlandia, meno fredda con un caldo, cuore speranzoso.
Non inganni il + 16 finale (109-93), è stata partita vera contro un team che prima della palla a due aveva gli stessi punti dei Bianchi italici, battuti a Riga con un solo punto di scarto.
Italia impacciata nei primi attacchi, ne approfittava la Lettonia (1-4 al 2’), l’arresto e tiro di Bargnani ad accorciare (3-4) ed ecco il primo vantaggio al 3’ con Belinelli. Si annotava il controsorpasso firmato dalla tripla di Strelnieks. La difesa match-up lettone veniva scardinata da un gioco da tre punti del Mago (8-7 al 4’) e da Marco Belinelli, bravo a nascondere la palla e favorire la bomba angolare di Carraretto (13-11 al 5’).
Di forza, Bargnani piegava i ferri (15-11) avversari che tuttavia rimanevano a stretto contatto(15-13 al 6’ Berzins). Attore principale era però sempre Bargnani, a fare pentole e coperchi tra punti segnati (10 già nel primo quarto) rimbalzi e stoppate. La dinamite di Belinelli e l’ingresso di Mancinelli aiutavano a scavare il primo solco. Erano proprio le giocate del Mancio pazzo a regalare il + 9 di fine quarto (26-17 al 10’).
Senza gli “americani” per i primi due minuti, l’Italia trovava punti importanti dalle mani di Mordente nonostante la persistente pressione difensiva amaranto. Azzurri molli e distratti in difesa concedevano spesso intere praterie (Bertans dalla lunetta sino al -6, 29-23) ma il perimetro continuava a sorridere al Tricolore. Massimo vantaggio con il “no look”, tripla, fallo e gioco da quattro punti di Giachetti (38-27 al 14’). Funambolico Giachetti ad infilarsi nei cunicoli dell’Est per riportare il vantaggio sopra la doppia cifra (40-29 al 15’), Bargnani era titano sotto i cristalli ma azzurri ancora molli là dietro (44- 31 al 16’).
Trio super quello composto dai due Nba e Mancinelli, quest’ultimo dopo aver incollato le ali ai piedi per scortare gli Azzurri sul + 16 (51-35 al 18’). Assist delizioso di Beli per Ress che doveva solo assaggiare i ferri del PalaFlorio e mandare il pubblico in visibilio (54-37, gioco potenziale da tre punti). Belinelli onnipresente recuperava un pallone dalla pattumiera e si presentava in lunetta prima di lasciare il posto a Carraretto (58-41 al 20’).
Il minuto di raccoglimento in memoria del Presidente emerito della Repubblica Cossiga precedeva la terza frazione. Monologo Bargnani, letale spalle a canestro per il ventesimo punto (62-44 al 22’). La strada era spianata Berzins gravato di falli , le bombe di Carraretto e Maestranzi valevano il pugno chiuso di coach Pianigiani ad esprimere soddisfazione per il + 21 dei ragazzi (73-52 al 24’) e time out Lettonia. Scaramucce in campo, doppio fallo tecnico per Zakis e Gigli, tripla di Kalve (73-55 al 24’) e risposta di Gigli, nuovo + 20.
Mani e gambe lettoni erano dappertutto, aggressività rispecchiata nel head coach ospite punito con il primo fallo tecnico (80-59 al 27’). Relax azzurro e break Lettonia di 0-5 (82-66 al 28’), Lettonia squadra spigolosa indomita e terna arbitrale fiscale, a giudicare dell’elevato numero di falli ravvisati. Tutti elementi di contorno nella mini rimonta amaranto, arrivata fino al – 10. Un film già visto, un vantaggio rassicurante quasi dilapidato e la penultima frazione sul + 12 (84- 72 al 30’).
Probabilmente gli uomini di Bagatskis avevano terminato la benzina, sicuramente i ragazzi di Pianigiani venivano spinti da fame e rabbia. Fioccavano gli errori al tiro dei lettoni, una splenida azione azzurra era conclusa con la realizzazione dalla lunga distanza di Belinelli (89-72 al 22’). Palla rubata da Marco Mordente e Italbasket che schizzava sul + 19 (91-72) reazione di Berzins e soci, parziale aperto per i lettoni e Pianigiani a parlarci su (91-79 al 34’). Italiani confusionari in attacco il coach della Montepaschi rilanciava il Mago Bargnani e non veniva di certo deluso : letteralmente abbattuto ma riusciva a segnare (96-81 al 36’). Il fallo tecnico fischiato Kalve e l’espulsione di coach Bagatskis al 37’ significavano titoli di coda sul sesto incontro di qualificazione. Sei liberi realizzati da Giachetti (104-83), ultimi tre minuti utili solo alle statistiche e la festa sugli spalti aveva inizio.
Probabilmente anche vincendo tutte le restanti partite l’Italia potrebbe non essere qualificata direttamente ma queste certezze mettono ko i tanti dubbi iniziali. Sì, la speranza è azzurra.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti