Basket: Italia pallida, Israele macchia l’esordio

Domenico Piccione

Il duo “americano” Bargnani e Belinelli non basta. Le gambe pesanti in difesa hanno di fatto spianato la strada agli uomini guidati da Arik Shivek e trascinati in campo da Yotam Halperin.

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Alla fine vincono gli azzurri. Sì, gli ospiti del lontano Israele per l’occasione d’azzurro vestiti. Alla Nazionale, più pallida delle bianche canotte, resta l’onore delle armi, l’illusione di un buon primo quarto e poco più. Briciole. Diviene così macchiato l’esordio dei Pianigiani boys nella prima giornata di qualificazione agli europei, il fuoco di paglia iniziale veniva immediatamente soffocato e con merito Israele si aggiudica i primi due punti, dominando a lunghi tratti.

Tabellone finale che recita 71-79, con uno scarto più ampio nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Una pessima percentuale al tiro da tre punti (16%, 5/30), l’attacco privo di idee, intestarditosi al tiro dalla lunga distanza e incapace di prescindere dal duo “americano” (Bargnani e Belinelli da soli hanno segnato oltre la metà dei punti di squadra) e le gambe pesanti in difesa hanno di fatto spianato la strada agli uomini guidati da Arik Shivek e trascinati in campo da Yotam Halperin. La maggiore reattività, un maiuscolo gioco di squadra e una straordinaria vena realizzativa hanno garantito loro una vittoria non troppo tirata.

Senz’altro vincitori gli oltre quattromila di un PalaFlorio invaso da una festante marea blu, mai doma, termometro dell’effettivo clima rovente che si respira in Puglia attorno alla pallacanestro. Brividi sulle note di Mameli mentre durante l’inno israeliano faceva capolino una bandiera palestinese, eco di quello che è successo prima della partita all’esterno dell’impianto.

L’urlo “Italia, Italia” salutava l’ingresso sul parquet dei quintetti mentre il minuto di silenzio salutava i due militari italiani uccisi ad Herat. Privo dello squalificato Mancinelli e degli infortunato Giachetti e Cusin (sostituito da Ress), coach Simone Pianigiani lanciava nello starting five Maestranzi, Carraretto, Belinelli, Bargnani e Gigli. Avvio spumeggiante, Belinelli e Bargnani mettevano le ali per volare da un ferro all’altro (4-3), vantaggio ritoccato due volte da Maestranzi e sul secondo affondo di Belinelli coach Shivek richiamava i suoi : time-out sul + 8 Italia dopo tre minuti di gioco. Si viaggiava sull’asse a stelle e strisce con i ragazzi d’oltreoceano a cercarsi sempre, proprio il ragazzone dei Toronto inchiodava il massimo vantaggio, +10 (15-5 al 5’).

Durava poco l’exploit tricolore, gli extra possessi e la lotta sotto le plance non impedivano a David Bluthenthal di ergersi a mattatore della seconda frazione. In due minuti il break di 0-7 era servito (15-14 al 7’), girandola di cambi e quintetto rivoluzionato, rivoluzione solo numerica poiché la tabellata di Halperin permetteva agli avversari di chiudere in vantaggio i primi dieci minuti (19-20).

Basterebbe un numero per spiegare l’andamento del secondo periodo ed è il 77. Questa la percentuale al tiro da tre dei visitors, capaci di infilare sei bombe e sbagliarne soltanto una, non capita tutti i giorni. Halperin innalzava sul perimetro e proprio in questo quarto un muro, distanza di sicurezza che sarebbe rimasta invalicabile sino al gong finale. Sua la tripla del +6 (21-27) mentre la difesa a zona ospite non solo mandava in tilt l’attacco italico ma ne abbassava vertiginosamente le percentuali. Con due punti in 4’ l’emorragia diventava allarmante, di contro Naimy bruciava la retina che era una meraviglia (21-36, massimo vantaggio al 15’). Aradori suonava la sveglia, la Nazionale aumentava l’intensità di una difesa bucata tuttavia da Pnini (28-42). Polveri bagnate, cervello e gambe imballate : il canestro quasi allo scadere di Gigli limitava i danni (33-45 al 20’).

Dopo l’intervallo lungo un’altra tegola picchiava il grugno italiano ed era il terzo fallo di Belinelli che unito al fallo antisportivo ravvisato a Gigli riportava sopra di 14 i “visitors”, in un amen. Stessa velocità per i padroni di casa nel piazzare un contro- break (46-57) annullato da un antisportivo molto generoso fischiato a Mordente. Le proteste di Casspi venivano punite con un fallo tecnico, un canestro impossibile del “Mago” Bargnani e la realizzazione di Gigi Datome riapriva improvvisamente il match: al 28’ l’Italbasket aveva soltanto 5 punti di ritardo. La seconda illusione era cancellata dai soliti due minuti di black-out totale. Sette punti concessi così, facile facile e partita andata (55-67 al 30’). In teoria nel gioco della palla a spicchi sarebbe tutto ancora aperto ma nella pratica gli Azzurri avevano la spia di riserva accesa e nell’ultimo giro di lancette le uniche emozioni erano le spaventose escursioni aeree dei migliori realizzatori (Bargnani e Belinelli).

A nulla servivano le ripetute triple di Luca Vitali per il -8, Halperin continuava il suo show personale dalla lunga distanza, Casspi correggeva un tiro schiacciando così anche le residue speranze nostrane.

Assenze importanti, emozione dell’esordio, sfortuna. Nulla è precluso a questi ragazzi che possono e devono migliorare a partire dal prossimo incontro che li vedrà opposti alla Lettonia. Servirà una scossa per non vedere poi la Lituania soltanto in cartolina.

Foto: www.fip.it

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Commenti

  • foco (utente non verificato)

    E’un momentaccio per tutte le nostre squadre nazionali! Troppi stranieri SUPERPAGATI, vivai inesistenti, ed ecco i risultati. Il Corato basket è sulla strada giusta che alla lunga pagherà.