Parco dell’Alta Murgia, arriva lo strumento pianificatorio
Il dibattito su Corato dentro o fuori dal Parco dell’Alta Murgia è sempre vivo. Diversi gli incontri realizzati sul tema negli ultimi mesi ma, sinora, nessuna inversione di tendenza: la nostra città, insieme ad altri dodici comuni, continua a veder ricadere una porzione del proprio territorio all’interno dell’area protetta.
Per questo motivo interessa molto anche a Corato l’introduzione di nuove regole nella gestione del parco nazionale.
Presto, infatti, tutto ciò che riguarda la vita dell’area protetta sarà disciplinato dallo strumento pianificatorio dell’ente parco dell’Alta Murgia. Il Consiglio direttivo ha infatti approvato le proposte di piano per il parco e di regolamento del parco. Ora l’approvazione definitiva spetta a Regione e ministero dell’Ambiente.
Questo nuovo strumento disciplinerà installazioni per la produzione di energia, accordi di programma per la permuta di aree, riqualificazione con criteri costruttivi e materiali idonei al rispetto e alla tutela del paesaggio, armonizzazione tra le attività tipiche e l’ecosistema.
Nel dettaglio, il piano presentato dal consiglio direttivo introduce una nuova classificazione dei territori in quattro zone, A (la più tutelata), B, C e D a regime decrescente di tutela. Gli ambienti maggiormente interessati sono quelli che l’Unione europea considera “prioritari” perché caratterizzati, nel territorio murgiano, da pseudosteppa e pascolo arborato ed arboreo collegati a superfici ad uso agricolo, tanto da costituire un mosaico paesaggistico e ambientale.
Nella zona a maggiore tutela (A), ampia circa 5mila ettari (sui 67mila complessivi) ci sono gli ambienti più sensibili e delicati ed è consentita la manutenzione ordinaria di sentieri e itinerari esistenti o previsti dal piano e il pascolo. È vietata la costruzione di nuovi immobili.
Nella zona B (estesa 24.642 ettari) è invece consentita l’agricoltura e la realizzazione di infrastrutture strettamente necessarie alle stesse. Anche in questa zona non si può costruire.
La zona C è estesa 36.871 ettari, ed è destinata a agricoltura integrata, zootecnica, raccolta prodotti naturali e artigianato. Qui è consentita la costruzione di nuovi insediamenti edilizi a carattere esclusivamente agricolo, nonché adibiti a servizi per la fruizione del parco.
L’utlima zona, la D, è estesa 742 ettari e fa da cuscinetto tra le zone di maggior pregio e quelle dove comincia ad avvertirsi una più evidente pressione da parte dell’azione dell’uomo. Qui sarà più marcata l’attività di promozione del turismo anche attraverso la visita dei centri storici e rurali e di siti di grande richiamo come quello del Castel del Monte.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti