Piero Ricca: per il web, contro la dittatura culturale
«Mi piacerebbe non far notizia, perché quello della No-Audience sarebbe un dato positivo».
Così, lo scorso venerdì sera, Piero Ricca, giornalista freelance noto per le sue dirette critiche ad esponenti politici, economici e del giornalismo italiano, ha esordito presentandosi al pubblico invitato da Arci La Locomotiva e Presidio del libro di Corato, al caffè Modì in Piazza di Vagno.
«La funzione tipica del cittadino – ha poi continuato Ricca – è quella di rompere gli schemi, di lottare perché si ottenga ciò di cui necessita la democrazia, altrimenti si corre il rischio di trasformarla in un guscio vuoto come in questi tempi sta accadendo in Italia.
Oggi è tangibile e preoccupante l’assenza di partecipazione da parte dei cittadini e se, al giorno d’oggi, chi governa pretende impunità la responsabilità è solo nostra. Ciascuno di noi, invece dovrebbe assumersi la responsabilità del cambiamento, un cambiamento per la realtà odierna, fatta di menzogne, di oligarchia e di poteri eversivi, tutto sottolineato dalla mancanza di scandalo e di preoccupazione».
Dalla premessa al quanto allarmistica per la reale situazione del nostro Paese, Ricca è passato ad analizzare la situazione governativa, una situazione di “dittatura culturale” in cui il web diviene l’unico mezzo libero da dover usare con consapevolezza per abbattere l’indifferenza che caratterizza larghe fasce della popolazione italiana.
«Oggi l’Italia ci ripugna, il metodo della cultura mafiosa oramai è diventato metodo di governo, questo mi nausea e sento l’esigenza, che dovrebbe esser comune, di non essere indifferente e, per tal motivo, ho scelto la formula dello scontro diretto. Io parlo, esprimo le mie idee di fronte a chi va contestato, sono parole violente che vanno urlate, e per questo subisco ostilità di vario tipo», continua Ricca.
È preoccupante la situazione italiana: non abbiamo bisogno di riforme costituzionali, di novità, l’unica riforma che al giorno d’oggi è necessaria è il rispetto della costituzione stessa. Per anni ho parlato di legalità ma oggi con questo termine si indicano leggi come il lodo Alfano o la Legge Ghedini che sanno solo di leggi per risolvere interessi personali, oggi abbiamo bisogno di una legalità costituzionale».
L’incontro è proseguito con l’illustrazione di quella che Ricca ritiene la moderna dittatura, «una dittatura che, al contrario di quella novecentesca, non ha bisogno della soppressione delle elezioni, della mancata libertà di stampa, una dittatura che si sta realizzando con l’accentramento del potere presidenziale, con la vanificazione del parlamento, con il silenzio e la rassegnazione dei cittadini, con l’affermazione di un Partito azienda che attua leggi senza prima dibatterle, che si serve del potere mediatico di oppressione delle coscienze».
Ricca ha poi sottolineato la mancanza di un’opposizione politica vera, un’opposizione fatta di un programma reale e degno di nota ed ha commentato il suo lavoro mostrando un suo video di opposizione verso Feltri e, con lui, verso chi, al giorno d’oggi, vuole monopolizzare anche l’informazione. Il video è visibile cliccando qui.
Commenti
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ancora con sta politica di piazza? Insomma se vuole fare comizi da baraccone lo vada a fare sulla murgia spietrata e non in città dove la gente deve fare una passeggiata ed invce deve trovarsi dinanzi ad un comizio pseudobolscevico! Bastaaaaaaaaaaaaa gli state dando troppo spazio, parliamo do problemi piu seri della città… governare è piu dfficile di sbraitare!i Mi meraviglio che le autorità permettano ciò senza un permesso.
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vanessa ma che dici? innanzitutto era in un caffè e nn c’era bisogno di nessun permesso da parte di chicchessia. nr.2 nn era un comizio dato che lui nn appartiene a nessun partito politico. nr3 speriamo che la murgia nn venga spietrata, dato che le pietre son parte integrante di essa. nr.4 lui fa incontri in tutta italia e nn parla quindi di cose che riguardano la singola città ma di problemi che dovrebbero riguardare tutti gli italiani.
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magari se fossi andata ad ascoltare quello che diceva, forse conoscevi qualche retroscena in più.
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vanessa di al sindaco e compari di invitare qualche personaggio del grande fratello….magari della pupa e il secchione….tanto a noi che l’Italia va a puttane ( nel vero senso della parola) che c…..me frega tanto ho papà e mamma che mi vestono e fanno la spesa…
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W gli spiriti liberi! Grande Piero, il mitico “Fatti processare “Buffone”!!!
Uno dei pochissimi giornalisti che scrive e dice quello che è(carte alla mano!). Vai avanti così avrai sempre il mio sostegno !!







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