Granoro, è il momento di volare

Domenico Piccione
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Un addestramento durato circa otto mesi, tante esercitazioni, tra cadute, successi e ricadute. Adesso la Granoro è pronta al decollo, meno di trenta giorni la separano dal grande giorno e le prove tecniche a disposizione sono maledettamente poche.

O troppe? Dipende dai punti di vista, una cosa è certa : è giunto il momento di spingere avanti la cloche, aumentare la velocità, dare motore e prendere quota. La fase del rullaggio è cominciata , l’adrenalina sale, incontrollabile.

Se la regular season era stata “avaruccia” di emozioni per i colori neroverdi, fase ad orologio e play-off stanno ripagando. Con gli interessi. Infinite palpitazioni nella settimana appena trascorsa, delusione, rabbia, sconforto alla notizia della squalifica del campo coratino contrapposte all’euforia del Martedì pomeriggio.

«Siamo passati – dichiara il direttore sportivo Corradino Samarelli – da grandissima felicità per il 2-0 con Potenza a sconforto, delusione e rabbia e poi nuovamente una gioia ancora più forte, quella che giustizia è stata fatta, senza aver penato non poco nell’attesa. Tre giornate sarebbero state pesantissime alla luce anche dei fatti accaduti ma sono certo che anche lontano da Corato il nostro pubblico non avrebbe fatto mancare il suo calore. Sicuramente l’annullamento ha compattato ancora di più il nostro ambiente».

Giorni di sofferenza che lasceranno qualcosa di positivo.

«Questo – continua il diesse coratino – deve essere da insegnamento per tutto il pubblico coratino, per coloro che ci seguono ovunque e per quelli delli della Domenica in casa. Grandissimo supporto e incitamento per la squadra ma nei limiti, perché alla fine molto dipende dai protagonisti del parquet, a noi società il nostro compito senza del quale tutto questo non esisterebbe, al pubblico quello altrettanto importante di credere e incitare i propri beniamini.

Alla fine noi rappresentiamo la Città di Corato e dobbiamo remare tutti insieme. I ragazzi del tifo organizzato credo abbiano capito sulla loro pelle, loro possono dare una carica in più e poichè hanno a cuore le nostre sorti sono certo che saranno da esempio per tutti e possono dimostrarlo da Domenica per sempre. In fondo le cose cosiddette negative che possono accadere durante una stagione sono lo strumento per far crescere una società, il proprio pubblico e tutto il proprio movimento cestistico».

Come vive la vigilia della semifinale? Probabilmente come ogni tifoso.

«Io la vivo con la solita ansia di “ogni maledetta domenica”, come il titolo di un famoso film. Ho grande fiducia perché quando società, squadra compreso lo staff e pubblico sono sereni di quello che hanno fatto e di quello che possono dare, le premesse sono positive. Poi – chiude Samarelli – c’è un avversario con cui giocare, purtroppo molte volte si dimentica i meriti di chi vai ad affrontare. Chi dimostrerà di meritare, andrà avanti».

Tutto vero, quindi, si giocherà al PalaLosito. Con buona pace dei pattisani, allettati dalla possibilità di evitare il parquet più caldo del girone, infervorato da una curva “assolta” e che vuole trarre insegnamento dall’ultima vicenda, come ci spiega Domenico Lops, esponente degli “Inafferrabili Coratini”.

«Siamo molto soddisfatti dell’esito del ricorso in quanto ha evidenziato l’estraneità ai fatti di noi Ultras. Vorremmo “dedicare” questa vittoria a chi non solo non ha creduto ma ci ha apostrofati con termini inappropriati come vandali, delinquenti e quant’altro. Ringraziamo, invece, chi ci ha sostenuto e difeso la Nostra causa, il presidente Cenzio Samarelli su tutti. Da questa vicenda,tuttavia, cercheremo di trarre il massimo per crescere e non cadere più nelle provocazioni altrui. Cogliamo l’occasione per invitare tutta la città a stringersi intorno alla squadra, innanzitutto rendendo Domenica il PalaLosito una bolgia e aiutarci poi nell’organizzazione di un pullman per sostenere la squadra nell’insidiosa trasferta di Patti».

Visibile la soddisfazione della squadra all’indomani del ricorso vinto dalla società che si è mossa con diligenza e velocità.

«Poter disputare la partita a Corato – dice sicuro coach Roberto Mangione, assistente di Massimo Meneguzzo – è sintomo dello sforzo fatto dalla società per poter mettere la squadra nelle condizioni migliori per affrontare la serie. I ragazzi si sono allenati tutti con il massimo impegno, consci di poter migliorare la storia di questa società e continuare per poter andare in fondo.”

Per la terza volta (dopo stagione regolare e fase ad orologio) le due formazioni si incrociano e hanno poche, oramai, poche carte da nascondere.

«Ormai ci conosciamo alla perfezione. Vincerà chi farà più attenzione ai particolari, ai dettagli. Loro sono un ottimo collettivo, temo la loro aggressività e la loro voglia di riscatto dopo lo stop interno nella fase ad orologio. Credo che a livello tattico cambierà poco. Forse coach Sidoti proverà con maggiore frequenza la difesa a zona. Se si vuole andare avanti – conclude Mangione – non bisogna aver paura di niente e nessuno : ci stiamo preparando come meglio non si potrebbe».

Infermeria vuota in casa Granoro Corato : per un problema al piede, Nello Lorenzetti ha terminato anzitempo la sessione d’allenamento del Giovedì ma dovrebbe essere regolarmente in campo Domenica.

Il popolo nero verde è sulla pista, la corsa non è finita, anzi. Un brevetto conquistato con tanto sudore, ma del resto si sa, “vola solo chi osa farlo”.

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