Vinitaly, buon bilancio per i nostri vini
Si era partiti con numeri importanti (140 aziende, 1.500 etichette da tutta la regione), si chiude con la sensazione che la 44esima edizione di Vinitaly – il Salone Internazionale del vino e dei distillati che ieri ha chiuso i battenti a Verona – abbia definitivamente consacrato la Puglia nel gotha delle vitivinicoltura italiana.
Tra i tanti ottimi vini pugliesi, non hanno fatto eccezione quelli coratini, premiati tra i circa quattromila presentati da oltre mille aziende.
Sei i riconoscimenti – tutte Gran Menzioni – attribuiti ad altrettante etichette nostrane.
Una Gran Menzione è stata assegnata al Castel del Monte Doc nero di Troia “Piano Mangieri” 2008 dell’azienda Terranostra, mentre ben cinque sono quelle ricevute da Torrevento: Castel del Monte rosso riserva “Vigna Pedale” 2006, Primitivo di Manduria doc “Ghenos” 2007, Castel del Monte doc Rosato “Primaronda” 2009, Puglia Igt Falanghina “Matervitae” 2009 e Puglia Igt fiano “Matervitae” 2009.
Da annoverare fra i riconoscimenti alla nostra città anche altre due Gran Menzioni ottenute dall’enologo coratino Luigi Cantatore, con vini del nostro territorio: il Murgia Igt Rosso “Vignuolo” 2008 della Cantina Vignuolo di Andria ed il Rosso Barletta Doc “Priamis” 2007 della Cantina Sociale di Barletta.
«Il Vinitaly 2010 ha registrato per la Puglia numeri record – conferma con soddisfazione l’assessore alle Risorse Agroalimentare della Regione Puglia Dario Stefàno – rappresentando un punto di svolta nel processo di crescita intrapreso ormai da tempo.
Abbiamo, infatti, ottenuto grandi successi sotto diversi aspetti: la comunicazione, ad esempio, ha visto oltre 80 giornalisti ospiti del nostro padiglione, con una serie davvero ragguardevole di servizi e articoli; il business, con oltre 100 buyers che hanno visitato gli stand dei nostri produttori, ma anche la parte convegnistica, con momenti di altissimo profilo come quello dedicato all’ambiente o l’appuntamento che ha visto protagonista l’enoturismo. Insomma, per noi è stato davvero l’anno del boom».
Gli stessi produttori, spesso in passato critici, riconoscono l’impegno e il lavoro svolto dall’Assessorato e da Unioncamere Puglia, come pure dall’AIS, dal Movimento Turismo del Vino, da Onav e Slow Food, coinvolte in prima linea nell’operazione. Una sinergia che ha prodotto i suoi frutti, convincendo anche i visitatori a definire il padiglione della Puglia come il più bello e accogliente dell’intera kermesse veronese.
Basti pensare al ristorante pugliese, ottimamente gestito dallo Slow Food regionale, che è diventato il punto di riferimento principale per i difficili palati dei giornalisti di settore. E a proposito di giornalisti è ormai diventato un modello preso a riferimento il “Taste & Press” , riuscitissima formula di incontri tra produttori e i più noti giornalisti dell’ambito enogastronomico: in questa edizione sono state 20 le importanti firme che hanno incontrato ben 140 vignaioli presenti nel padiglione, per quattro giorni di comunicazione ai massimi livelli.
«Crediamo di aver fatto davvero il meglio possibile – conclude l’assessore Stefàno – e i risultati lo confermano. Abbiamo raccontato a tutti, stampa, buyers, addetti ai lavori e semplici curiosi, la nostra storia. Una storia fatta di qualità, di tradizione, di accoglienza, di eccellenze e di passione.
Una storia che ci rende unici, come unici sono i nostri vini. Una storia a cui in questi giorni abbiamo aggiunto un capitolo importante, nella consapevolezza che dovremo essere bravi nello scrivere i prossimi con altrettanta attenzione».
Commenti
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non potrebbero aprire un punto vendita collettivo di queste nostre aziende, nel centro storico ,visto che si sta’ “desertificando”
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le marche premiate, potrebbero consorziarsi e aprire una enoteca nel centro storico di Corato. e’ un’idea







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