Dopo il ricovero in ospedale, cade dalle scale e muore. La Procura dispone l’autopsia

La Redazione

Sequestrata anche la cartella clinica dell’anziana donna, morta giovedì scorso a Corato

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Ci sono diversi aspetti da chiarire nella morte di un’anziana signora di 83 anni avvenuta giovedì pomeriggio a Corato.

A volerci vedere chiaro è la Procura della Repubblica di Trani che sul corpo della donna ha disposto l’autopsia, oltre al sequestro della cartella clinica presso l’ospedale "Umberto I" di Corato.

La donna è morta sul colpo giovedì pomeriggio dopo una violenta caduta dalla ripide scale della sua abitazione di via Labriola, nei pressi di via Aldo Moro.

I sanitari del 118
, intervenuti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare la sua morte.

Ciò che non è ancora chiaro è se la morte dell’anziana donna sia sopravvenuta esclusivamente per le conseguenza della caduta o, piuttosto, se la caduta stessa sia stata provocata da un forte malore allo stomaco accusato un attimo prima, proprio mentre stava uscendo di casa.

Qualche giorno prima, infatti, la donna avrebbe accusato lo stesso dolore, tanto da essere costretta al ricovero presso l’ospedale coratino per effettuare alcuni accertamenti.

Eseguiti gli esami clinici, il giorno prima della sua morte l’anziana avrebbe poi firmato le dimissioni ed avrebbe lasciato l’ospedale.

Per capire, quindi, la esatte cause della morte, il pm di turno della Procura della Repubblica di Trani, Michele Ruggiero, ha disposto l’autopsia, che verrà eseguita presso l’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, mentre gli agenti del Commissariato di Corato, su disposizione dell’autorità giudiziaria, hanno sequestrato la cartella clinica della donna.

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Commenti

  • jamesdiabolik (utente non verificato)

    quando firmano,il piu’ delle volte gli anziani,non sanno che si tratta delle dimissioni volontarie. E’ capitato anche a me .

  • romanticamentelui (utente non verificato)

    NON CREDO SIA ASSOLUTAMENTE UN CASO DI MALASANITA’, NE TANTOMENO MI CHIEDO PERCHE’ I PARENTI HANNO DENUNCIATO ALLA PROCURA! ESAGERIAMO?