Grano contaminato, il Comune di Spinazzola parte civile nel processo
Il Comune di Spinazzola si costituisce parte civile nel processo sul grano all’ocratossina che vede imputato anche l’imprenditore coratino Francesco Casillo, amministratore dell’omonimo molino leader mondiale del settore cerealicolo.
«La condotta delittuosa che ha trovato propagazione dal territorio di Corato – si legge nella delibera comunale – è stata tale da ledere il fondamentale diritto alla salute nonché alla integrità psico-fisica della collettività spinazzolese.
Va, rimarcato che, ai sensi dello Statuto Comunale, il Comune di Spinazzola è "un ente locale autonomo, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo ispirandosi ai valori ed agli obiettivi della Costituzione Italiana e dell’Unione Europea"».
Il processo, iniziato lo scorso 4 febbraio dopo il rinvio a giudizio del pm Antonio Savasta, riprenderà il 15 aprile con una nuova composizione del collegio giudicante.
L’accusa per Casillo è quella di aver importato dal Canada grano contaminato da ocratossina, che poi sarebbe stato miscelato con altro grano duro ed immesso nella catena alimentare.
Insieme a Francesco Casillo è imputato anche il gravinese Alessio Di Maggio, direttore tecnico della "Samer", con l’accusa di favoreggiamento, falso materiale e falso ideologico.
Le indagini dell’inchiesta partirono nel settembre del 2005, quando nel porto di Bari attraccò la nave Loch Alyn con il suo carico di quasi 60mila tonnellate di grano proveniente dal Canada ed in gran parte destinato al Molino Casillo.
Le analisi effettuate sul grano, i cui esiti furono resi noti solo nel dicembre dello stesso anno, evidenziarono la presenza di ocratossina, una tossina nociva per la salute.
Il 10 gennaio la svolta con l’arresto di Francesco Casillo, rimesso in libertà tre settimane dopo.
Il carico di grano della Loch Alyn fu poi dissequestrato ed immesso nella catena alimentare.
Commenti
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e tutto fini’ a taralucci & vino………….amen!
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“errare è umano ma perseverare è diabolico” ancora questa notizia sull’ocratossina dopo le analisi fatte e tutte le certificazioni e i chiarimenti su questa “muffa” si getta ancora fango sulla nostra Azienda Coratina ……..e il Comune di Spinazzola si costituisce parte civile siamo veramente alle comiche!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Non é bello commentare i commenti ma tecno 3000 mi fa pensare che Casillo é un martire, povero uomo. Il Comune di Spinazzola fa certamente il suo DOVERE.
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Francesco è una brava persona. Non credete ai giornali. Non sono un suo dipendente, chiariamo. Dico solo che la magistratura talvolta eccede….
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non ho capito. arrestarono casillo x il grano contaminato e poi,quest’ultimo, venne dissequestrato; non distrutto. ma,secondo chi ha dissequestrato il grano,che fine avrebbe fatto? era nocivo o no? bohhh!!! io non ci capisco niente, e voi?
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Siete degli ingrati! Il Comune di Corato dovrebbe essere riconoscente alla ditta Casillo i cui titolari hanno garantito che la farina prodotta dalla partita di grano, presumibilmente contaminato da ocratossina, non fu messa in vendita negli esercizi commerciali di Corato. Quindi i Coratini non hanno sujbito alcun danno.
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Hanno scoperto l’ocratossina? Esiste (OTA) tanto nel vino, quanto nei succhi d’uva, oltre che in cereali, birra, caffè e cacao. Ovviamente nei limiti di legge.
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Tutta la vicenda a mio pare nasce da un macroscopico errore nel prelievo dei campioni sulla nave fatto dove il grano era a diretto contatto delle pareti e poi dai “bollenti spiriti” di giovani e rampanti Sostituti Procuratori desiderosi di visibilità e di gloria ….Peccato per Corato per i Casillo ma la giustizia giudicante saprà medicare queste ferite …speriamo







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