Basket femminile, l’Olimpia cede in casa contro il Lecce

© CoratoLive.it
Il Corato soccombe in casa nella gara decisiva contro il Lecce per l’accesso in finale e, prima della cronaca della partita, affida ad una nota ufficiale la propria cocente delusione.
«Ingiustizia è fatta! Un campionato organizzato male e gestito peggio si sta concludendo come si sperava non succedesse. Una prima fase con sei squadre che giocavano “immaginando” di essere in sette per la rinuncia all’ultimo momento del Bernalda, una squadra a settimana che riposava per effetto del numero dispari delle iscritte ed una che riposava perché avrebbe dovuto incontrare il Bernalda.
Una seconda fase ad orologio in cui venivano cancellati i punti conquistati nella prima fase per cui sono stati avvantaggiati le sqaudre che hanno giocato la prima fase con sufficienza e mediocrità (il Lecce arrivata a Corato con sei sconfitte su tredici incontri disputati), si sono rinforzati per disputare solo un mese di campionato decisivo per la classifica finale ed ecco delinearsi il macabro finale, irridendo il lavoro di un anno svolto da società come l’Olimpia Corato ed altre che avevano posto invece, in epoca non sospetta, l’attenzione sulla incoerenza di tale seconda fase penalizzante per chi invece aveva onorato al meglio tutto il campionato.
La storia della gara con Lecce ha inizio durante l’ultima gara della fase regolare disputata a Lecce. Il Corato vinse di due punti una gara diventata incandescente per il clima venutosi a creare verso i malcapitati arbitri dell’incontro successivamente all’espulsione dell’allenatore del Lecce, e a farne le spese furono le ragazze coratine (Sivilli giocò solo un tempo e mezzo perché carica di falli da subito e l’Olimpia terminò la gara con Basile, De Feo e De Gennaro fuori per falli per tutto il quarto tempo!). Nonostante ciò, i leccesi si sentivano penalizzati dall’arbitraggio!»
Ed eccoci alla gara di sabato, divenuta decisiva per l’accesso alla finale regionale, nonostante il fatto che Corato non avesse mai perso mentre Lecce aveva sei sconfitte. Il Corato si presentava ancora senza Montaruli, De Leo e Rinaldi e doveva rinunciare all’ultimo momento anche all’aggressività di Grazia De Gennaro, mentre Lecce si presentava al completo con l’arrivo di Elena Russo dal Cras Taranto di A1.
Il palazzetto di Corato era gremito da tutti i ragazzi del mini basket Olimpia accompagnati dai genitori e colorato con tanti palloncini verdi per aiutare le ragazze in quest’ultimo sforzo per accedere alla finale da prime classificate.
«Ad arbitrare – sottolinea sempre la società coratina – chissà perchè, per la prima volta in questo campionato, due fischietti di fuori provincia, Baselice di Lucera e Di Pietro di Foggia, che pensano bene di usare un metro di arbitraggio fiscalissimo, tanto da richiamare ufficialmente il coach coratino dopo appena due minuti colpevole di non aver condiviso una decisione e senza parlare, alzava le braccia, salvo poi tralasciare le richieste coratine, di non permettere al coach leccese (a cui sembra concesso di tutto!), diciamo di “parlare” con le ragazze avversarie. Inoltre il metro di arbitraggio sanziona piccoli contatti a centrocampo che non danno nessun vantaggio alla difesa, mentre poi consente una difesa ruvida sulle conclusioni a canestro che invece danno tanto vantaggio alla difesa».
La gara è tirata, ma le leccesi si vede subito che hanno preparato questa gara come la gara dell’anno, sembrano più sicure delle nervose ragazze di casa, intimorite dalla paura di perdere una gara che non si può perdere per non vanificare tutto il lavoro di una stagione.
Il gioco d’attacco del Lecce è più corale e trova soluzioni migliori quando la difesa di Corato molla un po’ per cui il vantaggio leccese cresce. L’Olimpia invece forza le conclusioni dalla distanza, con basse percentuali, consentendo facili contropiede alle salentine e facendo crescere la tensione tra le proprie fila. Il gioco d’attacco per tutto l’incontro è stato stranamente poco corale, alcune giocatrici coratine vogliono risolvere da sole la gara e la difesa, punto di forza del Corato per tutto l’anno, cala di intensità nei decisivi secondo e terzo quarto.
Il quarto tempo parte sul 45 a 54 per Lecce. Mazzilli chiede maggiore pressione alla difesa coratina che si allunga a tutto campo e crea qualche problema alle salentine, ma negli ultimi tre minuti di gioco, a fronte di tanti palloni recuperati, Corato fa due su dieci dalla lunetta, mentre Lecce ha una percentuale migliore e sbanca il Palalosito.
«Onore al merito del Lecce visto oggi a Corato – è il commento finale della società – ma il campionato è stato comunque falsato, per cui una eventuale vittoria delle leccesi sabato nello spareggio di Brindisi, contro l’altra squadra in corsa per la finale contro Corato, porterebbe Lecce in finale con la bella in casa contro Corato pur avendo perso due delle tre gare disputate tra le due squadre, costringendo a dover andare a vincere a Lecce per continuare a rincorrere la B1.
Una eventuale vittoria del Brindisi invece, qualificherebbe l’RBM-Interservice Puglia Corato al primo posto e Brindisi al secondo. Adesso non bisogna abbassare la guardia, andare a vincere a San Pietro Vernotico è d’obbligo per accedere alla finale e aspettare il risultato di Brindisi-Lecce per definire la griglia della finale regionale.
E’ stato bellissimo vedere a Corato tanta gente assistere ad una gara femminile, cosa insolita anche per campionati di categoria superiore, merito dell’intero staff societario dell’Olimpia e delle ragazze che finora hanno fatto un campionato comunque da incorniciare».
Il prossimo match dell’RBM-Interservice Puglia Olimpia Corato si terrà sabato 27 marzo 2010 alle 17,00, al Palasport di San Pietro Vernotico.
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