Mons. Pichierri: «dare indicazioni pastorali non é ingerenza»
Succede anche che CoratoLive.it venga citata – meglio, maltrattata – nelle omelie domenicali, solo per aver ripreso, nelle scorse settimane, alcune interviste rilasciate al sito cattolico www.pontifex.roma.it, in cui l’Arcivescovo di Trani-Bisceglie-Corato Mons. Giovan Battista Pichierri, ha espresso pareri personali su vicende politiche nazionali e regionali, elezioni incluse.
Tanto che, qualche giorno fa, in occasione diella presentazione ufficiale dei candidati della Bat, il candidato presidente di centrodestra Rocco Palese, ha chiaramente ringraziato il prelato per il suo pubblico sostegno.
Un atteggiamento, questo, che ha riservato più d’una critica a Mons. Pichierri. Critiche che lo stesso Arcivescovo, sempre attraverso le pagine di Pontifex, ha rispedito al mittente in una intervista rilasciata ieri.
«Sa, – ha detto Pichierri a Pontifex rivolgendosi al giornalista che lo ha intervistato – dopo una intervista rilasciata a lei, qualche bello spirito mi ha accusato di fare invasione di campo nella politica. Ma dare indicazioni pastorali non é ingerenza, e noi Vescovi abbiamo il diritto e il dovere di parlare chiaro».
Quando il giornalista di Pontifex gli fa notare che «nel tritacarne delle intercettazioni telefoniche pubblicate ci é finita anche la Chiesa con la storia del corista nigeriano e poi di tal don Bancomat», l’Arcivescovo ha risposto che «la Chiesa é fatta di uomini e come tali, anche peccatori.
Ma pochi hanno la onestà intellettuale di affermare che sono molti di più i preti onesti, seri, che svolgono il loro lavoro. Si tende a fare di tutta l’erba un fascio. Oggi le forze del male si scatenano contro la Chiesa e sa il motivo? Perché la temono, hanno paura della solidità etica e dottrinale di questa istituzione che ha retto oltre duemila anni, tra tante persecuzioni e fasi delicate.
Mi limito a dire che queste forze del male non prevaranno mai. Vige il principio, calunnia, calunnia, qualche cosa resterà. Ma si tratta di fango isolato. La Chiesa va avanti e non ha paura di queste miserie».
«Ma i fatti ci sono», ha osservato il giornalista.
«Non lo metto in dubbio. Le ribadisco, anche tra di noi esistono i peccatori. Lo ha detto varie volte il Papa. Però questo non implica una generalizzazione della Chiesa. I disonesti o i poco trasparenti esistono in ogni famiglia. La Chiesa, torno a dirlo, fa paura alle forze del male».
Poi un riferimento alle liste Pdl escluse in Lombardia e Lazio: «la legge va rispettata e se ci sono dei termini questi a qualcosa servono. Per altro verso si pone un principio di giustizia sostanziale nei confronti dei cittadini che avrebbero voluto votare questi partiti. Meglio rimettersi nelle mani delle autorità competenti».
Infine, il tema elettorale. La domanda del giornalista è «i cittadini cattolici per chi devono votare?».
«Se io dicessi il nome di un partito farei invasione di campo e mai cadrò in questa trappola – ha risposto il nostro Arcivescovo – ma il candidato deve essere onesto, rispettoso della legge, competente e soprattutto coerente nel suo iter personale e politico con i principi non negoziabili della dottrina cattolica: non deve mai aver appoggiato leggi su aborto, contraccezione, coppie di fatto e legislazioni omosessuali, quello che sempre ha detto il Magistero della Chiesa».
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