Regionali, presentato Ungari (Prc): «vogliamo creare un unico blocco a sinistra»
«La nostra campagna elettorale costerà 300 euro. Sarà organizzata porta a porta e stando a contatto con la gente. A fronte di campagne elettorali costosissime, intendiamo essere l’eccezione», ha dichi
Si è presentato alla stampa e alla cittadinanza, nella serata di ieri, Filippo Ungari, candidato espresso dalla sezione locale di Rifondazione Comunista per le prossime elezioni regionali.
La candidatura di Ungari, oltre a ricevere il sostegno dell’intero partito, ha ricevuto il sostegno dei Giovani Comunisti.
Michele Pellegrino, portavoce del gruppo ha infatti spiegato: «La candidatura di Filippo è intesa come un ripartire, un ricominciare a fare politica dal basso».
Quella di Ungari si presenta come una campagna elettorale molto sobria, senza “sprechi” e caratterizzata dal contatto con le persone nelle piazze e nelle case.
«La nostra campagna elettorale costerà 300 euro. Sarà organizzata porta a porta e stando a contatto con la gente. A fronte di campagne elettorali costosissime, intendiamo essere l’eccezione», ha dichiarato Ungari.
«In questo momento si decidono le sorti del nostro partito e della Sinistra intera. Dobbiamo creare un blocco di sinistra, perchè c’è bisogno di sinistra; continueremo ad abbracciare quel bagaglio di lotte che ci hanno visti protagonisti nella politica italiana.
Di fronte allo scempio di gente che urla e protesta per il lavoro e la dignità non possiamo rimanere inerti: dobbiamo raggiungere e superare la soglia dello sbarramento al 4%» ha poi riferito Ungari nel suo discorso di presentazione, aprendo una riflessione proprio sul significato dello sbarramento.
«Hanno fatto in modo che le nostre forze tacessero. Ci hanno sbarrato la strada. Ma i comunisti ci sono ancora, bisogna andarli a riprendere perchè siamo l’unica forza che oggi può parlare ad operai e disoccupati e a chi a stento mantiene il posto di lavoro, perchè siamo sempre stati dalla parte di chi ha lavorato».
Ed infine una riflessione sulla candidatura: «so a cosa vado incontro (riferendosi alla bassa probabilità di elezione, ndr) ma questo non mi spaventa, perchè nessuno ci può contestare nulla.
Ribadiamo – conclude Ungari – il nostro “No” alla privatizzazione dell’acqua e al nucleare»
Commenti
-
caro filippo ormai si è perso il treno i lavoratori non credono più a nulla se non al denaro e chi lo gestisce…………mortificante ma vero…………..







Tre mezzi in fiamme nella notte in via Bovio, incendiati anche due cassonetti