Sfruttamento alla prostituzione: due rumeni arrestati e condannati, ma il processo è da rifare

La Redazione
2 2 commenti

Furono arrestati nel giugno del 2005 con l’accusa di sequestro di persona, induzione e sfruttamento alla prostituzione.

Oggi, trascorsi cinque anni in cui sono stati attraversati tutti i e tre i gradi di giudizio previsti dalla legge, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d’appello ed ha stabilito che il processo è da rifare.

La vicenda fece molto scalpore perchè Cristian Ispas Zaoaria e Monalissa Ionescu, due giovani rumeni all’epoca dei fatti rispettivamente di 23 e 27 anni, furono arrestati perchè accusati di aver segregato in un appartamento di Ruvo e costretto a prostituirsi due ragazze, arrivate anch’esse dalla Romania per lavorare come braccianti agricole o badanti.

Tutto durò sino a quando, secondo il racconto degli inquirenti, una delle due ragazze trovò il coraggio di chiedere aiuto ai Carabinieri di Corato.

Il racconto delle ragazze fece subito scattare le indagini da parte dei Carabinieri di Corato e di Trani, fino al blitz condotto nell’appartamento di Ruvo dal maresciallo Pietro Zona e dall’allora capitano del comando di Trani Patrizio La Spada.

Il procedimento penale, inizialmente, fu ritenuto di competenza della Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, avendo il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Trani ravvisato l’ipotesi di reato ben più grave di riduzione in schiavitù.

I due rumeni chiesero poi di definire il processo con il giudizio abbreviato condizionato. Nel processo il G.U.P. del Tribunale di Bari condannò entrambi a quattro anni e mezzo di reclusione.

Pena ridotta il 10 marzo 2009, dopo l’appello proposto dall’avvocato difensore Francesco Mascoli, a due anni di reclusione (con il riconoscimento dei reati di induzione e sfruttamento della prostituzione) già scontati durante la custodia cautelare, concedendo agli imputati la condizionale.

L’ultimo capitolo è dei giorni scorsi, quando la Corte Suprema di Cassazione – Terza Sezione Penale, su ricorso dell’Avv. Mascoli, ha annullato la sentenza della Corte di Assise di Appello di Bari, disponendo quindi un nuovo giudizio dinanzi ad un’altra Sezione della Corte di Appello di Bari.

I due in ogni caso, già da tempo in Romania, non torneranno in prigione
.

Il nuovo processo, infatti, potrebbe al massimo portare alla riconferma dei due anni di inflitti in appello che, come detto, sono stati già scontati nel corso della custodia cautelare.

avatar

Commenti

  • everonaun (utente non verificato)

    biggianni hai letto questo articolo??????? i carabinieri arrestano,invece gli avvocati li tirano fuori.

  • jamesdiabolik (utente non verificato)

    SONO I GIUDICI CHE EMETTONO LE SENTENZE,NON GLI AVVOCATI