I soprannomi “ufficiali” dei coratini agli inizi dell’Ottocento

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In un paese di qualche migliaio di abitanti, come era Corato una volta, la gente si conosceva e si indicava quasi esclusivamente attraverso i…
In un paese di qualche migliaio di abitanti, come era Corato una volta, la gente si conosceva e si indicava quasi esclusivamente attraverso i soprannomi.
La necessità di aggiungere al cognome il soprannome era certamente dovuta al fatto che il patrimonio dei cognomi in ogni piccola comunità era piuttosto ristretto. In una situazione del genere diventava inevitabile distinguere persone con lo stesso nome e cognome con un terzo elemento, il soprannome.
Il soprannome aveva, quindi, la capacità di rappresentare un individuo fra tanti altri, attribuendogli un carattere, una provenienza, una cultura, una posizione socioeconomica, un aspetto fisico specifico o anche una vicenda umana particolare. Il soprannome era la “carta d’identità” del passato. Nella nostra piccola comunità il nome serviva a distinguere l’individuo entro l’ambito familiare, mentre il cognome lo denotava a livello burocratico e il soprannome lo individuava nel sistema sociale.
Qual è l’origine dei soprannomi? Come si sono formati?
E’ impossibile conoscerne tempi e motivazioni. Spesso la nascita di un soprannome è di una banalità sconcertante e rimanda ad accostamenti di immagini fantasiosi, paradossali ed arbitrari. Bastava un semplice pretesto per suggerire la creazione di un nomignolo. E così moltissimi soprannomi restano inspiegabili, incomprensibili, perché è ormai scomparso il contesto storico, sociale e culturale o il ricordo dell’occasione in cui essi sono nati. Diventa pertanto arduo cercare di ricavarne il significato, anche perché la nascita di un soprannome sovente si perde nel buio dei secoli.
A conferma di questa breve premessa riportiamo un elenco di soprannomi di Coratini tratto, con certosina pazienza, da documenti ufficiali come i Catasti dal 1806 al 1809, conservati nell’Archivio Storico Comunale.
Gli elenchi catastali, redatti in un ordine alfabetico relativo ai nomi e non ai cognomi, attestano ulteriormente come i nostri antenati erano conosciuti per nome e relativo soprannome, una “targa” che li rendeva ben individuabili all’interno della comunità coratina. Il cognome era quasi un “optional”.
Angelo Di Tuddo Palese
Benedetto Bruno Spingio
Cataldo Gennaro Mangiauomini
Cristoforo Patruno Sbruffo
Cataldo Bucci il Moro
Cataldo Loiodice Panetto
Cataldo Muggeo Capodiciucolo
Cataldo Americo Cacacane
Cataldo d’Ingegno Cardillo
Cataldo Gallo Taccone
Cataldo Tarricone il Bilengo
Domenico Colucci Piciullo
Domenico Mangano Pullicino
Domenico Grillo Missutiello
Domenico De Benedittis Anziddo
Domenico Cannillo Malaccatto
Domenico Lastella Oliosanto
Domenico Caldara il Diavolo della colonna
Domenico Mangione il Foggiano
Donato Ferrara il Capraro
Francesco Campione Mampuro
Francesco Sannicandro Cannuzzo
Francesco di Padova Ciccotinonna
Felice Azzariti Quaglione
Felice Balducci Incella
Felice Terzulli Occhiobianco
Felice Montanaro Terribile
Francesco Addario Ciavarro
Francesco Squeo Cicciobecchiere
Francesco Mangione il Celeste
Francesco Scarpa Cardolicchio
Francesco Grillo Inserrima
Francesco Piccarreta il Poeta
Francesco Stolfa Rosicasale
Francesco Patruno Guttinera
Francesco Scatigno Nasone
Francesco Martinelli Pidocchietto
Francesco Menduni Guappitiello
Francesco Quercia Gamba
Francesco Quatela Zitello
Francesco Cusanno Facciopinto
Francesco Tavano Montemarro
Francesco Leone Gambuto
Giacinto Tarricone Petrosino
Giambattista Balducci Scabioso
Giovanni Leone la Gola
Giuseppe Diaferia Ciccotuono
Giuseppe Balducci il Moro
Giuseppe Arbore Vomitapulmone
Giuseppe di Zanno Bufalo
Giuseppe Rubbino il Giovinazzese
Giuseppe Leo Scazzariello
Giuseppe di Palma Capodicespo
Giuseppe Arbore Fattizza
Giuseppe Bucci Pidamento
Giuseppe Mangione Pizzuto
Giuseppe Bove Cristovecchio
Giuseppe Mintrone Titolicchio
Giuseppe Casalino Gambetta
Giuseppe Gallo il Mancino
Giuseppe Cavallo Livio
Giuseppe Muggeo Papparicotta
Giuseppa Paganiello Ammazzagaddina
Ilarione lo Tito Cerretta
Ilarione lo Tito Impezzafuino
Luigi Soldano Sgamirro
Michele lo Bascio Cucco
Michele di Palma il Cantaro
Michele Diaferia Rondinone
Michele di Bisceglie Limbio
Michele la Fiandra Purgatorio
Michele la Stella Pennabianca
Niccolò Leo Facciuto
Niccolò Bove Scorciavitiello
Nunzio Quercia Pepe
Nunzio Quercia Nunziella
Nunzio Malcangi Pulcinella
Nunzio Lops Ciuccio d’inferno
Nunzio Azzolino Nuscio
Paolo Piarulli Tingolisso
Paolo di Nichilo Uccelletto
Pasquale Menduni Metadaria
Pasquale Perrone Civo Civo
Pasquale Tandoi Sfasciaturro
Riccardo Vernice Coppoladabbia
Riccardo Martinelli Pedicino
Riccardo Ferrara Pepe
Saverio Campanile Canapellaro
Savino lo Tito Serragoffole
Savino di Chiaro Veccia veccia
Savino Gentile Babbillino
Vincenzo Patruno Caggiola
Vincenzo Strippoli Ficatiello
Vincenzo Caputo Cincarrino
Vincenzo Muggeo il Diavolo delle formiche
Vincenzo Ardito Maltempo
Vincenzo Scaringella Ciufino
Vincenzo Bove Sproposito
Vincenzo di Palma Pidichiello
Vincenzo Scarpa Sciaccaglia
Vincenzo Capogna Cacatornesi
Vincenzo Tarantino il Pittore
Vincenzo Musto Ingrietto
Vincenzo Mazzillo il Piro
Vito lo Tito Tabarrano
Vito Falco Ominiello
Vito Quinto Capicchio
Beatrice Quatela vedova di Scannamaccido
Maria Malcangi la Tignosa
Benedetta Craco Columbrina
Silvia D’Oria vedova di Intrinacchio
Si tratta di un elenco piuttosto ricco, anche se sicuramente incompleto, che contiene per lo più soprannomi arcaici, ormai dimenticati, e pochissimi soprannomi che ancora resistono e che soltanto per gli anziani hanno una funzione individuante.
La complessa realtà sociale e culturale degli ultimi cinquant’anni ha trasformato la situazione: la scolarizzazione di massa, la burocratizzazione della vita sociale (patente di guida, certificazioni, licenze varie, codice fiscale, ecc.) e l’informatizzazione dei dati anagrafici hanno segnato, presso le generazioni più giovani e acculturate, la supremazia del cognome sul soprannome. La creazione di nuovi soprannomi per indicare una famiglia o singoli individui è in pratica scomparsa. L’abitudine di appioppare nomignoli persiste solo tra bambini e ragazzi in età scolare, ma è effimera, non sopravvive allo smembramento della classe alla fine di un ciclo di studi.
I soprannomi del passato rappresentano, comunque, un patrimonio interessante la cui analisi, nonostante le obiettive difficoltà di interpretazione, potrebbe permetterci di rintracciare alcune tessere del mosaico delle condizioni materiali e culturali di Corato dei tempi che furono.
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