«Corato tuteli i cittadini e la campagna: l’elettrodotto vada sottoterra»

Marzia Ferrante

I residenti della zona in cui dovrebbe essere spostata la linea elettrica giovedì scorso, attraverso una conferenza stampa, hanno voluto esporre le proprie ragioni e sensibilizzare l’opinione pubblica

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Mancano solo pochi mesi all’inizio dei lavori di trasferimento dell’elettrodotto che attualmente incombe su via Massarenti e via Gravina.

Ma se tanti cittadini attendono con ansia ed esultanza quel momento, altri invece lo sentono davvero come una minaccia.

Sono le persone cha abitano o lavorano nella cosiddetta zona “chiuso nuovo”, quella in cui dovrebbe essere spostata la linea elettrica, e che giovedì scorso, attraverso una conferenza stampa, hanno voluto esporre le proprie ragioni e sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica.

La conferenza si è tenuta nelle cantine dell’Azienda Agricola Santa Lucia, proprio quella nei cui vigneti verrà impiantato, secondo il progetto di spostamento presentato dalla Terna Spa, uno dei tanti tralicci alti 36 metri che andranno a costituire la nuova linea.

Lo stesso rappresentante generazionale dell’Azienda Santa Lucia, Roberto Perrone Capano, è intervenuto alla conferenza stampa, insieme ad Aldo Lotito, portavoce del Comitato Difesa dall’Elettrodotto costituitosi da poco e formato da quanti per diverse ragioni sono preoccupati per l’arrivo dell’impianto nella nuova zona, e all’Ing. Antonio Rocco, elettrotecnico che ha collaborato, per sollecitazione del comitato, alla valutazione tecnica del Progetto Terna. 

Non è passata inosservata, invece, l’assenza dell’Amministrazione Comunale che non ha accolto l’invito a partecipare all’incontro.

L’ingegner Rocco, citando anche il Prof. Luigi Verolino, docente di Elettrotecnica all’Università Federico II di Napoli, ha effettuato un’analisi tecnica approfondita del prospetto che la Società Terna Spa ha presentato per lo spostamento delle linee ad alta tensione.

«Dopo un’attenta analisi delle emissioni dell’Elettrodotto in questione – ha affermato l’ingegnere – e del posizionamento della linea elettrica come previsto dal piano presentato dalla società elettrica Terna, possiamo concludere che il Progetto è stato redatto nel rispetto della legge. Tuttavia riteniamo non si siano effettuate le necessarie verifiche poi sul campo per constatare direttamente se la fascia interessata fosse completamente priva di costruzioni, e che sia mancata una valutazione sulle effettive conseguenze a livello idrogeologico e ambientale».

Infatti, al contrario di come si pensava quando si è stilato il piano, la zona in cui verrà impiantato l’elettrodotto non è completamente disabitata, non è quindi propriamente una “fascia di rispetto” (cioè zona inedificata e inedificabile), ma in essa sono presenti fabbricati (aziende, abitazioni, magazzini), alcune delle quali, se l’elettrodotto dovesse essere dislocato come da progetto, si troverebbero a distanza abbastanza ravvicinata dalle linee ad alta tensione.

Situazione che la Terna, come ha affermato l’Ing. Rocco, non avrebbe considerato.

Così come sarebbe mancata, sempre secondo l’analisi dei tecnici partenopei, una stima sugli effetti che un impianto di questo genere possa avere dal punto di vista idrogeologico (come smottamenti, alluvioni, ecc) e dal quello paesaggistico-ambientale (se si pensa all’impatto che può avere visivamente una simile struttura, alta 36 metri e lunga circa 6 km, nei confronti della campagna, del verde e della natura circostante).

Proprio per questa ragione, oltre che per le preoccupazioni legittime sulle conseguenze che le emissioni elettromagnetiche possono avere sulla salute degli abitanti della zona, il Comitato è tornato a parlare di interramento dell’elettrodotto come possibile alternativa al trasferimento.

Ricordiamo che l’interramento era stato già preventivato dal Comune, salvo poi firmare il protocollo d’intesa con la Terna Spa per il trasferimento.

Aldo Lotito, portavoce del Comitato Difesa Elettrodotto, ha ricordato come in Italia invece ci sono molti Comuni che, seguendo le Direttive Europee, hanno scelto di sotterrare le linee elettriche, prima fra tutti Ancona, che si è distinta per aver predisposto l’interramento dei suoi 47 tralicci (l’ultimo nel 2007) tanto da diventare la prima città italiana in cui l’alta tensione corre sottoterra.

Questo è stato possibile anche grazie ad una collaborazione tra Comune ed Enel, la quale ha preferito utilizzare le risorse destinate all’ammodernamento dei vecchi impianti e alla costruzione di nuovi, per l’interramento completo delle linee.

«L’operazione è certo molto costosa – ha affermato Lotito – ossia è necessario circa un milione di euro per interrare un chilometro di rete in zona abitata e molto meno in zona rurale. Ma sarebbe un notevole investimento per la salute dei residenti e per le aziende che operano nel territorio, eliminando nel contempo l’enorme impatto visivo prodotto dalla lunga fila di tralicci».

A muovere il Comitato è però soprattutto la preoccupazione sulle possibili conseguenze che le emissioni elettromagnetiche possano avere a medio e lungo termine sulla salute delle persone. Durante la conferenza stampa si è molto insistito sull’ambiguità e sulla discordanza di pareri e di studi che gravitano attorno a tale problema. Non esistono infatti studi certi né che confermino né che smentiscano la pericolosità delle onde sulle persone, così come è controversa la questione dei valori limite (espressi in microtesla) superati i quali si possa parlare di concreti rischi per la salute.

Tuttavia, nel dubbio, pare legittima la paura di chi dovrebbe trascorrere tante ore sotto l’influsso di tali onde.

«La nostra non è una questione di principio – ha continuato Aldo Lotito – non è una battaglia immotivata che portiamo avanti contro l’Amministrazione. Ma in ballo c’è una sincera paura per la nostra salute. Mi rivolgo a chiunque: se questi cavi passassero sulle teste delle vostre famiglie e dei vostri bambini, non sareste preoccupati?

Perché quindi rischiare se poi si potrebbero trovare delle altre soluzioni. Per questo chiediamo che si valuti l’interramento o quantomeno che si riveda il tracciato della linea elettrica, ad esempio dislocandola lungo la SP 231, in modo che non rappresenti un problema per nessuno».

Apprensioni più che giustificate anche quelle degli amministratori dell’Azienda Agricola Santa Lucia che, con un traliccio impiantato nel proprio vigneto e con cavi elettrici che passano sui propri terreni, vedrebbero fortemente minacciato il futuro della propria azienda, che invece può vantare una produzione di uva e vini pregiati fin dal lontano 1628.

Roberto Perrone Capano ha esordito mostrando ai presenti una vecchia foto che mostrava una parte del suo vigneto, verde e rigoglioso, che come un corridoio conduce alla masseria costruita in pietra, con ai lati muretti a secco e piante fiorite.

«Un’immagine rilassante, semplice, ecologica, naturale. Questa è l’emblema della mia azienda – ha affermato – che da generazioni porta avanti una cultura agro biologica al 100%, metodi di coltivazione e raccolta tradizionali, tanto da aver conquistato la fiducia dei clienti di ben 5 continenti».

L’installazione dell’elettrodotto al’interno dei terreni dell’azienda ovviamente arrecherebbero un grave danno, sia come conseguenze in termini di qualità e genuinità sulle piante presenti, sia a livello di impatto ambientale, sia come effetti sulla salute dei lavoratori aziendali che operano continuativamente nei vigneti nel corso dell’anno.

Tanto che, dopo essere venuta a conoscenza del progetto di spostamento dell’elettrodotto, l’azienda ha annunciato le dimissioni dalla Strada del Vino Castel Del Monte (consorzio di tutela, valorizzazione e promozione dei vitigni della zona) e anche la possibile cessazione dell’attività qualora lo spostamento diventasse effettivo, con conseguente richiesta dei danni alla Terna Spa.

«Perché siamo in un mondo globale in concorrenza con tanti altri vini – ha continuato. Perrone Capano – Il marketing vinicolo ha regole del tutto non tradizionali. Per vendere serve proprio quell’immagine semplice, genuina e incontaminata di cui ho parlato: si deve vendere un territorio, la sua cucina, la sua immagine nel mondo».

Anche in America, dove sono molto avanti rispetto a noi, hanno capito che il futuro sta nel fare passi indietro, nel ritrovare sapori antichi e autentici, nell’ecologia in generale. Qui invece si pensa più al cemento, al progresso tecnologico non eco compatibile, alle brutture cittadine, alla distruzione. Aiutateci allora con la vostra voce e preservare ciò che di bello e semplice abbiamo qui in Puglia e che molti ci invidiano. Perché grano, papaveri, muretti a secco, vigneti, mandorli, ecc. sono la nostra storia anche se non danno più reddito».

L’Azienda agricola Santa Lucia ha già avuto il sostegno e l’appoggio della Confagricoltura di Bari e dal Consorzio tutela Castel del Monte e Strada dei vini omonima, che hanno presentato per iscritto richieste di spiegazioni alla Terna Spa e allo stesso Sindaco Perrone. Inoltre l’intera vicenda dello spostamento dell’elettrodotto è anche argomento di una interrogazione urgente presentata alla Regione Puglia prima dal vice presidente regionale dell’UDC Carlo Laurora e poi dal consigliere Nino Marmo.

La palla ora passa comunque all’Amministrazione Comunale che, in incontri precedenti, ha riferito che proverà a parlare con Terna per capire come si potrà risolvere il problema.

Intanto lunedì alle ore 15.00 Video Italia Puglia manderà in onda la conferenza stampa integrale del Comitato. 

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Commenti

  • pako13 (utente non verificato)

    ritengo che non ci siano parole , non è possibile che l’amministrazione comunale non sappia che ecomostro stia generando l’interramento è da sempre stato sponsorizzato e auspicato ed ora???
    cari amministratori fate una bella sepoltura a questa linea di alta tensione, le fotografie farebbero rabbrividire chiunque. Spero che il buon senso e un minimo di rispetto per i nostri paesaggi e per il nostro territorio guidi la nostra amministrazione a risolvere questa situazione………..BUON LAVORO

  • pako13 (utente non verificato)

    CARI CONCITTADINI VI INVITO A DIGITARE SU UN QUALUNQUE MOTORE DI RICERCA LA PAROLA ELETTROSMOG,SONO SCARICABILI MIGLIAIA DI PAGINE REDATTE DA VARI SCIENZIATI IN TUTTO IL MONDO SUI DANNI CHE LE ONDE ELETTROMAGNETICHE PROVOCANO VI GARANTISCO CHE VI SI ACCAPPONERA’ LA PELLE. EGREGI AMMINISTRATORI LA SALUTE PRIMA DI TUTTO.

  • theminmaister (utente non verificato)

    Amministratori,pensate meno al divertimento dei coratini ma alla loro salute. Non potete permettere che l’ecomostro venga spostato solo di pochi chilometri, di collocarlo in un luogo in cui risiedono molte famiglie e di penalizzare lo sviluppo agricolo dell’intera zona. Noi ci affidiamo alla vostra sensibilità di salvaguardare bambini e intere famiglie pensando alle possibili conseguenze che un qualcosa del genere può avere sull’incolumità di una qualsiasi persona!! Ponderate e solo dopo agite!!