“Giorno della Memoria”, la tragedia della Shoah è ancora viva

La Redazione
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«Il diritto inalienabile alla libertà ed alla degnità della vita umana costituisce l’alto significato storico della celebrazione del "Giorno della memoria", che una legge dello Stato ha fissato per il 27 gennaio 2010».

E’ il messaggio di Palazzo di Città per il Giorno della memoria, momento che ricorda la terribile tragedia della Shoah. 

«Celebrare il giorno della memoria ha un senso, però, se si persegue il costante obiettivo di tenere desto nelle giovani generazioni i valori della libertà e della giustizia che nella democrazia, come insostituibile forma di autodeterminazione di un popolo, possono produrre siluppo sociale e benessere collettivo.

Oggi, quelle tristi pagine che segnarono il sacrificio di quegli spiriti liberi trovano il coronamento storico nella grande comunità europea nella quale possono, a buon diritto, definirsi autentiche pietre miliari del progresso democratico, civile e sociale dell’umanità».

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Commenti

  • ketsuicide (utente non verificato)

    Perchè nel titolo è stato utilizzato il termine Shoah, che si limita esclusivamente allo sterminio, letteralmente al sacrificio, degli ebrei? Durante l’olocausto sono state uccise 17milioni di persone, e 5milioni di queste erano ebrei. Allora perchè non ricordare anche l’uccisione nei campi di concentramento di comunisti, anarchici, omosessuali, zingari, slavi, disabili, testimoni di geova, pentecostali, prigionieri di guerra sovietici, polacchi non ebrei, appartenenti ad altre minoranze?