«Appello per un bimbo di 17 mesi affetto da leucemia fulminante». Ma, attenti, è una bufala
In questi giorni Corato è stata nuovamente invasa dal messaggio bufala che chiede aiuto per un bimbo di 17 mesi affetto da leucemia fulminante
In origine c’erano solo gli sms, poi sono arrivate le email, seguite a ruota da Facebook e dal vastissimo panorama dei social network.
Tutti i canali attraverso i quali corrono ogni giorno comunicazioni, notizie, ma anche clamorose bufale.
In questi giorni, infatti, Corato è stata nuovamente invasa dal messaggio bufala che chiede aiuto per un bimbo di 17 mesi affetto da leucemia fulminante.
Decidiamo di raccontare questa vicenda stimolati dai recentissimi racconti di diversi nostri lettori che continuano, in buona fede, a cadere in questa trappola.
Più o meno costante nelle sue varianti, questo è il messaggio che ormai da diversi anni viene riproposto a più riprese lungo l’intero stivale: «Fallo girare per favore, bimbo di 17 mesi necessita sangue B+ per forma di leucemia fulminante. Riccardo Capriccioli. Grazie».
Segue numero di telefono, nelle prime versioni della clinica pediatrica Meyer di Firenze, poi di un cellulare collegato ad una segreteria telefonica.
Bastano davvero pochi minuti e pochissimi click sul web per rendersi conto che si tratta di un messaggio falso o, quantomeno, assolutamente obsoleto.
Leggendo alcuni dei tanti siti anti-bufala sull’argomento, infatti, si scopre che la vicenda ha avuto inzio nel marzo del 2007, quando un bimbo sarebbe effettivamente stato ricoverato presso la clinica pediatrica Meyer di Firenze con una grave patologia.
L’appello alla donazione di sangue, presumibilmente partito da amici e conoscenti, aveva subito raggiunto una diffusione tale da intasare i centralini dell’ospedale addirittura costretto, attraverso una nota ufficiale, a smentire tale richiesta, spiegando che le scorte di sangue erano assolutamente sufficienti per curare il bambino.
Ma ormai, toccando le corde della pietà e della compassione, il messaggio aveva iniziato a viaggiare come un treno sui cellulari degli italiani che, generosi ma forse un po’ superficiali, hanno inconsapevolmente contribuito alla diffusione della psicosi.
Anche a Corato, nel lontano e nel recentissimo passato, slancio e generosità hanno fatto sì che tante persone si mobilitassero in prima persona per la donazione, diffondendo l’appello a tutti i propri contatti.
Salvo poi scoprire, amareggiati e delusi dal fatto che qualcuno stesse continuando a giocare su queste tragedie, che si trattava solo di uno scherzo stupido o di chissà cos’altro.
Addirittura, sempre stando alla rete, pare che il bimbo adesso stia bene e sia stato dimesso dall’ospedale nel maggio scorso. Noi, ovviamente, ci auguriamo che sia davvero così.
Cosa resta di tutta questa storia?
L’importanza di pensare e verificare sempre qualunque messaggio ci giunga da cellulari ed internet e, soprattutto, l’importanza della donazione di sangue e midollo osseo.
Di quella ci sarà sempre bisogno.
Commenti
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giocare con le malattie mi sembra eccessivo e pure una stronzata di enorme valore
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Io c’ero “cascato” – inviai centinaia di sms e telefonai personalmente ad alcuni amici medici – e fu proprio l’ottimo redattore dell’articolo a mettermi in guardia della “bufala”!
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Devo ammettere che appena ricevuto l’SMS ho immediatamente messo in moto una serie di meccanismi, peraltro sono dontaore AVIS; ovvio che è un ottimo sistema per lanciare un appello così forte, ma appena ho saputo della bufala, ho pensato a quanto stupida possa essere la gente, il mio timore è che in caso di verità nessuno potrebbe più crederci.
pino69 -
E’ inconcepibile. Nulla ha insegnato la favola “al lupo al lupo”. Purtroppo ci ero cascato anch’io, ma non sono pentito di aver inviato i miei sms…….. è meglio sbagliare per eccesso
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certo che il mondo è pieno di teste di ….







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